Il Bonsai è arte? E il Suiseki?

marzo 3, 2002 in Giardinaggio da Redazione

Il bonsai prima ancora di essere definito arte è soprattutto filosofia di vita come pure il suiseki. La concezione artistica, infatti, è quella comune a tutte le altre arti orientali che si basano sull’influsso del Buddismo Zen, cioé il superamento della dualità e l’abolizione delle tendenze oggettive dell’Io.

Noi occidentali tendiamo a voler comprendere razionalmente ciò che è accettato dall’orientale come una realtà assoluta e insindacabile Pertanto resta molto difficile per la nostra mentalità vedere che l’orientale non sente il bisogno di offrire spiegazioni ed il suo linguaggio è per lo più limitato a metafore od allusioni,che noi possiamo comprendere solo con pazienza e intuizione.

Per l’Orientale vita e arte, natura e spirito formano un tutt’uno indissolubile. Loro credono che la natura abbia un’anima e lo spirito sia un’estrinsecazione spontanea altrettanto naturale, da cui deriva che la natura e lo spirito, arte o vita, sono due cose strettamente legate. Questo concetto di unità è alla base di tutte le arti orientali e, se vogliamo comprenderne appieno l’essenza, dobbiamo pensare che esse idealizzino il proprio oggetto, elevandolo al di sopra della molteplicità in contrasto col mondo per far nascere l’armonia.



(Fig arte1: tokonoma)

E l’armonia è il fondamento che per gli orientali sta alla base della natura, della vita e del mondo, ed il solo oggetto d’arte è l’espressione di quest’armonia portata al livello di coscienza inconsapevole. La creazione di un bonsai si concretizza sullo sfondo di quest’armonia originaria che prende forma come albero. Come arte plasmabile il bonsai ha in sé gli elementi di base del disegno: linea, spazio, struttura e colori; fare bonsai significa selezionare o sviluppare i materiali (piante) adattandoli entro uno spazio limitato. L’equilibrio deve essere asimmetrico perché la simmetria rivela all’osservatore solo una visione monotona e dentro l’asimmetria c’è solo grande armonia.

Non so se i lettori hanno mai pensato di osservare un qualche paesino del Monferrato o delle Langhe, oppure della Liguria: per esempio Portovenere è un tipico esempio di paese asimmetrico. Ogni casa ha un’altezza diversa e colori diversi, presa una per una sembra l’opera di un architetto pazzoide tanta difformità vi è tra esse; però se guardate tutto l’insieme, allora vi rendete conto di quanta splendida armonia c’è.



(Fig 2 portovener03bis)

L’esatta consapevolezza della natura e la conoscenza delle pratiche orticolturali stimolano i bonsaisti a creare oggetti che riflettano gli elementi dell’arte con i principi del disegno: grande maestro è la Natura che ha bisogno di continua osservazione perché la mente e lo spirito possano catturarne i disegni, i colori, le forme e di conseguenza perché si possano trasmettere le emozioni e le illusioni che la Natura ci dà. Così un bonsai non potrà mai essere grottesco, potrà essere più o meno bello, più o meno interessante, potrà essere stato fatto con tecniche più o meno raffinate, ma sarà sempre frutto di un’opera creativa.

Gli Orientali materializzano la Natura in una bellezza imperfetta: quando questa esaltazione dell’imperfezione è accompagnata da un senso di antico o di rozzezza primitiva ecco che il concetto di “sabi”, che abbiamo visto precedentemente, si fa strada. Ma dobbiamo anche renderci conto che l’arte bonsai si estrinseca con due dimensioni dell’arte: la tecnica e l’aspetto metafisico.

Il bonsaista non può limitarsi a dominare la tecnica, ma deve servirsi anche della saggezza trascendentale. Da qui deriva il concetto di triade della filosofia Zen: sebbene l’universo sia unico, esso si divide in

CIELO – UOMO – TERRA.

Questa struttura esprime il senso profondo delle leggi che regolano l’Universo: poiché il numero 3 è il primo numero della creazione, esso è diventato il termine assiale consapevole di un sistema strutturale esteso all’arte: uomo, pianta, cielo sono una realtà unica.

L’asimmetria del principio ternario ne permette l’azione reciproca della pienezza e del vuoto, la vita e la morte, la materializzazione e la nullificazione, il ciclo completo della creazione.

Ed il Suiseki? Il suiseki segue gli stessi principi elencati sopra, ma ha una propria particolarità: è un’opera d’arte creata dalla natura, che è stata sottoposta a tutti gli sconvolgimenti provocati dalle forze naturali primordiali e che quindi ha vissuto più delle piante la nemesi storica e l’intervento artistico naturale. Gli appassionati, nel ritrovarli addormentati nei loro strati epocali, li esaltano creando loro attorno quell’atmosfera che riproduce tutto il cammino filosofico della triade visto poc’anzi, atmosfera che è artistica e segue canoni codificati da anni di studi e osservazioni.



(Fig 3 arte2)

di Gaijin Ronin