FlashBack

settembre 30, 2008 in Arte da Redazione

FelliniErano i favolosi anni Sessanta.

Anni in cui l’Italia, con il mito della dolce vita, strizzava l’occhio agli universali culturali americani prodotti dal divismo delle copertine patinate e dal boom economico, che pareva non dovesse finire mai.

Anni in cui il Cinema Italiano conosceva un momento di grazia, con l’aumento spettacolare delle produzioni, la diffusione capillare delle starlet femminili, icona della bell’Italia dall’anima verace, sanguigna e materna, rappresentata dalle forme della Loren, della Lollo, della Milo.

Anni in cui, nelle sale cinematografiche Cecoslovacche, al di là della cortina di ferro, passavano decine di film italiani scampati al vaglio della censura di regime, che riteneva forse meno eversive le tematiche proposte dalle pellicole nostrane, rispetto a quelle, seppur del tutto simili, in alcuni casi, che arrivavano da oltre oceano.

A partire da quegli anni, quindi, e fino al 1989, si intesse un insolito intreccio tra immaginari collettivi di Paesi diversi, attraverso le storie, i personaggi, gli ideali, i sogni rappresentati dal cinema, liberando nelle menti degli spettatori un potere simbolico enorme e detonante forse finora sottovalutato.

Il Castello di Rivara propone, fino al 15 novembre, una selezione di oltre 250 locandine cinematografiche di film italiani realizzate tra il 1959 e il 1989 da artisti Cecoslovacchi.

In un gioco di sguardi incrociati, la mostra apre al visitatore un percorso iconografico e interpretativo in grado di restituire in termini inediti il filtro di una cultura, quella Cecoslovacca del Socialismo Reale, su di un’altra: quella italiana, rappresentata nei suoi aspetti più metafisici e poetici delle pellicole di Fellini, in quelli più ideologici e politici dei film di Petri, Rosi, Montaldo, o in quelli più scanzonati e goderecci dei numerosissimi b-movies alla Lando Buzzanca o alla Alvaro Vitali.

Interessante ancor di più scoprire, attraverso l’analisi dei manifesti di Vratislav Hlavaty in mostra con una sua personale presso il Castello di Rivara, come la sensibilità dell’autore nella realizzazione della locandina, riesca a tratti a sublimare messaggi profondi o slanci onirici potenti, aggirando l’occhio grossolano della censura e caricando di valori ulteriori il manifesto cinematografico, rendendogli una dignità artistica vera e propria.

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Manifesti cinematografici italiani realizzati in Cecoslovacchia tra il 1959 e il 1989.


Castello di Rivara (To), fino al 15 novembre.

Orario visite: Sab-Dom 10.30-12.30; 14.30-18

di Redazione