Il Piemonte del vino

febbraio 16, 2001 in Enogastronomia da Claris

Sono stati presentati a Torino i dati dell’annata vitivinicola. Il Piemonte del vino celebra i risultati di una nuova vendemmia, l’ultima (o la prima?) del millennio, e la natura, anche questa volta, alla fine non ha tradito le aspettative di quanti ripongono nel vigneto apprensioni e speranze di un intero anno di lavoro.

Di questo 2000, i tecnici hanno annotato ogni cosa, giorno per giorno, vitigno per vitigno, fino al raccolto. Del particolarissimo “diario di viaggio” che n’è scaturito la Regione Piemonte e la Vignaioli Piemontesi, quali enti promotori, unitamente alle più autorevoli istituzioni del settore, hanno presentato un documento di sintesi introdotto da Giulio Porzio, presidente Vignaioli Piemontesi.

Le condizioni climatiche dell’annata in corso hanno permesso alla vendemmia 2000 di avere caratteristiche generali paragonabili qualitativamente a quelle delle annate precedenti. Nella Langa e nel Roero l’inverno è decorso mite con scarse precipitazioni nevose, favorendo un germogliamento precoce di tutte le varietà. Ad una primavera piovosa, con rischio elevato di attacchi peronosporici, ha fatto seguito un lungo periodo soleggiato e ventilato, durante il quale si sono susseguite le fasi di allegagione (passaggio da fiore a frutto) e di ingrossamento degli acini. Da metà agosto a metà settembre, il sud Piemonte è stato interessato da anticicloni che hanno regalato al territorio un lungo periodo soleggiato, con temperature elevate e condizioni ottimali per la vendemmia. Dalla seconda quindicina di settembre si è assistito ad un progressivo cambiamento delle condizioni atmosferiche con alternarsi di periodi nuvolosi e piovosi a giornate soleggiate. Le varietà tardive, grazie ad un’elevata sanità dei frutti non hanno risentito di tale instabilità permettendo di raccogliere uve di ottima qualità.

Le uve della vendemmia 2000 rispetto al 1999 hanno dato origine a mosti che mediamente si presentano con valori zuccherini superiori, un’acidità totale più elevata e con profumi più intensi e fini, il che si tradurrà nella sesta annata consecutiva di grande levatura.

Nel 2000 si sono verificate condizioni climatiche che hanno favorito la produzione di uve a bacca bianca, come Arneis, Chardonnay e Sauvignon, di ottima qualità, con produzione di vini di buona struttura e di buon tenore acido, sinonimo di freschezza, finezza ed eleganza.

Per valutare la qualità dei vitigni a bacca nera coltivati nelle Langhe si devono considerare separatamente quelli a maturazione tardiva da quelli a maturazione più precoce. Quest’ultimi come il Pinot, il Freisa, il Dolcetto sono stati penalizzati dalla seconda quindicina di agosto e da un inizio settembre, caratterizzati da temperature stagionali sopra la media.

Le varietà tardive quali Nebbiolo e Barbera sono arrivate al mese di settembre in ottime condizioni sanitarie, avvantaggiandosi delle condizioni climatiche, caratterizzate da occasionali piogge alternate a periodi soleggiati e temperature gradualmente in discesa che hanno consentito di conservare una giusta turgidità dell’acino e la regolare conclusione del processo di maturazione.

I vini a base Nebbiolo delle denominazioni Barolo, Barbaresco, Roero e Nebbiolo d’ Alba si presentano con gradazioni alcoliche elevate, colori intensi, profumi ampi e complessi, ottima struttura e notevole ricchezza fenolica.

Tutte queste caratteristiche fanno pensare a vini con cinque stelle, in grado di affrontare con notevole successo il palcoscenico mondiale, con soddisfazione per i palati più esigenti.

di Claris