I ragazzi americani che… non crescono mai

marzo 23, 2003 in Musica da Redazione

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A vederli insieme, ad ascoltare le loro voci e le loro canzoni si riscopre la vera musica, quella della melodia italiana che ha fatto scuola nel mondo e quella che è il mondo della musica, cioè il rock’n’roll. La provincia americana cresciuta sulle note di Elvis Presley, delle strade blu interminabili e polverose, delle auto chilometriche e sfavillanti, delle moto rombanti con Little Tony e Bobby Solo entrano nella mente di ciascuno, rievocano ricordi lontani della giovinezza tanto amata, di quell’età che non vogliamo mai abbandonare perché crescere non è sempre bello, perché i sogni da ragazzo aiutano a vivere meglio e a non invecchiare mai.

Non è così Little?

Certo, non per niente la nostra canzone si intitola Non si cresce mai.

Come giudichi questo Festival appena concluso?

E’ stato un Festival omogeneo, bello, direi importante, come quelli di una volta, con artisti significativi e grandi ospiti stranieri.

C’è stata la polemica sull’età della giuria…

In effetti si è verificato un equivoco di fondo, perché le giurie avrebbero dovuto essere composte da persone tra i 18 e i 60 anni e invece l’età è stata abbassata, privilegiando forse una fascia di artisti. Comunque è stato un Festival da famiglie, simpatico e divertente… e poi Sanremo è sempre un’emozione nuova ogni volta.

Com’è stata l’organizzazione?

Grande, come pure il fantastico Pippo Baudo che anche quest’anno ha dato una lezione su come si presenta una manifestazione di tale importanza e prestigio.

Le classifiche del dopo Festival vi premiano…

Sì, siamo sesti con il singolo e ottavi con l’album, un bel risultato.

Come ogni anno le vere vittorie del Festival di Sanremo si certificano a posteriori, calcolando le vendite dei dischi e i passaggi radiofonici: per Little Tony e Bobby Solo è stato ed è quindi un gran successo, un ritorno sulla breccia di quel mondo musicale che non hanno mai abbandonato, che hanno sempre coltivato con la passione dei loro sogni giovanili, magari anche esibendosi nelle fiere paesane o in tour al di fuori dei mega circuiti internazionali solo business e niente cuore. Due maestri della musica italiana nel mondo e anche Bobby Solo è felice del risultato raggiunto.

Bobby, siamo qui al bar del famoso Hotel des Anglais di Sanremo, è buono il thè che stai sorseggiando?

Sono un appassionato di thè, lo adoro, ne porto sempre con me perché amo offrirlo ai miei amici e fa molto bene perché contiene sostanze antiossidanti… con l’età si può formare della ruggine e il thè aiuta ad eliminarla.

Tu e Little Tony di ruggine non ne avete proprio…

Con la nostra canzone Non si cresce mai abbiamo restituito la nostra immagine reale, quella di eterni ragazzi quali siamo e anche in tivù in effetti lo sembriamo.

Siete cresciuti negli anni e seguendo i vostri tour si capisce che credete moltissimo nel vostro lavoro e che l’impegno è sempre ai massimi livelli…

Nel segno di Elvis, naturalmente. Preparare i concerti con i miei musicisti mi scarica la tensione e mi piace molto: sei ore di prove per un’ora e un quarto di esibizione dal vivo.

Hai creato la melodia di questo splendido brano dimostrando di avere ancora molto da dare e da dire, anche ai giovani e non solo ai fans della tua età che ti ricordano e ti seguono sempre con un grande affetto…

Il pubblico e la gente che incontro per strada mi conferma che avrebbe desiderato vederci un po’ più in alto nella classifica del Festival: è la prova che la genti ci vuole bene! Noi siamo qui non per rischiare perché una carriera ormai l’abbiamo fatta, siamo dall’altra parte della collina, come dicono gli americani. Di rischi ne abbiamo presi in passato, ma per fortuna non ci hanno ancora ammazzati e con questo Festival abbiamo avuto la possibilità di arrivare a 300 milioni di telespettatori in tutto il mondo. E’ bello vedere e sentire i bambini per la strada che fischiettano la nostra canzone… Un amico sai ti capisce al volo/sa che hai perso lei e ti senti solo….

Quali sono state le tue sensazioni su questo festival?

Pippo Baudo ha una professionalità incredibile è l’organizzatore del secolo. Inoltre il festival si è avvalso di due presentatrici simpatiche e non ‘montate’, che cantano e ballano benissimo. Penso che dovrebbe essere sempre così a Sanremo.

Una coppia di ferro, quella che hai creato con Little Tony…

Sono venuto a Sanremo in qualità di autore e produttore e grande amico di Tony che aveva già rifiutato in passato diverse volte di tornare all’Ariston perché non credeva completamente nei brani propostigli. Questa piccola canzone orecchiabile l’ha convinto perché l’ha ritenuta adatta al palcoscenico sanremese.

Comunque è stato un bel successo, anche a posteriori, considerate le vendite.

Certamente. Anche il dj Coccoluto, che era in giuria e vende migliaia di dischi in Inghilterra, ama la nostra canzone. Ora ci daremo da fare con le radio libere di tutta Italia. La tivù è importante per l’immagine delle giovani ragazze dello spettacolo, ma noi abbiamo solo bisogno delle radio, perché è lì che si apprezza veramente come è stata costruita una canzone.

di Elisa Bergamino & Flower Terry