Gli zar, Dada e… Torino

novembre 23, 2004 in Libri da Stefano Mola

L’articolo è stato pubblicato prima che la redazione venisse a conoscenza della tragica notizia della caduta dell’aereotaxi in Ciad che ha causato la morte della nota giornalista di costume Dada Rosso e di due altri italiani (Raffaella Seymandi e Armando Mandelli, amministratore delegato della casa editrice Bollati Boringhieri).

Per il Traspi ed i suoi amici è una notizia dolorosissima e di una tristezza senza precedenti, in quanto significa la perdita di un’amica carissima, la madrina che ci ha aiutato in maniera fondamentale nel nostro percorso editoriale e che ci ha sempre sostenuto con tutta la simpatia, l’affetto e l’entusiasmo di cui era ineguagliabile ambasciatrice.

Grazie Dada

i tuoi affezionati Traspi-amici

Titolo: A tavola con gli zar
Autore: Dada Rosso
Casa editrice: Il Leone Verde
Prezzo: € 9.00
Pagine: 120

CORREVA L’ANNO…

…2001. Noi di Traspi eravamo nati da poco, ed entusiasti (come adesso, ma intanto un po’ di tempo è passato. Seguivamo per la prima volta il concorso Libridagustare. Fu così che ci capitò per la prima volta tra le mani il libro di cui parleremo qui, ovvero A tavola con gli zar, di Dada Rosso, meritoriamente riportato in libreria dalla casa editrice Il leone verde.

Perché questo amarcord? Perché quella non fu solo una recensione. Fu il pretesto (come Dante insegna, i libri sono sempre galeotti) per conoscere Dada. Per questo sito, e per le attività collegate, oseremo dire una madrina: presidente della giuria del concorso SudateCarte, tanto per dire.

Ma soprattutto una persona con cui abbiamo scambiato e condiviso idee, spesso, e non a caso, seduti a tavola. Perché, tra i tanti aspetti della sua persona, ci piace sottolineare la convivialità. Intesa come curiosità, e piacere, di accogliere per conoscere. Per poter scambiare, sapendo ascoltare, impressioni, opinioni, storie.

…MA VENIAMO AGLI ZAR

Che cos’è A tavola con gli zar? Se seguite il link precedente, potete leggerne la recensione che scrivemmo tre anni fa. È soprattutto un viaggio della curiosità, in un paese enorme, la Russia, dalla storia grandissima e spesso tragica come solo i colossi possono avere. Il tutto spiato attraverso un binocolo le cui lenti sono il cibo e la letteratura.

Ci scorre così davanti agli occhi una carrellata sul rapporto tra i russi e il mangiare. Fatto di banchetti sontuosi e di fame tremenda. Il tutto condito delle giuste citazioni tratte dai grandi autori russi. Tutto quell’amarcord di prima non era inutile. Aiuta anzi a capire perché il libro è stato scritto così. Con una mano leggera, che riesce a rendere con la giusta luce sia le cose pesanti, sia le curiosità.

Ecco che cosa ci aveva risposto Dada nell’intervista che ci aveva concesso dopo la recensione, quando le avevamo chiesto come era nato il libro:

Nei romanzi russi classici che avevo letto, del cibo si parlava con dovizia, come di qualcosa di raffinato e di abbondante. Insomma, ho incominciato a studiare il problema, cercando di capire cosa stesse succedendo in quel momento, con riferimento al passato. Man mano che leggevo, mi diventava sempre più chiaro che attraverso le vicende legate al cibo si poteva ricostruire una piccolissima storia dell’Unione Sovietica, senza pretese storiografiche né sociologiche, ma legata a ciò che c’è di più semplice e quotidiano. Ho cercato di farlo al meglio, mescolando presente e passato, cronaca e letteratura. Per scrivere il libro ho conosciuto molte persone, soprattutto molte donne. Ne conservo una stima grandissima: è sulle loro spalle che per anni sono pesate le difficoltà di un paese stremato dal “defizit”. Donne che, peraltro, avevano conservato un senso dell’ospitalità eccezionale ed erano sempre pronte a dividere il poco che, come per miracolo, riuscivano a mettere insieme. Parlo al passato perché non vado a Mosca dal ’90. Oggi è un Paese diverso, che non credo di conoscere più, in cui ho contemporaneamente desiderio e paura di tornare.

Cosa è cambiato adesso, nell’edizione de Il leone verde? Che ci sono anche le ricette. Così, chi sarà trascinato dalla poltrona verso la cucina, saprà come fare.

INFINE, TORINO

Ormai avete capito che la parola d’ordine di questo pezzo è curiosità. Ebbene, se oltre che di leggere il libro, vi è venuta voglia di conoscere l’autrice, ne avrete ben presto un’occasione.

Per esempio, Giovedì 25, alle ore 18:00, nei giugiareschi padiglioni di Atrium. La curiosità verso il mondo lontano, è senz’altro importante. Ma lo è altrettanto quella verso il mondo vicino. A saper guardare, c’è sempre molto da vedere. Soprattutto adesso, a Torino. Una città che per antonomasia (bugia nen) non dovrebbe muoversi mai, sta attraversando un periodo di trasformazione radicale, per le infrastrutture in costruzione e per gli eventi che la attendono.

Ecco così che la curiosità di Dada Rosso ha scritto un libro, in cui ci sono le fotografie di Pino Falanga, proprio per parlarci di come la città sta cambiando e di chi sta dietro a questi cambiamenti. E giovedì, appunto, ne parlerà con tutti coloro, speriamo molti, avranno la curiosità di andarla ad ascoltare.

di Stefano Mola