Il libro del DNA

febbraio 16, 2001 in Technology da Momy

Dopo il dibattito di giovedì scorso sulla clonazione, la rassegna Giovedì Scienza questa settimana punta l’obiettivo sulla mappatura del genoma umano.

Il DNA è la chiave costituente ogni cellula vivente, responsabile della trasmissione dei caratteri ereditari; una macromolecola presente nel nucleo di tutte le cellule viventi con una struttura peculiare. Si usa paragonare la molecola di DNA ad una scala di corda, i due tiranti della quale sono formati dalla successione dei gruppi fosforici e glucidici, alternati, mentre i pali tesi tra i tiranti corrispondono a coppie di basi azotate. La doppia catena o scala di corda è attorcigliata attorno a se stessa, in modo da formare una doppia elica (in foto).

Da quando ne è stata rivelata la sua struttura, la biologia delle molecole è andata avanti a passi da gigante e, a quasi cinquant’anni dalla sua scoperta (1953, Watson e Crick), ora si conosce la sequenza di tutto il DNA dell’uomo. Dal 26 giugno 2000, data storica per la scienza e la ricerca, è possibile sfogliare il Grande Libro della Vita. Il capo dei ricercatori che hanno partecipato al progetto “Genoma Umano”, Michael Dexter, lo ha definito: ”un risultato che cambierà la nostra vita e la storia dell’uomo”. Gli scienziati hanno decifrato il 97% del genoma umano, composto da 3 miliardi e mezzo di caratteri che costituiscono il ”centro informativo” della cellula umana. La loro sequenza naturale è contenuta nel DNA, presente nei 24 cromosomi di ogni cellula umana.

Che cosa ci rivela quest’enorme biblioteca e quali sono i sistemi che ci permettono di capire quello che c’è scritto? A che punto è la ricerca e quali sono le problematiche che si sono aperte dopo queste scoperte? È eticamente corretto aver “decifrato” l’uomo?

Purtroppo anche questa, come tutte le scoperte scientifiche, presenta dei risvolti opposti: da una parte la possibilità di curare tutte le malattie genetiche che colpiscono, purtroppo, percentuali non irrilevanti della popolazione mondiale; dall’altra la violazione totale della privacy più intima delle persone.

In un periodo in cui il mondo intero si indigna per Echelon, nome in codice che si riferisce ad una rete informatica (segreta fino al 1997) capace di controllare l’intero globo e di intercettare, selezionare e registrare ogni forma di comunicazione elettronica, non è forse più grave sapere che l’uomo non ha più una sua identità interiore?

In entrambi i casi assistiamo ad una violazione dei più elementari diritti umani, ma quanto perpetrata a fin bene? Sicuramente non per proteggerci da una società che pare aver come sua finalità ultima la distruzione dell’identità della specie umana.

Relatore della serata il professor Piero Benedetti, attualmente insegnante di Biologia Molecolare all’Università di Padova. Ha lavorato all’Harvard University ed è membro della Commissione del Ministero dell’Università e della Ricerca che si occupa della diffusione della cultura scientifica in Italia.

Le sue principali ricerche sono dedicate alla funzione biologica della struttura del DNA e agli enzimi che la controllano. Autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali, ha ricevuto il Pirelli International Award 1999 per la Diffusione della Cultura Scientifica e ha collaborato con l’Enciclopedia Treccani per la realizzazione dell’opera Frontiere della Vita.

Il libro del DNA

Ciclo Giovedì Scienza

8 febbraio, ore 17.45

Teatro Colosseo – Torino

Ingresso gratuito

di Monica Mautino