Il Gioco della Dama

aprile 10, 2005 in Arte da Claris

Massini

Dal 12 marzo 2005 Le Meridien Turin Art+Tech ospita un progetto espositivo dedicato all’artista napoletano Claudio Massini, uno dei più significativi autori della ricerca pittorica contemporanea italiana.

La mostra, curata da Paolo Libralato con la collaborazione di Alice Rubbini, presenta una numerosa serie di dipinti selezionata per questa particolare occasione.

Se seducente è la grandiosità tecnica della pittura, che incanta lo sguardo senza sciogliere il mistero del dipingere, altrettanto affascinante è l’incessante ricerca di dettagli iconografici, che ci guidano verso una sequenza apparentemente senza fine di suggestioni e allusioni.

L’esposizione si può dividere in otto sezioni. In “Chicchi di cacao e perle d’argento” colori tranquilli e pacati evocano atmosfere esotiche e cerimonie dedicate ad essenze profumate e bevande aromatiche proprie di una visione della vita appartenente al mondo orientale.

In “Incontri”, sono rappresentati luoghi di abboccamenti e appuntamenti, soprattutto tavole imbandite, ma sono luoghi ‘fermi’, in attesa. Infatti manca la figura umana, quasi che nel momento in cui compare si disfi la magia dell’atmosfera dell’incontro desiderato.

In “Scale e punto d’ago” gradini e fiori si diffondono tra spazi aperti mostrando la luce degli oggetti e le aspirazioni sentimentali e lavorative di ciascuno degli osservatori delle opere.

In “Vasi” e “Cibo”, sono i contenitori di speranze e riflessioni che dominano la scena con colori più netti di quelli di altre sezioni.

Ne “Le case di cioccolata” e “Chineseries”, tornano i temi cari all’artista quali chicchi di cacao, scale, fiori, ombrelli, bicchieri, sedie, in una armonia di colori unica, degna dei migliori affreschi cinesi dei secoli scorsi.

Infine “Luoghi fiale e fiori” ci regala dipinti filiformi, in cui l’aspirazione e la tensione verso l’alto sono ben presenti a tutti gli osservatori. Comunque giochi continui e accattivanti, intrecci e ricami impreziositi da oggetti talvolta essenziali, parte della quotidianità come tavoli, sedie e piatti di minestra, talvolta rari come i chicchi profumati di cacao o grappoli di perle che pendono da scale continue a ricordare infinite architetture, o memoria tangibile rendono l’esposizione perfetta per l’atmosfera elegante e trendy dell’unico hotel a cinque stelle di Torino, il meraviglioso Le Meridien Turin Art+Tech.

Come spiega in un intervista Claudio Massini, sappiamo “che l’architettura contemporanea è uno spazio autoconcluso, un luogo perfetto in cui è già stato tutto contemplato dall’architetto. Non mi aspettavo di certo grandi sale bianche, pavimenti neutri, luci riflesse sulla superficie dei miei quadri e sapevo che dovevo entrare senza stravolgere, modificare o spostare niente. L’insieme dei miei dipinti, la scelta dei loro soggetti e la loro precisa collocazione doveva essere “il progetto”. Le mie prime sensazioni si alternavano giocando tra il fascino e lo sgomento, dovevo agire con eleganza e seduzione, la stessa a cui mi trovavo di fronte. In questo spazio Renzo Piano disegna una chiusura ossessiva, spezzando il grande vuoto del corpo centrale della struttura con piani sfalsati e saliscendi di scale come nella tolda di una nave: un’eterna nave da crociera, con corridoi, salottini, ristorante e piano bar. La vista (esternamente inesistente) si concentra sul sali-scendi degli ascensori di cristallo, l’attenzione di ognuno è concentrata sulla verticalità e sul passaggio degli ospiti dell’hotel… le camere e la suite non interferiscono con lo spazio “sociale”, il loro accesso è assolutamente discreto, una volta dentro la “nave”, non si immagina nemmeno che dietro i semplici passaggi laterali si nascondano lussuose stanze da letto.

Il primo impatto è stato molto duro, ma il dover lavorare in uno spazio definito e connotato, entrare a far parte di questo gioco chiuso senza creare dissidenza è stato stimolante, dovevo trovare il modo per avere uno sguardo anche per me, senza essere contrastante. Il primo problema era giocare con la scacchiera, quegli enormi riquadri lignei incorniciati dalle pareti bianche che scandiscono l’inquietante altezza suddividendo i piani abitativi, ecco perché “il gioco della dama”.

Dovevo inventare dei giochi di comunicazione trasversali, mantenendo quella sensazione di festa danzante, sostenere la pausa di un lungo viaggio, accrescere il piacere di andare in un luogo protetti dalla frenesia e dalla realtà della quotidianità; lavorando per metafore, dovevo percorrere i ponti di un transatlantico, oasi e miraggio conquistato all’interno di un complesso architettonico scarno, ma con una storia ed un nome imponente come il Lingotto.”

L’opera di Massini, pur nella sua prestanza, conserva un rimando di controllata melanconia, ci indica un’assenza – del vero, del bello – tutto ciò che nella sua infallibile definizione ci appare come tangibile, essenziale e rassicurante, è definito in modo che possa rovesciarsi, senza enfasi e con naturale ritmo e necessità, nell’inquieta domanda del perché dell’esigenza, della mancanza di opere come queste e di come sia raro incontrarne. Un dipinto di Massini si dà come realtà, costruzione oggettivizzata del pensiero, come lo era una cattedrale gotica nelle brumose pianure, la piramide nell’arroventato deserto, lo stupa in riva al Gange, un pieno di contro al vuoto, l’Essere che ripensa se stesso nella creazione di un oggetto d’arte.

Per questa occasione è stato realizzato un catalogo di “Matteo Editore”, prodotto in 4000 copie, di cui 2000 esemplari in edizione pregiata di raso seta, dono particolare per ogni ospite dell’Hotel durante il periodo della mostra.

Il Gioco della Dama

12 marzo – 15 giugno 2005

Le Meridien Turin Art+Tech – via Nizza, 230 – Torino

Orario: dal lunedì al venerdì ore 7.00-22.00; sabato e domenica ore 8.00-20.00

Informazioni: tel. +39.011.664.2000 – fax +39.011.664.2001

www.lemeridien-lingotto.it

Progetto espositivo di Claudio Massini; mostra a cura di Paolo Libralato con la collaborazione di Alice Rubbini ed il contributo di KELMER GROUP

di Claris