Io vado a letto presto

dicembre 11, 2002 in il Traspiratore da Redazione

Un giorno ti svegli e dici: “ma quanto ho dormito?”

Non deve essere per forza una mattina particolare, ne basta una qualsiasi; semplicemente apri gli occhi e vedi che hai un casino di cose da fare. Conti lasciati in sospeso, sfide non affrontate, esperienze da esplorare ed altre cazzate simili. Ed allora ti piglia la smania di fare, di non stare fermo neanche un secondo della giornata; giornate che, tra l’altro, si allungano in maniera esponenziale, ogni volta rubando qualche minuto in più al sonno.

A me è capitato qualche anno fa; non ricordo esattamente la data, so che mi sono tirato su dal letto e non mi sono più fermato.

Ho cambiato una decina di lavori, e mai nessuno mi ha soddisfatto appieno; ho ripreso e mollato l’università più di una volta, sempre con progetti nuovi per la testa, salvo poi cambiare idea e ricominciare da un’altra parte. La luce della stanza non si spegneva mai prima delle due e, se non lavoravo la mattina successiva, non avevo neanche bisogno di accendere la lampadina sul comò.

Oggi è l’ultimo giorno del primo mese dei miei 25 anni di vita. Mi sento quieto; sì, è la parola giusta per descrivere il mio attuale stato d’animo. E’ come se stessi imparando ad indirizzare l’energia, la controllo e la dirigo con maggiore destrezza; pare che le sensazioni che mi carezzano la vita prendano forme più chiare, mi sembra di riconoscerle e valutarle con nuovi canoni.

E la sera vado a dormire presto.

Il Traspiratore – Numero 40

di G. Ventura