Francesco Renga per Traspi.net

giugno 25, 2001 in Musica da Gino Steiner Strippoli

24676Un artista che si “permette” di affrontare una cover, tanto difficile quanto delicata, come “Impressioni di Settembre”, brano storico del rock italiano targato PFM, ha due strade possibili ed immediate: o il successo o il successo. Certo! Anche perché ripercorrere strade difficili, come quelle di certi brani dal sapore antico ma intramontabili, lo possono fare generalmente i grandi musicisti, quelli esperti, quelli con tanti anni di carriera e successi alle spalle. Francesco Renga non fa parte di questi, perché è un giovane guerriero del rock italiano, sebbene le sue esperienze in Timoria band non siano trascurabili.

Vocalist eccellente, al recente Sanremo ha fatto incetta di premi della critica. Il suo recente brano “Raccontami” ha evidenziato un cambiamento di direzione musicale, dando spazio ad arrangiamenti più consistenti, con un testo molto diretto e immediato. Così il suo primo album solista è stato ristampato e arricchito da tre nuovi brani inediti, tra cui spicca “Impressioni di Settembre”, dove è accompagnato da Flavio Premoli, tastierista PFM.

Dopo ben 13 anni nella veste di cantante dei Timoria, Renga ha indossato nuovi abiti, lasciandosi dietro certi linguaggi, tipicamente rock anni ’70, senza per questo tralasciare le sonorità pulsanti ed elettriche che mettono in risalto la sua potenza vocale. L’album, edito da Mercury-Universal, porta il suo nome ed evidenzia la nuova sfida, di questo giovane ma già esperto artista, fatta di sonorità e strutture armoniche, influenzate dal beat anni ’60, soprattutto dal punto di vista vocale, con continue aperture melodiche. Il buon Francesco pone l’accento al suo modo di essere cantante anche in veste di autore, con canzoni scritte di suo pugno.

Chi ti ha influenzato maggiormente come cantante?

Molti sono gli artisti cui ho fatto riferimento, sono personaggi musicali completi sotto tutti i punti di vista, grandi soprattutto nella capacità di sperimentare. Posso quindi citare Demetrio Stratos, Peter Gabriel, David Bowie, fino alla grande lezione rock degli ultimi trent’anni, dal progressive anni ’70 fino agli Who, da Jeff Buckley per arrivare a Bono Vox, che considero l’ultimo grande cantante rock del secolo.

In questo nuovo album, tre inediti, tra cui la splendida e intramontabile “Impressioni di Settembre”, una versione magica, che non fa che suggellare ed unire diverse generazioni…

Guarda, ho iniziato a cantarla dal vivo durante il mio primo tour come solista, poi ne ho registrate diverse versioni e le ho proposte in casa discografica. L’idea è piaciuta, come è piaciuta a Flavio Premoli, così è iniziato il lavoro nel suo studio. A Premoli è piaciuta la mia versione, e così abbiamo registrato un adattamento per piano e voce, utilizzando anche il suono del vecchio moog, che rieccheggiava l’incisione originale di trent’anni fa. E’ una canzone fantastica, che fa parte della storia del rock italiano e mondiale. Diciamo che con questa incisione ho fatto un regalo a me stesso.

Poi arriva quella piccola perla che è “L’ultima Poesia”, una canzone d’amore!

“E’ una canzone che esprime la volontà di demandare tutto quello che vorresti dire ad una persona che non c’è più attraverso una poesia. Scrivere, anche una poesia, è affascinante, come lo sono le parole scritte su carta con il puro inchiostro. Scrivere è il mio modo per ricordare una cosa e tenerla con me, così ogni volta posso rileggerla a mio piacimento.

Come hai vissuto il passaggio artistico da cantante a cantautore?

Intanto le melodie sono le cose che mi vengono meglio, in maniera più facile e naturale, mentre ti dirò che ho provato, almeno inizialmente, un po’ di difficoltà nello scrivere i testi, più che altro perché, essendo molto autobiografico, mi vergognavo un po’ a raccontare a tutti le mie sensazioni, la mia vita. Adesso invece questa barriera l’ho abbattuta e quindi riesco a cantare con naturalezza, anche di fronte a sconosciuti, le canzoni che in qualche modo parlano di me.

E il futuro? Quali sorprese riserverai come musicista?

Sai, già “Raccontami” offre un po’ l’idea di quella che potrà essere la mia direzione e quindi produzione futura. Dopo Sanremo è stato ristampato il mio album, con i tre nuovi brani, e di questo sono felice e fiero, ma adesso dovrò concentrarmi a lavorare sodo per il prossimo lavoro, che penso sarà pronto nei primi mesi del 2002.

di Gino Steiner Strippoli