Isabella di Piossasco va in scena con l’Anna Cuculo Group

giugno 30, 2007 in Spettacoli da Redazione

In occasione della rievocazione storica a Piossasco, un testo firmato da Francesco Cordero di Pamparato

Isabella fu un personaggio storico quasi leggendario, divenuto celebre grazie alla sua intraprendenza ed una storia d’amore che ha superato i secoli.

Isabella di PiossascoNelle pieghe della storia talvolta s’intravedono episodio particolari, che sembrano non avere mai tempo. Il loro fascino poetico non diminuisce con gli anni, e anzi aumenta con il passare delle stagioni; gli eventi si travestono e si chiariscono, si amplificano nella sensibilità aneddotica, ma comunicano sempre il proprio valore.

È questo il caso della rievocazione che ha come protagonista Isabella di Piossasco, giovane e bella erediteria, che nel 1540 dette filo da torcere al proprio patrigno. Promessa in sposa ad un uomo che non voleva, si impose con forza e determinazione per affrancarsi dalla sua difficile condizione. E ottenne ciò che desiderava: sposò l’amato Marco Antonio e riscattò tutto il suo patrimonio.

Per ricordare la vicenda, il Comune di Piossasco organizzerà, tra sabato 30 e domenica 1 luglio, una due giorni di festeggiamenti piena di sfilate, rievocazioni, mostre, esposizioni. Ci saranno gruppi storici, giocolieri, sbandieratori, spettacoli musicali e teatrali, banchi e banchetti enogastronomici che riporteranno il Comune indietro di circa cinque secoli, in una cornice naturale e architettonica perfetta.

Come protagonista d’onore, Isabella sarà presente in vari momenti della giornata. E d’altronde la festa è tutta per lei, perché simbolicamente si festeggerà il suo matrimonio, per finta e per davvero. Sin dal mattino di domenica, infatti, Isabella riceverà gli ospiti (tutte comparse) che giungeranno per salutarla e omaggiarla sull’enorme palco allestito al centro di Piossasco. Vari nobili e popolani del 1600 appariranno sulla scena, per commemorare Isabella con le loro rievocazioni, e il percorso storico si svilupperà fino al 1700 con personaggi tutti da scoprire.

Ma sarà nel pomeriggio, verso le 18.00, che lo spettacolo teatrale vero e proprio prenderà forma. La performance Amor che è favola ha già ottenuto un’ottima accoglienza negli anni scorsi, ed è da più di un lustro che descrive la vicenda d’amore fra Isabella e Marco Antonio. In effetti gli ingredienti per un buon spettacolo ci sono tutti: scritto dallo storico Francesco Cordero di Pamparato, con una competenza che ne conferma il valore filologico, il palinsesto va in scena con la regia di Anna Cuculo, forte personalità della cultura piemontese.

La sinergia dei due professionisti ha dato vita, in un più di un’occasione, a piccoli gioielli teatrali come Bisanzio, nel quale il rigore storico si fondeva con una sensibilità artistica non comune. Ma lo spettacolo dedicato ad Isabella di Piossasco sarà una festa di colori e musiche, realizzata per far divertire e appassionare, con l’intento principale di esprimere la forza vitale della giovane. Sarà una breve performance, di appena 35 minuti, fatta apposta per essere inserita nel contesto più ampio della rievocazione: leggera, brillante, piena di movimento. Inizio previsto intorno alle 18.00 presso la Chiesa di San Vito.

Cinque gli attori più una prestidigitatrice per illustrare la circostanza. La novità di quest’anno sarà proprio l’ingresso di questo personaggio, che ha un ruolo da jolly nella rappresentazione. Appare, scompare, si muove lungo la scena, è giocoliere di corte di Isabella, ma nello stesso tempo ruba un importantissimo documento dalle mani del cattivo di turno e lo fa riapparire in quelle dell’avvocato difensore. Un ruolo chiave che permette di collegare, con un tocco di magia, tutti i personaggi e gli sviluppi della storia.

Anche le musiche saranno perfettamente in tema, con un’appropriata selezione di pezzi di Anonimi del Quattrocento e Cinquecento.

Dopo lo spettacolo i due sposini, Isabella e Marco Antonio, inviteranno tutti gli spettatori alla loro cena di nozze. E la cena ci sarà davvero, intima per la giovane coppia che deve osservare il lutto, ma pubblica per tutti quanti con più di 800 coperti distribuiti lungo le vie del comune.

Chiusura della giornata con fuochi di artificio.

Lo storico Francesco Cordero di Pamparato si è avvalso di studi e ricerche per realizzare il testo dello spettacolo. Abbiamo rivolto alcune domande al professore per comprendere meglio il personaggio di Isabella.

Professor Pamparato, in quale contesto visse Isabella di Piossasco?

La vicenda che coinvolse Isabella è in realtà un fatto piuttosto noto.

Il feudo di Piossasco era in quegli anni parcellizzato in tre famiglie, tutte imparentate alla lontana fra di loro: i Folgore, i De’ Rossi, e i Merlo. Ed erano famiglie di estrema importanza.

Il padre di Isabella, Francesco di Piossasco De’ Rossi di None, morì abbastanza giovane lasciando la moglie nella difficile situazione di dover trovare nuovo marito. La madre di Isabella dunque, Agnesina Solaro di Moretta, sposò un altro Piossasco, e precisamente Giacomo Piossasco Folgore di Scalenghe, il cattivo della situazione.

Che tipo di persona era, storicamente, Giacomo Piossasco?

Era indubbiamente un pezzo da novanta, se non da centottanta. Fu infatti l’uomo di fiducia di Carlo V in Piemonte, molto importante anche a corte. Per descriverlo basti dire che il giorno dell’Assunta del 1532, invece di pregare in Chiesa, pensò bene di accapigliarsi con altri personaggi. Ne venne fuori una rissa che per poco non sfociò in una carneficina. Il tutto di fronte alla Duchessa di Savoia.

Ma nello stesso tempo fu di grande valore militare, grazie alla sua carica di colonnello dell’esercito, carica riservata nell’esercito sabaudo solo ai nobili. Da Carlo V, poi, ricevette dei feudi nel centro Italia (Abruzzi), e fu persino governatore di Asti.

Come mai la sua storia si incrocia con quella di Isabella?

Giacomo, dopo il matrimonio con Agnesina, cercò di far sposare il proprio figlio di primo letto con Isabella. E questo per un semplice motivo: Isabella, forse ancora prima che bella, era ricchissima.

La ragazza, che all’epoca aveva tra i sedici e i vent’anni, si oppose però con energia al matrimonio. In un primo tempo sposò un cugino, sempre un Folgore di Scalenghe (Marco Antonio), e poi con più calma riscattò tutti i suoi beni. Questa fu una mossa necessaria: il patrigno, infatti, aveva cercato di portarle via tutto il patrimonio, e Isabella si trovò costretta a rivolgersi ad un lontano parente, tanto per cambiare, che si chiamava Aimone Bravetta.

E non scelse comunque male, perché Aimone era il più importante giurista del Ducato di Savoia. Con il suo aiuto riuscì ad ottenere indietro i beni che il patrigno aveva cercato di portarle via.

Un’azione non da poco. Quanti anni aveva Isabella?

Se calcoliamo che all’epoca Isabella era praticamente una ragazzina tra i sedici e i vent’anni, si vede bene che fu davvero in gamba.

Riuscì a fare un braccio di ferro con un uomo notevole, spuntandola alla fine.

Non era da tutti un’impresa di questo genere, anche già solo per il fatto che ottenne di sposare chi desiderava.

Ebbe comunque il tempo di crescere. Io ho condensato l’episodio in circa mezzora di spettacolo, però la vicenda andò avanti per molti anni. L’intera parabola dell’accaduto si svolse tra il 1540 e il 1550, anno più anno meno.

Si dice che Isabella, coerentemente con il nome, fosse bellissima…

Non mi sentirei mai di smentire le fonti. Però è sempre necessario sottolineare che la storia in questi casi è scritta da amici o parenti della famiglia. Il che è un bel dire. Viene indubbiamente descritta come bella, ma era soprattutto molto ricca, ricchissima. Aveva ereditato vari patrimoni da diverse famiglie, ed era qui
ndi un grosso partito, come si diceva una volta. Immagino che la sua ricchezza abbia influito non poco sulla definizione del suo fascino.

E con Marco Antonio fu veramente amore?

Vero amore forse no. Pare invece che il matrimonio non sia durato tanto a lungo. Isabella, poco tempo dopo aver ottenuto partita vinta col patrigno, mollò quasi subito Marco Antonio. Probabilmente lo sposò più per puntiglio nei confronti di Giacomo Piossasco che altro. Io ho sempre interpretato la storia sotto questa luce: con Isabella che si è servita sia dello zio avvocato, sia del fidanzato per arrivare dove voleva.

Il fatto che si siano lasciati non è sicuro al 100%, ma i documenti storici dell’epoca non entrano molto in dettaglio sulle vite private.

Amor che è favola.

Rappresentazione teatrale della storia d’amore tra Isabella e Marco Antonio


Piossasco (TO), Chiesa di San Vito

Domenica 1 luglio, ore 18.00 (circa)

Regia: Anna Cuculo

Testo: Francesco Cordero di Pamparato

Attori:

Isabella di Piossasco: Marianna Giuliano

Marco Antonio: Pietro Zaccarelli

Giacomo Piossasco Folgore di Scalenghe (il patrigno crudele): Fiorenzo Foresto

L’avvocato Aimone: Giuseppe Fenoglio

Dama di Compagnia: Giovanna Ducco

Prestidigitatrice: Graziella Dongiovanni

di Davide Greco