Everyman

novembre 6, 2007 in Libri da Tiziana Fissore

Titolo: Everyman
Autore: Philip Roth
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: € 13,50
Pagine: 124

everymanChe fosse un romanzo che trattasse la morte, lo si capiva già dalla copertina tutta nera contrariamente ai libri di Einaudi che sono bianchi, che il soggetto fosse l’uomo qualunque lo si capiva dal titolo che significa ‘ognuno’, quello che forse non ci si aspettava era l’affrontare psicologicamente il discorso morte come lo può fare l’uomo qualunque.

Questo racconto dunque è la storia di un uomo che è morto, un uomo che ha vissuto la vita come tanti altri, che ha fatto cose giuste ma anche tante stupidaggini, alcune molto gravi.

Il protagonista a cui Philip Roth non darà mai un nome – e questa è una grande prova di bravura da parte dell’autore perché non è facile parlare di qualcuno senza nominarlo- non ha una morale da presentare al pubblico che legge e si presenta già alla fine dei suoi giorni parlando della vita trascorsa vista dalla prospettiva della vecchiaia dove lotta e rassegnazione si alternano soprattutto dopo le operazioni che hanno segnato l’ultima parte della sua vita e qui si nota che anche in America la sanità lascia molto a desiderare quando riguarda l’anziano (basta ricordare che all’arrivo a casa dall’ospedale si trovò un aghino dimenticato nel braccio e che portava infezione). La rassegnazione è dovuta ai suoi sbagli: tre matrimoni, due figli che si sono distaccati,la nascita della figlia Nancy che lui adora, la sua ultima scelta di spostarsi dopo i 70 anni per trasferirsi in un villaggio di anziani per dipingere e anche per sfuggire ad un mondo caotico e pauroso dopo l’11 settembre. E qui c’è per l’uomo qualunque che cerca ancora un barlume di giovinezza l’ennesima delusione dovuta ad un fallito tentativo di seduzione verso una giovane ragazza che fa jogging tutte le mattine e che prende il suo numero di telefono ma cambia percorso e non si farà mai più vedere. Fine del potere della seduzione che l’aveva portato a tradire in passato sia con la segretaria sia al tempo del suo erotismo con Marete che diventerà la sua terza moglie, fine del rapporto con i figli avuti dalla prima moglie, alla fine di tutto c’è solo la vittoria della decadenza.

Leggendo il libro si capisce che iniziamo a morire appena veniamo al mondo, che la morte ci è sempre vicina e constatare che la realtà della morte e prima ancora della malattia schiaccia ogni cosa perché siamo solo corpi destinati a vivere e morire anche se cerchiamo di fare cose a noi piacevoli per ingannare l’attesa e soprattutto questo concetto è rimarcato in quanto il protagonista non è vincolato dalla fede o dalla religione.

Non è un libro di facile lettura o meglio bisogna leggere attraverso le righe che esiste la solitudine di un uomo di fronte alle malattie, il rimpianto per i giorni dell’infanzia velato dalla malinconia ma bisogna dire che non è descritto in modo morboso infatti la scena del funerale dice:” In pochi minuti tutti erano andati via, avevano voltato le spalle, stanchi e lacrimosi, all’attività meno gradita della specie, e lui rimase indietro”. Naturalmente lui è il defunto.

Penso che sia un libro che i giovani non dovrebbero leggere perché senz’altro lo troverebbero un po’ troppo pesante, quelli più anziani neppure perché si ritroverebbero un po’ troppo coinvolti; la fascia di lettori più adatta è quella dai quaranta ai cinquanta,, perché hanno già provato certe cose della vita e non si scandalizzerebbero tanto su certe fantasie erotiche provate dal protagonista e che possono anche indisporre.

E’ comunque una storia da leggere perché il tema principale è la vita dell’uomo, il suo dilemma sul come viverla, è la storia che troviamo nella ‘Morte di un commesso viaggiatore’ e di ‘Amleto’, descrizioni sublimi di ciò che si trova in fondo all’animo dell’uomo comune: Everyman

di Tiziana Fissore