Il Balletto del Bolshoi al Regio

dicembre 7, 2007 in Spettacoli da Marcella Trapani

giselle

  • Le Corsaire, in cartellone al Teatro Regio dal 6 al 9 dicembre, è un balletto in tre atti su musiche di A. Adam, L. Delibes e di altri autori; la coreografia è di Marius Petipa nella nuova versione di Aleksandr Ratmanskij e Juri Burlaka. Ratmanskij dal 2004 è anche il direttore artistico del balletto e la sua versione rivista e restaurata de Le Corsaire è andata in scena a Mosca solo sei mesi fa, dopodiché ha ottenuto un grande successo a Londra. La guida di Ratmanskij segue quella di J. Grigorovich che aveva governato la compagnia ininterrottamente dal 1964 al 1994.

    Il balletto è poco noto in Italia e fu reso famoso negli anni ’60 dal passo a due di R. Nureiev e M. Fonteyn. E’ ispirato a un poemetto di Byron, scritto nel 1814, e fu creato a Parigi nel 1856. Narra dell’amore contrastato tra il corsaro Conrad e la bella Medora, schiava dei Turchi. Il giovane coreografo ha voluto depurare il balletto di tutte le incrostazioni, variazioni e aggiunte che dal 1899, anno del suo ultimo allestimento al Mariinskij di San Pietroburgo, i Russi vi avevano apportato.

    Per far questo si è avvalso della collaborazione di un altro coreografo, Juri Burlaka, e insieme hanno studiato la notazione originale del balletto conservata all’Università di Harvard, dove fu portata clandestinamente nel 1918 da N. Sergev, maître dei Balletti Imperiali, insieme ad altri 24 balletti del repertorio russo. Inoltre i due hanno attinto agli appunti di Petipa, ai manifesti, ai programmi di sala, insomma a tutte le testimonianze lasciate dalla genesi de Le Corsaire. Anche i costumi sono stati ricostruiti per questa nuova edizione sui disegni del 1899 custoditi a San Pietroburgo. Ratmanskij ha rifatto “alla maniera di Petipa” ciò che è andato perduto, ma ha anche rivisitato quel che resta alla luce della tecnica e dei ballerini di oggi.

    giselle

  • Don Chisciotte, in scena dal 12 al 16 dicembre, tratto dall’omonimo romanzo di Miguel De Cervantes, su musica di L. Minkus e libretto di M. Petipa, sostituisce l’annunciato Spartacus che il Bolshoi ha dovuto cancellare per l’infortunio di uno degli interpreti principali. Si tratta di una commedia brillante che racconta l’amore tra il giovane barbiere Basilio e Kitri, la bella figlia di un oste di Barcellona. Anche questa coreografia, uno dei pezzi forti del balletto del Bolshoi, è caratterizzata da un passo a due che è un saggio di bravura dell’arte coreutica.

    La prima versione del 1869 è rimasta intatta fino agli inizi del ‘900, quando A. Goskij ne fece una revisione. La versione che vedremo al Regio è quella di A. Fadeečev: tende ad esaltarne gli elementi di allegria, energia e felicità e a valorizzare la nobiltà d’animo di Don Chisciotte che aiuta la coppia di innamorati a far trionfare il loro amore, ma, a dispetto del titolo, non è il vero protagonista dell’opera.

  • Infine, il balletto Giselle che vedremo dal 19 al 23 dicembre, è il capolavoro del balletto di Francia, dove nacque nel 1841 ad opera del solito M. Petipa, assieme a J. Coralli e J. Pierrot, su musica di A. Adam e libretto di T. Gautier e J.-H. Vernoy de Saint-Georges. Poco dopo fu adottato dei balletti russi dove è sempre rimasto in repertorio. La versione attuale è quella realizzata da V. Vasiliev nel 1997; Giselle è ispirato da un racconto di H. Heine che narra la storia di una ragazza morta pazza dopo aver scoperto di essere stata tradita dal suo amato.

    Il secondo atto si caratterizza come l’ “atto bianco delle Villi”, una brigata di donne impazzite, fidanzate tradite e morte di dolore la vigilia delle nozze, che danzano di notte sulla tomba della povera Giselle. La loro vendetta consiste nel far danzare gli uomini che si avvicinano fino a farli morire di crepacuore…

  • Il Teatro del Bolshoi nacque nel 1780 per volere del principe Piotr Urusov e riedificato nel 1853 dopo un incendio dall’architetto veneziano A. Cavos; il corpo di ballo del Bolshoi ebbe il suo massimo coreografo nel francese Marius Petipa. Nato a Marsiglia nel 1819 in una famiglia di danzatori (suo fratello Lucien fu il primo Albrecht in Giselle), nel 1847 partì per la Russia dove gli fu proposto un contratto per un anno presso il Teatro Imperiale di San Pietroburgo. Vi rimase per tutta la vita, sposò una ballerina russa che in seguito fu interprete di numerosi suoi balletti e divenne insegnante della Scuola di Ballo del Teatro di San Pietroburgo. Compose ben 54 balletti e riallestì 17 lavori di coreografi precedenti, introducendo nel balletto russo la purezza della scuola francese e il virtuosismo di quella italiana.

    Nel periodo sovietico il Bolshoi è caratterizzato da tentativi avanguardistici e da balletti che si fanno veri e propri manifesti politici con Prokoviev e Lavroskij. E’ con Grigorivich che, come si è detto, fu direttore per un trentennio che il Balletto del Bolshoi ha ripreso forma e vigore, aprendosi sempre di più alle esperienze all’estero.

  • I due “enfants prodiges” del Bolshoi di oggi che vedremo fare coppia nel Don Chisciotte sono Ivan Vasiliev e Natalia Osipova, giovanissimi, 19 anni lui e 20 lei, già accalamatissimi a Londra, dove hanno interpretato il balletto a fine luglio.

    Natalia affronterà a Torino per la prima volta nella sua giovane e promettente carriera il ruolo di Giselle nelle ultime repliche, mentre le prime saranno interpretate da Svetlana Lunkina, nel ruolo del titolo, e da Sergej Filin come protagonista maschile.

    Le Corsaire vedrà invece nei ruoli principali Maria Alexandrova e Denis Matvienko, entrambi ucraini di Kiev.

    Gli interpreti sono tutti giovani, deliziosi, evanescenti come i protagonisti delle fiabe, dotati di quel quid malinconico che da sempre si associa all’animo russo. Infatti durante la conferenza di presentazione al pubblico uno dei protagonisti maschili, S. Filin, si è lasciato sfuggire una confessione sul sacrificio e sulla rinuncia che l’arte comporta, subito mitigato dall’intervento della bella Svetlana Lunkina: a proposito della danza ha detto che è “galera e fiori. Non vi mostriamo la galera ma vi ringraziamo per i fiori.”

    Biglietti già tutti esauriti in prevendita, ça va sans dire, ma un’ora prima dello spettacolo è garantita la vendita di almeno 30 ingressi “last minute”.

    Info:

    www. teatro-regio.torino.it

    www. bolshoimoscow.com

    Biglietteria:

    Teatro Regio – piazza Castello 215 – Torino

    Tel. 011 881.152.41.

    di Marcella Trapani