Guide, per fortuna che esistete!

dicembre 11, 2002 in il Traspiratore da Redazione

32811Tutti ricordate sicuramente quella pubblicità che recitava: “Turista fai da te? No Alpitour? Ahiahiahi!”; ebbene, era palese che il protagonista dello spot non solo era un turista fai da te, ma anche uno sprovveduto, perché se avesse acquistato una guida turistica non avrebbe avuto quei problemi… forse ne avrebbe avuti altri.

Pianificare un viaggio non vuol dire renderlo prevedibile e alienarsi dall’avventura, significa invece avere punti fermi; poi, tra un punto e l’altro, può succedere di tutto. Come: venire dimenticati dall’autista del pullman nel mezzo del niente che caratterizza la Cappadocia, per di più senza passaporto e senza soldi; oppure venire derubati direttamente dall’ufficio cambi in Romania; ovvero, essere scambiata per una fisica balcanica in Bulgaria e godere di tutti i relativi privilegi; e l’elenco potrebbe essere ben più lungo. Ovviamente sbagliando s’impara, anche se c’è sempre qualche santo che provvede!

Le guide turistiche contengono tantissime (tutte?) informazioni che servono al viaggiatore “ghe pensu mi”, ma il punto di partenza, prima dell’acquisto, deve essere capire che tipo di viaggiatori si è;solo dopo occorre procedere alla scelta della propria guida.

Per organizzare il viaggio dell’estate 2000 in Romania e Bulgaria, ci siamo affidati alla guida verde del Touring Club Italiano. Siamo partiti senza neanche una prenotazione, perché gli alberghi segnalati dalla guida erano tutti troppo cari per noi; le uniche certezze erano il biglietto Interrail e 4 notti a Budapest. All’ostello di Budapest abbiamo incontrato la prima Lonely Planet, da cui abbiamo tratto parecchie informazioni utili ed indirizzi di alberghi e ostelli.

Giunti a Bucarest, abbiamo scoperto che la nostra guida Touring era completamente sbagliata: i nomi delle vie non corrispondevano, persino i musei non erano più dove dovevano essere, ma… in una libreria avvenne l’incontro della nostra vita. Ad un prezzo ridicolo (rispetto al costo delle altre guide), acquistammo la In Your Pocket, che fu la nostra salvezza. Vi si trovano tutte le informazioni che servono ed anche quelle che non si immaginerebbe mai che potrebbero servire, oltre ad alcune notizie storiche ed artistiche (per quelle, la precisione delle guide del Touring è ancora imbattuta). Grazie a queste due guide, non solo siamo stati pochissimo in Romania e molto in Bulgaria, ma anche in Polonia e Slovacchia, paesi assolutamente non preventivati.

Durante la vacanza decidemmo che l’anno successivo la nostra meta sarebbero stati i Paesi Baltici, ma anche per loro si poneva la questione del come reperire informazioni. A Cracovia incontrammo un’altra In Your Pocket, questa volta su Vilnius [capitale della Lituania, n.d.r.]: “…è un segno! E’ deciso! Il prossimo anno saremo là”. Così fu.

Con gli strumenti giusti e nel posto giusto ogni viaggio è da ricordare con nostalgia e struggimento. Dopo queste esperienze, nel nostro zainone non mancano mai la Lonely Planet, ineguagliabile per le informazioni pratiche, la guida del Touring Club, ottima per le indicazioni storiche ed artistiche e per il dizionario delle cibarie (che più volte ha salvato il nostro stomaco), e, quando c’è, la In Your Pocket (guida limitata all’Europa dell’Est). Totalmente bocciate invece la Fodor’s e la Routard, che non si salvano sotto alcun aspetto.

Quelle della De Agostini meritano un breve discorso a parte. L’incontro è avvenuto con l’acquisto di una loro guida week-end: favolosa, ottime descrizioni dei percorsi automobilistici, ciclabili, pedonabili e cavalcabili; poche, ma giuste, informazioni sui luoghi di interesse. Discorso meno entusiastico per le guide sull’Europa. Come sapete, in questo caso, con la guida (valida per sapere cosa è meglio visitare e cosa no) è allegata anche la cartina. Bella idea, se non fosse che, ad esempio, l’Olanda non ci fosse tutta, dentro la cartina!

Spero di avervi dato delle indicazioni utili e concludo con un’ ultima raccomandazione. Non partite con l’avventura nello zaino, perché pesa ed è deludente. E non partite in branco. Portatevi dietro lo stretto indispensabile; gli amici e l’avventura sono sempre là ad aspettarvi.

Il Traspiratore – Numero 40

di L. Pugno