Io & Margherita

marzo 12, 2001 in Racconti da Redazione

Era parso un po’ strano fin da quando l’avevo conosciuto.

Al primo appuntamento, mi portò dal veterinario per una visita di controllo al suo boa… come tecnica d’abbordaggio mi sembrò piuttosto originale e, di conseguenza, ero piuttosto incuriosita, malgrado la naturale repulsione per la specie dei rettili, che m’impedì di avvicinarmi al serpente e al suo proprietario.

Al secondo appuntamento, l’argomento principale fu… «Margherita». Ad un’amica che si fosse trovata nelle stesse circostanze avrei consigliato un’ostentata indifferenza, ma tra il dire e il fare … poi ebbero il sopravvento la curiosità, perché a quanto pareva Margherita seguiva uno strano tipo di dieta, costituita da un pasto al mese, e un certo grado di preoccupazione, perché la giovine soffriva di sordità essendo quasi completamente cieca. Stava forse cercando di commuovermi? Mi avrebbe confessato di avere una figlia segreta?

Al terzo appuntamento, cena romantica a casa sua. Dalla cucina, lo sento parlare in camera da letto con voce mielata a qualcuno che non risponde mai. Alla solita amica avrei consigliato di continuare tranquillamente a controllare la cottura delle vivande, mentre io non ho potuto fare a meno di avviarmi tossicchiando verso la sua voce impegnata in un monologo pieno di tenerezze. Sulla porta della stanza lui si volta, mi sorride e dice: «Hai visto, povera MARGHERITA? Sta iniziando la muta!»

Dunque, il destinatario di tutte quelle frasi sdolcinate è un serpe? Sono stata gelosa di un essere che striscia per muoversi e che sta perdendo un metro e quaranta di disgustosa pelle squamosa? L’avevo detto subito che mi pareva un po’ strano, perché non può avere un gatto, un cagnolino, un criceto … al limite un canarino?! … ma lui ormai è lanciatissimo e mi racconta per filo e per segno le abitudini alimentari e igieniche della bestiaccia, che continua indisturbata ad attorcigliarsi attorno al suo braccio.

Al quarto appuntamento, ho deciso che il tipo merita la mia attenzione, boa o non boa, per cui posso anche mostrarmi magnanima verso Margherita, permettendole di restare nella stessa stanza in cui sono io, purché ad una certa distanza.

Lui è seduto a circa un metro da me, Margherita attorno al collo. Io sono in posizione plastica, seduta ma pronta alla fuga (chi mi assicura che un boa sia incapace di balzi prodigiosi, se minacciato nei propri affetti ?!) «Mi guarda male», dico. «Impossibile, i serpenti sono quasi ciechi». «Forse non le piace la mia voce». «Impossibile, i serpenti sono sordi, l’unico senso che li guida è l’olfatto, insieme alle minime variazioni termiche». «Allora mi sta annusando di storto».

L’unica conclusione possibile è che dovrò abbassare la mia temperatura basale, per non turbare i sensi di Margherita, e magari cambiare profumo.

Intanto, al quinto appuntamento ho iniziato a sferruzzare, perché Margherita è in dolce attesa e un boa femmina partorisce in media una cinquantina di piccoli serpenti freddolosi … l’avevo detto subito che era un tipo strano…

di Cristina Capello