Franca Valeri all’Alfieri

Aprile 3, 2002 in Spettacoli da Stefania Martini

30192‘Possesso’, unico testo drammatico della vasta opera letteraria dello scrittore pacifista israeliano Abraham B. Yehoshua, è una commedia amara e ironica sui temi della colpa e del lutto.

Con una scrittura classica, che rispetta le tre unità di tempo, luogo e azione – la vicenda si svolge nell’arco di una giornata, all’interno della stessa stanza – Yehoshua viviseziona il dolore e la mancata riesumazione del lutto familiare e traccia un ritratto sarcastico e grottesco su un anomalo e soffocante interno familiare.

Il palcoscenico è invaso da una gran quantità di scatole, valigie, pentole, servizi da tè, pinze, pinzette, aspirapolvere, un binocolo, piatti, scodelle, tappetini da bagno mai usati… segni del disordine e dell’abbandono: in mezzo si muove smarrita Rochelle, un’anziana signora ebrea a cui è appena morto il marito.

Rochelle sta nevroticamente svuotando la sua casa di Gerusalemme prima di chiudersi in un ospizio: dagli armadi e dai ripostigli sbucano reperti del passato, che sono anche ricordi dolorosi. Con la spartizione delle cianfrusaglie vuole cancellare così ogni ricordo del marito e assolversi da ogni colpa.

L’anziana donna ha chiamato a casa anche i due figli, Ezra, un quarantenne depresso che non riesce a far carriera universitaria, nevrotico ed ossessionato dal ricordo del padre, ed Eva, sempre sull’orlo di un crisi di pianto perché sta divorziando da un marito che improvvisamente la spaventa, come se in lui vedesse l’incarnazione dei propri rimorsi.

Ed è ad Eva, ma soprattutto ad Ezra che sono destinati tutti gli oggetti: i due fratelli ingaggiano con la madre un duro e implacabile duello verbale che riporta in superficie sensi di colpa mai sopiti e antichi rancori familiari e sono determinati a respingere le cianfrusaglie che Rochelle dona a loro.

In realtà , nessuno dei due riesce a cogliere il significato emozionale del desiderio della mamma di dare via quegli oggetti. Un desiderio sottile di purificare la casa dai ricordi e per fare ciò cerca di alleggerire il senso di soffocamento e di oppressione che quel possesso le crea.

Alla fine la situazione sottesa emerge nitidamente per ciò che realmente è: il dolore di Rochelle, il suo forte rimorso per aver reso la vita impossibile al marito e averlo, in buona sostanza, lasciato morire solo.

Attorno a loro ruotano altri personaggi: Shira, la nuora in apparenza serena, Oded, il genero fastidioso, una zia Tily svagata e infantile, Daniella, una bibliotecaria con la mania delle cose usate, e Nadja, la cameriera.

La piecè di Yehoshua è sostenuta dall’humour sottile e raffinato di un’attrice come Franca Valeri, che contribuisce a stemperare la severità delle tematiche affrontate grazie ad improvvisi e inaspettati effetti comici, supportata da un cast di primo ordine tra cui spicca il convincente Urbano Barberini nei panni del figlio nevrotico.

Lo spettacolo è diretto da Toni Bertorelli ed è prodotto dalla Società degli Attori.

Possesso

Teatro Alfieri

Piazza Solferino 2

dal 2 al 7 Aprile, ore 20,45.

tel. 011.562.3800

di Stefania Martini