Il Salone del Libro tra Memoria ed India

maggio 10, 2010 in Attualità da Tomas

Salone 2010

Torna a chiamarsi Salone Internazionale del Libro, come fu dalla sua nascita nel ormai relativamente lontano 1988. Occupando i quattro tradizionali padiglioni espositivi, si occuperà di che cosa sia per noi, oggi, la memoria. Come la utilizziamo? Paradossalmente proprio in un periodo storico in cui le nuove tecnologie ci mettono a disposizione sterminate banche dati, ci stiamo accorgendo che la nostra visione del passato si sta annebbiando, distrattamente, ad intermittenza, quasi infastidendoci. Sembriamo legati troppo ad un presente superficiale e nevrotico, incapaci di fare realmente i conti con quella che è stata la nostra storia, interessandocene sempre di meno. Rimane una vaga nostalgia, un rimpianto, un ricordo distratto che fatichiamo a focalizzare e sostenere coscientemente fino in fondo. Come fare a non vedere che la sorte delle democrazie sia strettamente legata al controllo sempre più invadente, ostentato o nascosto, ma ormai capillare di un Grande Fratello che sa tutto di noi, dei nostri consumi, della nostra identità, rendendo obsolete perfino le più fosche profezie di George Orwell ? Codificare e trasmettere la memoria, comprese le esperienze acquisite, si è rivelato un fattore decisivo nell’evoluzione delle società umane. Con Gutenberg e la rivoluzione della stampa, si afferma l’uso politico della memoria che mira a consolidare l’identità collettiva. Nasce «l’invenzione della tradizione». La memoria assume quindi un ruolo centrale in psicoanalisi e nella biologia dove le mappature del Dna fanno parte di quella basilare raccolta della memoria genetica umana utile non solo nella ricerca delle malattie e disfunzioni ereditarie. Infine con Proust nasce la memoria come motore primo della narrazione, e si ripropone la questione del delicato rapporto fra tradizione e innovazione: che cosa conservare e cosa buttare?

Incontra la memoria

Sono questi alcuni dei temi, all’incrocio fra scienza, storia, letteratura, arti, che saranno al centro degli incontri e dei dibattiti del Salone 2010. Gianfranco Ravasi terrà una lectio magistralis sulle religioni del ricordo («Fate questo in memoria di me»), mentre Mario Botta sul delicato rapporto dialettico che l’architettura intrattiene con il passato. Giuseppe Tornatore (Ba’aria) e il francese Claude Lanzmann, autore del monumentale docu-film sulla Shoah, ma anche della travolgente autobiografia La lepre della Patagonia, discuteranno sull’uso cinematografico e letterario della memoria, tema seguito anche nel dialogo tra Pupi Avati e Andrea Vitali.

Edoardo Boncinelli, biologo, dialogherà con il neurochirurgo Arnaldo Benini su quell’hardware che nel nostro cervello gestisce la memorizzazione del vissuto, mentre della funzione primaria che la memoria ha nella psicoanalisi discuteranno il freudiano Roberto Speziale Bagliacca e lo junghiano Luigi Zoja. L’invenzione della memoria nell’età di Pericle verrà discussa da Luciano Canfora, mentre Valerio M. Manfredi ricostruirà quell’ intreccio di leggende e di miti diffuse intorno alla tomba di Alessandro.

Nell’incontro “L’avvenire della memoria”, Umberto Eco ed il filosofo Maurizio Ferraris, con la semiologa Patrizia Violi, parleranno del «delirio della lista», quella necessità di catalogazione ed elencazione dell’esistente con cui l’uomo cerca di esorcizzare i guasti del tempo ed i propri limiti mnemonici, ma anche della necessità dell’oblio.

Altre lectio magistralis saranno sottoposte all’ attenzione dei visitatori del Salone dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, dall’italianista inglese Robert Gordon, da Giovanni De Luna e Benedetta Tobagi, Alessandro Barbero e Melania Mazzucco e molti altri ancora.

India, paese ospite

La serata a inviti in onore degli editori e autori che partecipano al Salone si terrà mercoledì 12 dalle 20.30 all’Arena del Bookstock Village, introdotta dallo scrittore indiano Sudhir Kakar. Il Paese ospite porterà il Quartetto di flauti diretto da Pt. Hari Mohan Srivastava, offrendo un momento di musica tradizionale.

11 le Regioni presenti con un proprio stand. Prima fra tutte l’Abruzzo, che ritorna dal 2004 con una gran voglia di ripartire dopo la tragedia del terremoto. E poi Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto. Oltre 1400 gli espositori presenti al Salone, di cui settantacinque quelli che debuttano. Presenti anche case editrici e istituzioni di Perù, India, Brasile, Slovacchia, Romania e Albania.

Gozzano, Salgari sono solo 2 nomi che testimoniano come l’India abbia sempre avuto un ruolo di primo piano nella fantasia collettiva degli Italiani. All’«India degli italiani» è dedicata proprio la tavola rotonda organizzata dalla Fondazione del Banco di Sicilia sulle rappresentazioni che dell’India hanno dato gli scrittori italiani, da Salgari a Terzani, con Giovanni Tesio, Giorgio Ficara e Giuseppe Cederna. Se siete invece amanti delle antiche mitologie, dovreste seguire Roberto Calasso, autore di Kha, best-seller anche in India, nella sua lectio magistralis.

Serbatoio di spiritualità millenarie, di miti e di leggende, crogiuolo di civiltà e linguaggi, oggi l’India si sta affermando come seconda potenza industriale d’Asia. Alla letteratura il compito di interpretare quelle contraddizioni, quelle mille sfaccettature che descrivono nel migliore dei modi i conflitti e le tensioni di una realtà in tumultuosa evoluzione. Accanto a scrittrici largamente apprezzate in Occidente, come Kiran Desai e Anita Nair, ci sarà anche Vikas Swarup, il diplomatico-scrittore che ha conosciuto una fama mondiale attraverso il film Slumdog Millionaire tratto da un suo romanzo. Ma la lista è molto lunga ed arriva fino alla coraggiosa attivista femminista Sampat Devi, fondatrice del movimento del «Sari Rosa», che da anni si batte contro le violenze e le ingiustizie che continuano a relegare le donne indiane in una condizione di minorità. Mentre la giovane artista Amruta Patil presenterà una sua dura graphic novel metropolitana, un genere che sta conoscendo una crescente fortuna anche in India. Accanto ai narratori ci saranno anche storici, giornalisti, ecologisti ed economisti come Prem Shankar Jha. Alessandro Monti e Aelfric Bianchi dedicheranno la serata di venerdì ai film di Bollywood, di cui presentano una serie di spezzoni significativi, mentre un festival del cinema indiano (dieci pellicole nelle lingue originali con sottotitoli in inglese) è programmato nei giorni del Salone nella Sala Movie (via Cagliari 42). A completare le serate del Punto India una serie di letture teatrali di romanzi dei maggiori narratori indiani d’oggi, da Salman Rushdie a Aravind Adiga; le sessioni musicali con il tampura di Kamod Raj Palampuri; le lezioni di sari di Jitendra Singh Rathore e le performances di danza indiana di Giulia Peyronel.

150° dell’Unità d’Italia

A un anno dalle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, il Salone intende offrire una serie di riflessioni critiche sui nodi irrisolti della storia del nostro Paese, riunite sotto il titolo «Italia controluce». Le difficoltà nel definire una comune identità in cui riconoscersi, le spaccature tra Nord e Sud, una tavola rotonda dedicata a Cavour, e molto altro ancora.

Premio Salone Internazionale del Libro

Paul Auster, Carlos Fuentes, Amos Oz. Tre maestri indiscussi della cultura mondiale sono i finalisti del Premio Salone Internazionale del Libro, un riconoscimento destinato a uno scrittore che con la sua opera abbia saputo fare della letteratura uno strumento irrinunciabile di conoscenza. Nei giorni del Salone saranno votati dalla più grande giuria del mondo: gli editori che partecipano alla manifestazione e i 300.000 visitatori che ogni anno affollano i padiglioni del Lingotto Fiere. Ognuno può votare lo scritto
re preferito. Basta esibire il proprio biglietto o il pass in una delle sei «cabine elettorali», postazioni elettroniche touch screen allestite in ciascun padiglione. Si vota fino alle 13.00 di lunedì 17 maggio. Il vincitore verrà annunciato lunedì 17 alle 17.00 all’Arena Bookstock, e gli verrà consegnato un assegno di 25.000 euro ad ottobre in una delle sedi del Parco Culturale Piemonte Paesaggio Umano, fra Langhe, Roero e Monferrato, dove il vincitore terrà un ciclo di incontri e lezioni magistrali aperte a tutti, con un particolare riguardo agli studenti delle scuole secondarie della zona.

Madrina del Salone 2010 sarà Sandra Ozzola Ferri, fondatrice e anima delle Edizioni e/o, nata e cresciuta a Torino.

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