Gli oggetti di Corrado

marzo 19, 2004 in Arte da Sonia Gallesio

Porchietti Corrado AliceLa dimensione pittorica di Corrado Porchietti (Savigliano, Cuneo, 1950) è ricca di dettagli ricorrenti e di allegorie per immagini. Per certi versi fanciullesca e poetica, ma allo stesso tempo satura di mistero, indizi e codici da decifrare. Ne è protagonista assoluto il quotidiano, in prevalenza raccontato –con la giusta dose di ironia– tra le mura di ambienti dalle atmosfere caliginose, magistralmente rese per mezzo di un’affascinante procedura fondata sull’uso di olii e pastelli su carbone.

Diplomato nel 1973 all’Accademia Albertina e allievo di Piero Martina, nonché precursore indiscusso –negli anni ’80– della cosiddetta Arte Mediale, oggi Porchietti è docente al Liceo Artistico Cottini di Torino.

Sebbene risulti in costante evoluzione, la produzione dell’autore serba tutt’ora evidenti tracce di quanto sperimentato agli esordi. Ad esempio, benché i suoi interni stracolmi di carabattole (ho in mente la tela L’appartamento ovvero la porchietteria, del 1979-80) divengano progressivamente più sobri ed essenziali, le opere attuali sono comunque incentrate sulla forte connotazione simbolica degli oggetti in esse raffigurati.

Porchietti Corrado bidetCon in sé le qualità migliori del giallo, del fumetto e della parodia, la narrazione di Porchietti incede danzando su un fitto reticolo di corrispondenze e rimandi stilistici, formali e cromatici. Consuete, come si è detto, le atmosfere fumose, per via di quei fondi grigi di carbone o cupi di blu e nero, interrotte qua e là da elementi vestiti di colori vividi e squillanti: di verde acido, di viola o d’arancio.

Ricorrono le chiome femminili tinte di rosso ramato acceso (Alice, 2001; Maternità, 2003-2004), così come i divertenti tegamini con uova si materializzano nei posti più inaspettati: sul pavimento, durante una sfilata (Il defilée), o ancora sul pianoforte suonato da un Paolo Conte rapito e malinconico (Tango santo, 2001). Ogni dipinto dell’artista, poi, pare evolversi in vezzosa canzonatura, raffinata battuta di spirito, apologo ispirato alla vita e alla realtà contemporanea.

Tra i lavori di maggior intensità spicca L’attesa (2003). Qui, un telefono si rivela emblematico di quell’indugio che si nutre d’aspettativa, accompagnato da una scacchiera che riconduce con immediatezza al parallelo tra l’esistenza umana e la competizione, i cui fattori fondamentali sono certamente il trascorrere del tempo ed il fato, ma nondimeno l’abilità di ogni singolo giocatore.

Corrado Porchietti – Gli oggetti di Corrado

Fino al 30 marzo 2004

Galleria Pinxit, via della Rocca 28/h, Torino

Tel/fax +39 011 81.78.559

Orari: dal martedì al sabato, h 10.30-12.30/15.30-19.00

Ingresso: libero

Per info: tel 011 81.78.559 e-mail [email protected]

di Sonia Gallesio