Il letto ovale

gennaio 2, 2009 in Spettacoli da Roberto Canavesi

Maurizio MicheliTORINO – Chiamiamola commedia brillante, leggera, o forse ancor meglio pochade, di certo “Il letto ovale” è un meccanismo teatrale comico dagli ingranaggi tanto elementari quanto perfetti, un congegno di orologeria dove la risata scatta con spiazzante precisione: scritto a quattro mani dai londinesi Ray Cooney e John Chapman, ancor oggi attualissimo pur risalendo agli ormai mitici anni sessanta, il testo rivive in questi giorni al Teatro Alfieri, per la stagione di Torino Spettacoli, nell’applaudito allestimento diretto da Gino Landi.

Un manifesto della risata che non vuole farsi portatore di alcuna pretesa morale, semmai coinvolgere e divertire il pubblico con un continuo succedersi di gags e situazioni comiche che scaturiscono nell’attico di Filippo, editore di libri per ragazzi, la cui felicità coniugale viene letteralmente minata dal casuale rinvenimento di una lettera che “potrebbe” testimoniare il tradimento dell’amata Giovanna: la lettera come semplice pretesto, per di più teatralmente assai poco originale, per innescare un meccanismo di equivoci, scambi di persona, malintesi destinati a scandire per due ore filate una vicenda il cui salomonico happy end finale nient’altro è se non la logica conclusione.

Ritratto di una moderna società dedita alla ricerca del successo facile e del denaro? Galleria di personaggi che, ignorando il sacro vincolo del matrimonio, partono alla quotidiana ricerca di facili conquiste? Specchio di un universo familiare in cui l’incomunicabilità regna sovrana e il lieto vivere è una semplice facciata? Tutti elementi assai presenti nei giochi di coppia che animano il tourbillon scenico, ma con un singolo valore specifico tendente allo zero assoluto se, come ci pare aver intuito, quel che deve colpire è innanzitutto la regolarità di una pressoché perfetta macchina teatrale, in grado di dispensare buon umore e risate, sapientemente guidata da Maurizio Micheli e Maria Laura Baccarini, entrambi a particolare agio nell’assecondare ritmo ed azione imposto da una vicenda in continuo divenire: insieme a loro completano il cast le belle prove di Pierluigi Misasi, Sabrina Marciano, Barbara Abbondanza, Adriano Evangelisti, Luisiana Pedroso, Valeria Brambilla ed Alessandro Marrapodi, tutti accomunati nei meritati applausi finali.

Il letto ovale di Ray Cooney e John Chapman: uno spettacolo con la regia di Gino Landi.

Torino, Teatro Alfieri, fino a domenica 11 gennaio.

di Roberto Canavesi