Hotel du Nord

settembre 30, 2002 in Libri da Tiziana Fissore

Eugène Dabit, “HÔTEL DU NORD » GARZANTI, pp. 209, Euro 13,50

31985(1)E’ uscita quest’anno un’ edizione del libro di Eugène Dabit ’HÔTEL DU NORD’ scritto nel 1929 e dal quale è stato tratto il film di Marcel Carné.

Il romanzo è un vero capolavoro di descrizione di un’epoca passata, della Parigi degli anni venti-trenta, con un’attenta analisi di ogni personaggio descritto. L’autore ha avuto modo di vivere a lavorare parecchi anni in questo piccolo hôtel situato sulle rive del canale Saint-Martin e forse per questo il suo occhio si è abituato a scavare nell’intimo delle persone che lo frequentavano sia dei proprietari che degli inquilini e dei clienti di passaggio e che descrive senza emettere giudizi ma limitandosi a raccontare storie di incontri e vite vissute con i loro affanni, i loro dubbi, i loro limiti, le loro speranze e le loro delusioni, i loro mestieri duri e faticosi ormai scomparsi nella nostra società moderna.

Come la cameriera Renée, ragazza un po’ sempliciotta che viene lasciata dall’amante quando rimane incinta, oppure papà Deborger che a sessantacinque anni ricorda ancora come fosse ieri quando la moglie lo lasciò e l’amore stupendo ricevuto in seguito da una vedova che però rimase ben presto vittima di una febbre tifoidea, lasciandolo nuovamente solo.

Immagini vive che bruciano dentro come la descrizione di cadaveri ritrovati nel canale o dolci come quelle degli innamorati che cercano un po’ d’intimità nei giardinetti o passeggiando romanticamente lungo quel canale dove al mattino dopo sovente riemerge un annegato.

Dabit raccontando la vita di queste persone è riuscito a trasformare l’Hôtel du Nord in un grande palcoscenico dove si muovono clienti che non sono più tali bensì personaggi diversi tra loro e che rappresentano la grande commedia umana. I giovani inesperti e un po’ spacconi si alternano ad anziani rassegnati, donne virtuose a donnine facili ed ubriachi che trovano in un bicchiere di più una risposta ad una vita piena di stanchezza fisica e morale.

Il tutto su una scenografia dipinta con mano ferma di una Parigi piena di suggestione con le sue atmosfere degne dei più grandi impressionisti, una Parigi dove la panchine, i giardini, i lampioni hanno un loro fascino.

Dabit ha esplorato le tenebre dell’animo umano, ne ha raccontato la storia che si è mescolata con la storia di una città e come disse Lalla Romano: “…solo ciò che è raccontato vive…”. Ed è per questo che questo libro è vivo pure oggi a tal punto che nonostante col passar del tempo, la città sia mutata e quindi anche il quartiere dove si svolgono le vicende sia stato demolito, l’Hôtel du Nord continua a vivere nella fantasia con la sua facciata, con la sua insegna, la via con i suoi lampioni a gas ed i suoi clienti rivivono e non sono più solo dei nomi ma uomini e donne come quelli di oggi, con gli stessi problemi esistenziali.

In appendice si può trovare per la prima volta una stampa di ‘Ville Lumière’, una serie di scritti che mettono in rilievo tutto l’amore di questo scrittore per la sua città: una città immortale.

di Tiziana Fissore