Il resto

febbraio 1, 2002 in il Traspiratore da Redazione

25340La notte è calma e come me aspetta il mattino.

Tremo nella schiena, tremo nella gola, ho tutto chiuso nelle ossa.

Come un segno di pennarello sulle dita, il pensiero del tuo odore.

Tremo in questa luce moribonda.

Tremo mentre il fumo dalla mia bocca si dilegua e avvolge gli scheletri vietati.

L’amore è scolato giù.

L’amore è scolato giù.

Adesso non è più uguale, dall’alto. Non sai.

Ho in mano il resto di ciò che è caduto, come un’accetta sul futuro.

Ho in mano il resto, ma è poco per acquistare altro.

Acquisto solo velocità nei battiti mentre vedo, al rallentatore, l’amore che scola giù.

L’amore è scolato giù.

Ho in mano il resto.

Il finale assurdo… non sai.

Nuvole basse, distratte gocce di pioggia. Scenari fissi come cera sciolta sul pavimento.

Non si può riciclare l’alba sbucata dai sogni.

La polvere mi chiude ogni notte nel sonno e si disperde, si perde, mi perde, mi perdo.

Mi divido in uno. Cosa sono non è mai stato. I tuoi capelli sul mio sesso.

L’amore è scolato giù.

Ho il resto fisso sotto la carne, troppo viva per le mie sole mani.

Ce ne andremo un giorno con l’idea ingenua di aver invaso la casa alla vita.

Avremo ricordi spaginati, anni, verbi, nomi, versi, note, profumi volati indietro… voltati indietro, voltati nel vento, scomposti, diversi…scolati giù.

E l’aria fredda di un mare solo, ci farà tremare nella schiena, ci farà tremare nella gola e la sentiremo tra le ossa e avremo le mani lavate col sale e avremo le mani in altre mani e, negli occhi, lacrime appassite.

Il Traspiratore – Numero 33

di Henni