Intervista a DJ Gros

febbraio 26, 2003 in 006 da Redazione

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Incontriamo dj Gros in Piazza Vittorio a Torino dove il 14 febbraio si è svolta una gara di big air valevole per la Coppa del Mondo di snowboard. E’ strano vedere una pista innevata nel centro di una città; lo scenario è davvero suggestivo… esattamente come lo speaker: dj Gros, di Bergamo, la fonte dello spasso vero e proprio! Si trova nel capoluogo piemontese nelle originali vesti di cronista della gara, insieme a La Pina, sua alleata collega per l’occasione.

Lo vediamo seduto in tribuna mentre descrive le fasi della competizione di salti, con una scioltezza e una tranquillità incredibili… resi, forse, tali a causa del bicchiere di rhum che ci confida di aver già bevuto… In un momento di pausa ci avviciniamo a lui e subito si fa notare la sua simpatia travolgente!

Ciao Gros!! Cosa si prova ad essere il cronista di una gara di tale spettacolarità?

Ragazzi, è troppo bello! E’ ormai da alcuni anni che seguo in queste vesti la Coppa del Mondo di snowboard, e non sembra affatto essere un lavoro. Io mi diverto un casino!!! Poi questo sport è qualcosa di unico, almeno per me; ti trasmette una grande carica e pare di vivere in un mondo diverso, surreale… fantastico, dove tutti i problemi si lasciano fuori. Una volta presa in mano la tavola, inizia la libidine!!!

Ti piace di più lavorare in radio o in eventi di questo genere?

Preferisco senza ombra di dubbio lavorare per manifestazioni, perché si è più liberi di dire cosa si vuole… Intesi?? E poi se l’evento è questo, sì che si ragiona!!

Che ne pensi di questa idea di portare lo snowboard in città?

Complimenti a chi ci ha pensato!! E’ una gran bella cosa, ma soprattutto è importante avvicinare la gente a questo sport e sicuramente il modo migliore per farlo è questo! L’unico neo è che la pista allestita qui in Piazza lascia un po’ a desiderare se si pensa che i metri di piano prima del salto sono solo 16, mentre in una regolare gara disputata in una località sciistica, sono ben 25… la differenza è netta, in montagna è tutta un’altra cosa. Ma in un’occasione spettacolare come questa si può chiudere un occhio a riguardo, e tanto di cappello va ai maestri di sci che nel limite del possibile hanno reso il presente terreno di gioco più che accettabile!

Hai detto di essere anche un grande appassionato di sci alpino: trovi tante differenze tra queste due discipline, al di là, ovviamente, del modo in cui si praticano?

Sì, caspita!! Ce ne sono parecchie! A cominciare dallo spirito con il quale vengono affrontate le competizioni; in una gara di snowboard gli atleti sono molto più rilassati degli sciatori in una discesa perché i soldi che girano nella Coppa del Mondo di snowboard sono nettamente minori rispetto a quella di sci… non ci sono paragoni; lì le “monete” in palio sono davvero tante! E ci sono molti più professionisti, la competizione è forte; questo, invece, è uno sport nuovo dove sono ancora pochi gli atleti che corrono sul serio, la maggior parte sono giovani che gareggiano tanto per fare, prendendola troppo alla leggera; parlare di competizione fra gli snowboarder è fuori luogo. C’è da dire però, che il rischio che si corre è uguale: ho visto gente farsi male seriamente sia sugli sci che sulla tavola. Ma se si parla di festa, non ce n’è per nessuno: lo snowboard batte qualsiasi altro sport!

Quali sono gli atleti più forti in questa disciplina (big air)?

I più forti sono i finlandesi, fra tutti, il grande Autti Antti. I nostri sono bravi, Lorenzo Chiala, eporediese, promette davvero bene! Poi c’è Giacomo Kratter (ora infortunato) che è uno dei migliori atleti del mondo.Ricordate? Alle Olimpiadi di Salt Lake City arrivò quarto. Io ero con lui il giorno della gara, e posso assicurare che la medaglia gli è stata palesemente rubata! Se la meritava più di tutti! Ero più arrabbiato io di lui che gioiva per il suo avversario-amico arrivato sul podio, quasi da non crederci! Il giorno dopo, però, ci siamo rifatti: siamo andati a Las Vegas!

In queste gare la musica riveste un ruolo importante. Chi meglio di te ci sa dire qual è il genere più adatto per queste competizioni?

Non ce n’è uno in particolare. Per tratti di discesa molto movimentati, è meglio il genere metal; per attimi quasi rallentati, tipo quando si è in volo nel salto, è preferibile la musica classica. Diciamo che non c’è una colonna sonora precisa. Gli atleti, a riguardo, hanno gusti diversi: magari gli italiani preferiscono quella metal, mentre agli americani non importa nulla del tipo di musica scelto per la gara.

Torino fu a suo tempo candidata ai xx Giochi Olimpici invernali; ora sarai tu a candidarti come cronista ufficiale delle gare di snowboard protagoniste delle nostre Olimpiadi?

Ragazzi!!! Questo sì che è un sogno… Sarebbe il massimo per me! Certo che mi candido… e spero anche di essere l’unico!

Beh, noi lo promuoviamo a pieni voti… con la sua simpatia saprebbe coinvolgere alla grande un esilerante quanto numerosissimo pubblico olimpico…

di agente Paola Venturuzzo