Il Toro paga i suoi errori

dicembre 10, 2001 in Sport da Federico Danesi

Forse qualcuno, dopo il sonante 5-1 al Verona di due settimane fa, si era illuso che il Toro fosse improvvisamente diventato uno squadrone. Paradossalmente quella vittoria, maturata comunque in circostanze favorevoli (avversari in dieci e con un portiere esordiente), ha ottenuto più danni che effetti positivi, non mettendo in evidenza limiti ormai cronici della squadra di Camolese.

Proprio il tecnico è uno dei principali imputati. Il suo sbaglio più grande è stato sei mesi fa, quando ha accettato di continuare a sedere su quella panchina ed ha avallato una campagna acquisti sconclusionata. Lucarelli, il giocatore più costoso nella storia della società, fino ad oggi ha segnato la miseria di cinque reti, quasi mai decisive. Sommate alle quattro di Ferrante, uno che il campo non lo doveva neanche vedere, fanno la miseria di nove in tredici partite. Complessivamente quindici gol, tre dei quali messi a segno dal bomber a sorpresa, Galante, più utile in attacco che dietro. Il Bologna, facendo sei gol in meno, ha sette punti in più, segno che qualcosa non torna, soprattutto in difesa. Se anche Bucci, come successo domenica, non azzecca la partita, il futuro è fosco.

Alcuni dei titolari giocano soltanto per mancanza di ricambi affidabili, i rinforzi del mercato novembrino, cioè Cauet e Mezzano, languono in panchina e comunque sino ad oggi hanno dimostrato di non poter fare la differenza. Così qualcuno attende come manna dal cielo il possibile utilizzo di Franco (come se nelle amichevoli precampionato l’uruguagio non avesse dimostrato il suo reale valore) o un nuovo regalo dall’Inter, tipo Adriano (come se Sandro Mazzola non potesse avere altro interlocutore in Italia che i nerazzurri).

Una trentina di giocatori in rosa, ma alcuni sono quasi ex, tipo Venturin, altri sono rimasti perché la società non è riuscita a piazzarli da nessun’altra parte. Siamo sicuri, ad esempio, che Garzya sia tanto peggio di quelli che domenicalmente scendono in campo nella difesa granata?

Il Toro da qui alla fine dell’anno solare è atteso da tre scontri salvezza quasi decisivi: a Lecce e poi in casa con Parma e Venezia, prima di chiudere il girone d’andata a Roma contro i giallorossi. Due anni fa fu proprio questo il periodo che condannò i granata alla B, con le sei sconfitte consecutive rimediate dalla squadra di Mondonico. I tifosi stanno già toccando ferro.

di Federico Danesi