Felice Andreasi e letture da L’uomo spaventoso

dicembre 9, 2006 in Spettacoli da Redazione

Indimenticato attore e cabarettista, Felice Andreasi (1928-2005) fin dagli esordi è stato attivo come pittore, con un’opera vasta che è stata presentata in varie mostre personali, fra l’altro al Piemonte artistico e culturale nel 1995 a cura di Alberto Cottino e Angelo Mistrangelo. Della sua produzione figurativa restano in mente i ritratti spesso monocromi, tra cui uno di Guido Ceronetti, e paesaggi abitati da presenze naturali come Grande insetto (1968).

La sua memoria è però legata soprattutto al teatro, in specie nello spazio del cabaret, con una serie di incisivi monologhi decisamente nella dimensione dello humour nero, recitati con una cadenza assolutamente personale. Molti di questi testi trovarono poi posto nella raccolta L’uomo spaventoso edita da Il Formichiere nel 1974, che rappresenta il meglio di un talento micidiale nel far deflagrare le contraddizioni della quotidianità.

Dopo la scena vennero la televisione e poi il cinema, con ruoli destinati a rimanere nella memoria, dopo l’esordio nella commedia, in specie per film come

Permettete signora che ami vostra figlia? di Gianluigi Polidoro,

Saxofone di Renato Pozzetto,

Nessuno è perfetto di Pasquale Festa Campanile.

Poi vennero parti più articolate con Pupi Avati (Storia di ragazze e di ragazzi), Guido Chiesa (Il caso Martello), Silvio Soldini (Un’anima divisa in due, Pane e tulipani), fino al cameo in Due amici di Spiro Scimone.

  • In ricordo di Andreasi

    A fianco di immagini di repertorio, Alessandro Lussiana leggerà alcuni dei numeri creati tra gli anni Sessanta e Settanta, in cui si dispiega appieno il talento dell’uomo di spettacolo torinese, come emerge ad esempio in questo sketch.

    «Se avessi saputo, non avrei mai lasciato crescere la casa alta sul prato.

    Avrei fermato il tetto all’altezza del fungo porcino, sottoterra.

    Invece, avrei scavato la nicchia del fuoco e, scolpito il mio letto tra le radici della pianta più solida, avrei sistemato lì accanto la botte del vecchio vino.

    Avrei stretto le mani intorno intorno e avrei detto bene bene, perché no, perché no.

    Non voglio decidere niente.

    Lasciatemi andare per la mia strada».

  • Informazioni

    Ricordo di Felice Andreasi. Letture da L’uomo spaventoso

    Letture: Alessandro Lussiana

    12 dicembre 2006

    ORE 18

    Atrium,

    piazza Solferino, Torino

    di Redazione