Il “dono” di Raimi

settembre 18, 2001 in Cinema da Redazione

“The Gift” (Usa 2001) di Sam Raimi, con Cate Blanchett, Keanu Reeves, Hilary Swank, Katie Holmes, Greg Kinnear e Giovanni Ribisi

24923(1)Da Sam Raimi, amico dei fratelli Coen, virtuoso della macchina da presa nel fantastico, come loro lo sono nel grottesco, arriva il primo grande film della stagione 2001 – 2002. Ed è un inizio col botto. Dopo aver praticato addirittura la commedia con Kevin Costner, Sam Raimi torna alle origini con un thriller ad alta tensione messo in scena da un gruppo di attori di alto livello e scritto da Billy Bob Thornton, attore, regista, sceneggiatore e compagno di Angelina Jolie.

La protagonista è Annie Wilson, cartomante di un paesino della Louisiana rimasta vedova con tre figli a carico. Per sbarcare il lunario la mite Annie legge le carte: tutto merito del “dono” che nella sua famiglia si tramanda in maniera matrilineare. Quando dal paese scompare Jessica, la bella fidanzata del preside della scuola, Annie viene investita da alcune visioni notturne che conducono la polizia locale ad un laghetto, dove, naturalmente, è incatenato il corpo della ragazza. Del delitto viene incolpato un bifolco fascistoide e donnaiolo che in precedenza aveva minacciato di morte proprio la protagonista. Il cattivo finisce in gattabuia, ma sarà proprio lui l’assassino?

Sam Raimi dimostra di non aver perso il “tocco”, ma rinuncia agli eccessi dei suoi film più noti. Il grottesco, la violenza gratuita e quasi giocosa delle sue pellicole giovanili, lasciano il posto ad un film che pur nella convenzionalità delle situazioni raggiunge gli obiettivi prefissati. Un lavandino in cui inizia a gocciolare sangue, una porta socchiusa dalla quale si ode un lamento, gli ambienti palustri, lo stridere di un violino, i lampi ed i tuoni nella notte. Sono i fondamentali, il diritto e il rovescio di ogni buon regista di thriller. Raimi non sconfina mai nell’amato horror, ma riesce a non scadere nella parodia del genere, come è capitato suo malgrado al bravo Zemeckis lo scorso anno con l’orrendo Le verità nascoste.

E che dire della splendida Cate Blanchett? L’eleganza non si compra al supermercato e la bella australiana mantiene intatto il portamento della regina Elisabetta anche in scarpe da ginnastica e maglione. Resa goffa dalle esigenze di copione, la Blanchett si staglia di un palmo sopra il resto del cast. Ha un grande futuro, non fosse altro che per la bravura con la quale ha saputo passare con disinvoltura da un genere ad un altro. E dalla pellicola esce benissimo anche Giovanni Ribisi che avevamo già visto in Salvate il soldato Ryan. Normale amministrazione per Keanu Reeves, per Greg Kinnear (era l’amico omosessuale di Jack Nicholson in Qualcosa è cambiato) e per Hilary Swank (premio Oscar per Boys dont cry).

di Davide Mazzocco