Histoire 2008

dicembre 11, 2008 in Spettacoli da Gabriella Grea

1918. L’Europa in crisi affronta i postumi della grande guerra.

2008. L’Italia in crisi affronta i postumi del mendace Eterno Benessere: ci siamo svegliati tramortiti dall’incantesimo che ci ha fatti vivere nel Paese dei Balocchi.

Se ad inizio secolo, per soddisfare budget ridotti, Stravinskij creò uno dei suoi lavori più originali, con un piccolo teatrino ambulante, sostenuto dalla musica di solo sette strumentisti, oggi a torino il CineTeatro Baretti scommette sulla rinascita della cultura partendo dai ragazzi e investe con lungimiranza i pochi denari disponibili per la cultura.

Unendo passato e presente si arriva alla rappresentazione di Histoire 2008, liberamente tratto dalla “Histoire du soldat” di Igor Stravinskij e Charles-Ferdinand Ramuz, portata in scena giovedì 11 dicembre al teatro Baretti, dagli allievi della Scuola per Attori del TST diretta da Mauro Avogadro.

Giovani per i giovani. Perché il TST ha deciso di affiancare, nel progetto “teens for teens”, l’associazione DREAMS FOR TEENS ONLUS, nata a Torino per coinvolgere gli adolescenti con talento artistico in attività di aggregazione, interazione e scambio con coetanei a “disagio”, che vivono la loro adolescenza nei carceri minorili, negli ospedali o nelle comunità di recupero. La serata al teatro baretti darà l’avvio a due recite speciali: l’una che si terrà presso l’Istituto Penale per Minori Ferrante Aporti (12 dicembre 2008 – ore 17,00), l’altra all’Ospedale Regina Margherita (17 dicembre 2008 – ore 15,30). Il CineTeatro Baretti ospita anche un altro spettacolo dell’associazione DREAMS FOR TEENS, Elementi Corrosivi, che avrà luogo lunedì 15 dicembre alle 21.00; l’intero ricavato sarà devoluto all’associazione stessa per la realizzazione dei suoi progetti.

“La perfezione di questa fiaba morale – dichiara Mauro Avogadro – consente di proporre anche ai contemporanei l’eterno conflitto tra bene e male”, in un mondo dove i tratti delle persone “a modo” non sono così dissimili dai “malvagi”, sovente vittime ignare, essi stessi, degli individui fintamente perbene.

L’Histoire du Soldat è la storia di un soldato che scambia con il diavolo il suo violino in cambio di un libro magico che gli permette di leggere il futuro. Stravinskij scelse sette strumenti appartenenti ognuno ai tipi rappresentativi delle varie famiglie strumentali per registro acuto e grave: violino, contrabbasso, fagotto, clarinetto, tromba, trombone e percussioni. Tale ensemble doveva girare non solo per le grandi città svizzere ma anche tra i vari paesini montani. In quel periodo imperversava l’influenza spagnola, che fece molte vittime in tutta Europa, pertanto le rappresentazioni dello spettacolo si limitarono alla prima, avvenuta a Losanna il 28 settembre 1918. Il libretto riprende un racconto di Afanas’ev e fu realizzato dallo scrittore Charles-Ferdinand Ramuz, amico del compositore. Interessante ed innovativo l’impianto musicale, decisamente cosmopolita, che spazia dal tango argentino al ragtime, dalle fanfare svizzere al pasodoble e al valzer viennese. Il violino è l’animo del soldato russo, quindi ha un’impronta musicale in sintonia con il folklore musicale sovietico. Tuttavia, saranno le percussioni (il Diavolo) ad avere la meglio sul violino (il Soldato), terminando la composizione con un assolo che dovrebbe concludersi piano. Drammaturgicamente e dal punto di vista teatrale molti preferiscono un finale roboante, in crescendo. La versione del compositore però riflette maggiormente il carattere di cupa rassegnazione del Soldato sconfitto dalle forze del male: un finale triste, mesto e ovviamente poco ottimistico (attualmente poco politically correct…).

Stravinskij ha realizzato un piccolo grande capolavoro, un Faust in miniatura, un’opera dai tratti popolari, innovativa e trasgressiva, che sarà alla base del nuovo teatro musicale del Novecento.

CineTeatro Baretti

Giovedì 11 dicembre 2008

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di gabriella grea