Il sangue di Dio

maggio 16, 2005 in Libri da Redazione

Titolo: Il sangue di Dio
Autore: Renzo Allegri
Casa editrice: Ancora
Prezzo: € 13.00
Pagine: 192

il sangue di DioSiamo nell’ “Anno Eucaristico” voluto da Giovanni Paolo II. Alla fine di maggio, a Bari si terrà il “XXIV Congresso Eucaristico Nazionale”, alla cui conclusione, il 29 maggio, sarà presente anche Papa Benedetto XVI, nel suo primo viaggio apostolico fuori Roma.

Varie e interessanti pubblicazioni si sono susseguite in questi mesi sull’Eucarestia. Tra esse, segnaliamo il libro di Renzo Allegri, “Il sangue di Dio. Storia dei miracoli Eucaristici”, pubblicato dall’Editrice Ancora, in libreria a partire dall’11 maggio, perché in esso l’autore riporta e documenta, con delle immagini fortemente sconcertanti, un fatto incredibile accaduto proprio nel nostro tempo.

Allegri, giornalista e scrittore, autore di oltre quaranta, tra i quali anche nove volumi dedicati a Padre Pio, ha affrontato questo delicato e importantissimo tema dei “miracoli eucaristici” attenendosi soprattutto ai fatti di cronaca.

E’ partito dall’ultima Cena di Gesù, quando il Maestro Divino ha istituito l’Eucarestia. Quindi, è partito dal primo Miracolo eucaristico, il miracolo dei miracoli. E, procedendo in forma cronologica, ha messo in fila i più noti fatti prodigiosi che la Storia ricorda, legati appunto alla Eucarestia, inserendoli nel contesto ideologico del tempo in cui si sono verificati e raccontandoli con la chiarezza e la precisione del cronista.

L’Eucarestia è un mistero così grande, dice Allegri, che confonde e spaventa la mente umana. Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, con l’anima e la divinità, e, quindi, il Cristo tutto intero. Quei tre termini ‘veramente, realmente, sostanzialmente’ fanno tremare chiunque si soffermi a meditarli. Infatti, lungo il corso dei secoli, molti teologi, incapaci di credere a un mistero così grande, hanno cercato di dare spiegazioni più accettabili per la mente umana, allontanandosi però dalla sublime realtà insegnata da Gesù. La Chiesa è sempre intervenuta, fin dai primi tempi del Cristianesimo, condannando queste erronee interpretazioni che sono note con il termine di eresie. Ma anche la Provvidenza è intervenuta con ‘fatti prodigiosi’ per richiamare l’attenzione degli uomini sulla reale presenza di Cristo nell’Eucarestia. Quei fatti sono i ‘Miracoli Eucaristici’.

Nel suo libro, Allegri ne racconta una sessantina, tra quelli più noti e più documentati, a cominciare dal miracolo di Lanciano, uno dei più famosi, verificatosi a metà del secolo VIII. Riferisce, naturalmente, il miracolo di Bolsena, quello di Alatri, di Ferrara, di Firenze, di Torino, di Siena, e anche tanti accaduti fuori Italia. Fatti strepitosi, che si sono verificati nei secoli passati. Il libro, infatti, si ferma all’Ottocento. Viene quindi spontanea la domanda: ma perché nel nostro tempo non ci sono più ‘miracoli eucaristici’?

Ce ne sono, dice Allegri, ma proprio perché sono recenti vanno lasciati sedimentare. Sarà il tempo a decidere se si tratta di eventi prodigiosi o solo di cose illusorie. Nel mio libro mi sono volutamente fermato all’Ottocento per riferire solo episodi che, nell’ambito della tradizione cattolica, sono universalmente ritenuti validi.

Un’eccezione, però, Allegri l’ha voluta fare e riguarda un fatto accaduto nel 1999. L’ho inserito nel libro, dice, perché è veramente sconcertante e supportato da una documentazione televisiva così clamorosa da togliere il fiato. Non lo si può chiamare “miracolo eucaristico” perché su di esso non esiste un giudizio da parte dell’Autorità ecclesiastica. Ma è certamente un evento che fa molto riflettere.

Il 7 novembre 1999 nella Basilica inferiore di Lourdes si teneva una Messa solenne. Era celebrata dall’arcivescovo di Lione e con lui concelebravano l’allora arcivescovo di Parigi, cardinale Jean-Marie Lustiger, molti vescovi francesi, molti sacerdoti e tutti i superiori dei monasteri trappisti del mondo. La cerimonia era trasmessa in diretta dalla televisione francese.

I celebrante aveva sull’altare per la Consacrazione due ostie molto più grandi di quelle che usano i sacerdoti italiani, come del resto è consuetudine in Francia. All’inizio della messa, le due ostie appaiono nel filmato appoggiate l’una sull’altra formando un corpo unico, tanto che non ci si accorge neppure che sono due e non una sola. Sono poste sulla patena, una specie di vassoio, e vi aderiscono perfettamente. Nel filmato ci sono diverse inquadrature che le riprendono in quella posizione e non ci sono dubbi che le due ostie siano fisicamente appoggiate l’una sull’altra e aderiscano alla patena. Al momento dell’ “epiclesi”, cioè quando i sacerdoti stendono le mani invocando lo Spirito Santo, si verifica il fenomeno.

Si vede l’ostia superiore che si stacca dalla sottostante e si solleva. Il movimento è impressionante: l’ostia si alza come se sotto di essa fosse scattata una molla e oscilla tre, quattro volte nell’aria prima di prendere una posizione fissa, orizzontale, a circa un centimetro dalla sottostante, e rimane poi in quella posizione fino alla fine del canone.

La ripresa televisiva mette in evidenza vari momenti della cerimonia, durante i quali il celebrante si muove, si sposta, ed è così possibile vedere, attraverso le due ostie, una sollevata nell’aria e l’altra aderente alla patena, il colore dei paramenti indossati dal celebrante. Poiché il filmato con queste immagini è abbastanza lungo e ricco di primi piani, si ha la possibilità di acquisire, con ragionevole certezza, che non si tratta assolutamente di illusione ottica o di inganno di prospettiva. Esperti del settore, dopo attento esame del filmato, hanno escluso nel modo assoluto una manipolazione tecnica delle immagini.

Miracolo? Come già detto, le autorità ecclesiastiche, interpellate varie volte, hanno scelto di non fare commenti ufficiali. Però, chiunque vede quel filmato prova un’emozione indescrivibile perché assiste con i propri occhi al verificarsi di un qualche cosa che razionalmente non ha spiegazioni.

di Giulio Zopiro