Inter-Juve, un ‘derby’ che sa di scudetto

marzo 10, 2002 in Sport da Roberto Grossi

L’ultima seduta di allenamento svolta dalla truppa bianconera al Comunale ha confermato le indicazioni sulla formazione che scenderà in campo questa sera al ‘Meazza’ nel big-match arbitrato da Borriello. Con Montero e Salas infortunati e Ferrara e Zenoni appiedati dal giudice sportivo, la Juve ha praticamente gli uomini contati. Davanti a Buffon, nella classica difesa a quattro, giocheranno quindi Birindelli, Thuram, Iuliano e Pessotto; a centrocampo fuori Tacchinardi e spazio al trio Zambrotta-Conte-Davids; in avanti Nedved proverà a sfiancare la difesa avversaria e a rifornire di palloni Del Piero e Trezeguet giostrando alle spalle della coppia di punta. Dopo tre mesi fuori dai campi si rivedrà in panchina Tudor a cui manca però il ritmo-partita. Lippi dovrà essere bravo a gestire in modo intelligente il rientro del duttile croato, una pedina che potrebbe rivelarsi determinante in questo arroventato finale di stagione.

Il trainer bianconero sente l’importanza del derby d’Italia e non potrebbe essere altrimenti: dopo che il sogno europeo sembra essere tramontato a La Coruna una sconfitta con l’Inter precluderebbe alla sua squadra molte chances di scudetto. Tornare poi per la prima volta da avversario nello stadio milanese è una motivazione in più per dare il meglio, senza dimenticare la pessima accoglienza che i tifosi interisti (stadio completamente esaurito) intendono riservargli. Non essendo un ingenuo Lippi è perfettamente consapevole del clima che lo attende, ma la prospettiva non sembra incidere sulla sua serenità: “Vorrei solo chiarire – precisa il tecnico – le diatribe sulla mia juventinità ai tempi in cui ero allenatore dell’Inter. Ho sempre difeso le mie vittorie conquistate durante il primo ciclo qui a Torino e lo farò sempre, qualunque squadra dovessi andare ad allenare. Le insinuazioni non mi piacciono, io ho difeso soprattutto il mio lavoro svolto in quei fantastici cinque anni in cui abbiamo vinto tutto. Questo però non significa che a Milano non abbia lavorato con serietà e professionalità: ho cercato con tutte le mie forze di dare il meglio. I tifosi nerazzurri però non mi accoglieranno certo con un mazzo di fiori, so bene di non aver lasciato un ottimo ricordo, ma ciò non mi spaventa perché il trattamento non sarà molto diverso da quelli ricevuti nell’ultimo periodo in cui sedevo sulla loro panchina. Le polemiche relative agli arbitri? E’ stato bravo Moratti a stemperare in settimana le tensioni: non ha senso andare a rinvangare certi episodi”.

Chiarito il passato si pensa al presente, alla sfida che vede opposte due grandi squadre: “Si, noi e loro ci presentiamo a questo appuntamento soddisfatte del lavoro svolto finora. Cercheremo di superarci a vicenda con tutte le armi che abbiamo a disposizione, non solo Vieri e Trezeguet. Cosa ammiro dell’Inter? La convinzione e la sicurezza che Cuper, davvero un ottimo allenatore, ha saputo trasmettere ai suoi. Non sarà una gara decisiva, perché dopo ci saranno ancora 24 punti in palio, però vincerla, per entrambe, potrebbe essere importante sul piano psicologico”.

Il pieno recupero di Del Piero, reduce dai fischi del Delle Alpi piovuti domenica scorsa, non costituisce secondo Lippi un problema: “Ha lavorato bene in settimana, come del resto tutta la squadra. L’ho visto reagire bene alle critiche e mi aspetto che disputi una grande partita. I tifosi bianconeri nutrono un immenso amore nei suoi confronti e questo genera sentimenti forti: abbracci e fischi, è naturale. Alex ha dato tanto alla Juve, è qui da nove anni, ha contribuito con le sue giocate a portare la squadra in vetta al mondo: il suo rapporto con il popolo juventino è davvero strettissimo”.

di Roberto Grossi