Eroina

febbraio 18, 2001 in il Traspiratore da Redazione

L’aereo prese posizione sulla pista, la numero 7 per essere precisi, e iniziò la fase del decollo. Gradatamente il velivolo prese velocità, le turbine raggiunsero la massima potenza e la terra si staccò da noi, sempre più bassa, sempre più piccola, fino a scomparire nascosta dalle nuvole. Ero in mezzo al cielo, più vicino al sole di dieci chilometri di quanto non lo fossi pochi istanti prima. Il mio primo volo: la cloche ben salda nelle mani, il radar teneva lo spazio intorno sotto costante controllo e le spie che dovevano essere accese lo erano; tutto OK insomma.

Il cielo si fece più terso. Le nuvole si diradavano al passaggio del mio jet e tutto pareva andare per il meglio.

Poi sul video del radar compaiono otto puntini rossi; incrociano le loro traiettorie a velocità incredibile disegnando diverse figure geometriche: triangolo, rettangolo, ottagono…

Comincio a distinguere le figure ad occhio nudo, poi un rombo spaventosamente enorme mi s’avvicina in circa tre secondi e m’inghiotte con il mio aereo. Perdo i sensi.

Riapro gli occhi e mi trovo immerso in un liquido denso e multicolore, scivolo sospinto da delle specie d’onde. Non mi sono mai sentito tanto in pace con me stesso. Mi addormento con uno stupido sorriso disegnato sulla bocca.

E’ un miracolo se ho potuto scrivere quanto m’è accaduto: ero in piena overdose d’eroina e se non fosse stato per la mia amica Susy, che ebbe la prontezza di caricarmi in macchina e trascinarmi all’ospedale, beh… forse adesso starei ancora sorridendo.

Il Traspiratore – Numero 25-26

di Gianluca Ventura