Il Festival ha sempre ragione

marzo 12, 2002 in Musica da Redazione

Anche Sanremo 2002 è alle spalle. Dopo le polemiche semiserie, di tutta la settimana, sono arrivati i verdetti che contano.

Tanto per iniziare, c’è la vincitrice morale. Si tratta ovviamente di Alexia, seconda all’Ariston, con la sua “Dimmi Come”, una hit assicurata, capace di conquistare tutti, critica compresa. Ci sono poi i Matia Bazzar che trionfano al terzo tentativo, con una canzone, “Messaggio d’amore”, forse al di sotto dei successi del passato.

Come dimenticare però l’intramontabile Gino Paoli. Il sessantasettenne cantautore, si è piazzato terzo, con un pezzo orecchiabile e cantabilissimo, “Un altro Amore”.

C’è chi dice che è mancata l’originalità. Questo è sicuramente vero, ma ciò che più conta è aver ritrovato il “Festival”, per Eccellenza. La professionalità di un mestro come Pippo Baudo infatti non si discute. Pensate per esempio al caso Benigni- Ferrara. Tutto magistralmente costruito per attirare l’attenzione. Ammettiamolo, siamo rimasti tutti magnetizzati. Benigni poi, ci ha stupito alla sua maniera. Una performance, di rara intensità in cui non è mancato proprio nulla. Abbiamo riso, pianto, perfino pensato. Insomma una piacevole sorpresa. Tutto sommato, al di là di Fiorello, gli altri comici avevano deluso.

Insomma, l’unico ad aver colto nel segno è stato il Roberto nazionale.

E le vallette? Manuela Arcuri e Vittoria Belvedere, le preferiamo sul set. Sanremo non è certo una passerella, avrebbe bisogno di presentatori competenti. Il solo Baudo, alla lunga stufa.

Tornando alla musica c’è anche chi ha profondamente deluso. Due su tutti, i Timoria e le Lollipo. Per Omar Pedrini e compagni, probabilmente si tratta di un periodo di scarsa creatività. Va bene un brano Sanremese, ma non è il caso di copiare. L’altra parentesi triste si chiama “Lollipop”. Purtroppo i gruppi costruiti non funzionano, Bossari dovrebbe saperlo.

Restano i giovani. Ha vinto Anna Tatangelo, l’erede designata di Laura Pausini. Anche qui però c’è una vincitrice morale. Si chiama Valentina Giovannini, che ha veramente stupito, per la sua capacità di cantare su due tonalità differenti senza scomporsi, proponendo anche il pezzo più originale dell’intero Festival. A proposito di nuove idee, da seguire in questo senso anche Enrico Ruggeri e Daniele Silvestri.

Chiudiamo con i figli d’arte. Una vera e propria delusione. Se Giacomo Celentano non è nemmeno approdato alla finale, Marco Morandi, vuole imitare troppo l’illustre padre.

Insomma c’è chi vuole cambiare Sanremo. Il Festival però ha un segreto. E’bello così, lo dicono gli ascolti, se lo cambiassimo non avrebbe più. Quell’alone fiabesco che lo contraddistingue. Poco importa se non rappresenta proprio tutta la musica nostrana.

di Paolo Robino