Grinzane 2002: i supervincitori

giugno 21, 2002 in Attualità da Stefano Mola

31277Sabato 15 Giugno, nel consueto ma sempre bellissimo scenario del castello di Grinzane Cavour, si è svolta la cerimonia di premiazione della ventunesima edizione del Premio Grinzane Cavour. Partiamo dalla fine. Ovvero, dai risultati. Dopo che tutti i vincitori sono sfilati sul palco, sotto la regia attenta e discreta di Corrado Augias, la parola è passata al notaio. Per la narrativa italiana, Margaret Mazzantini, con “Non ti muovere”, ha vinto largamente: 162 voti contro gli 83 per Romana Petri e i 48 per Arnaldo Colasanti. Più combattuta la vittoria nel campo della letteratura straniera: Orhan Pamuk (“Il mio nome è rosso”, Einaudi) ha ottenuto 117 voti, contro i 93 per Christoph Hein e gli 83 per Echenique (modestamente, nell’articolo di presentazione , avevamo pronosticato proprio questi vincitori; sempre nello stesso articolo potete trovare l’elenco completo dei premiati)

31274Queste dunque le scelte delle giurie scolastiche, da Randazzo (Catania) a Tokyo. Nella loro varietà geografica hanno concretizzato quella tensione verso il confronto che è non solo uno degli obbiettivi del Grinzane, ma anche un tentativo di dare una risposta a questi tempi difficili del mondo, come ha sottolineato il presidente del premio Giuliano Soria in apertura.

Parole belle e importanti sono anche venute da Daniel Pennac, che ha ricevuto il premio internazionale “Una vita per la letteratura”. Alla domanda di Augias (dieci anni dopo “Come un romanzo”, la lettura è ancora un uno strumento privilegiato di approccio al mondo?) ha così risposto: “Gli scrittori incarnano il sogno lucido dell’uomo. Leggere è sognare lucidamente. Il giorno in cui il libro morirà, scomparirà per la collettività questa possibilità, e ciò significherà la fine della società stessa”.

Ci sembra che non ci siano parole migliori per chiudere questa cronaca. Vi ricordiamo che, se siete interessati, potete trovare nella rubrica “Non-yogurt” di Traspi.net tutte le recensioni dei libri finalisti. Arrivederci al prossimo anno.

di Stefano Mola