Elisir d’amore

maggio 13, 2007 in Spettacoli da Stefano Mola

elisir dSul palco del Regio si beve. Ma che avete capito? Mica alcolici: pozioni amorose. Il che non significa affatto che non siano meno pericolose. Ripensate all’ultima opera di cui abbiamo parlato, ovvero il Tristano e Isotta. Un amore fortissimo, e infelicemente drammatico (forse il più drammatico), segnato da un filtro sventurato. Ebbene, nell’opera che andrà in prima esecuzione Martedì 16 alle ore 20:00 la bevanda amorosa fa bella mostra di sé fin dal titolo: avrete tutti ormai capito che si tratta dell’Elisir d’amore, per le note del belcantistico maestro Gaetano Donizetti, composte sopra il libretto di Felice Romani.

Si tratta dell’opera forse più conosciuta del compositore bergamasco. Chi non ricorda la stupenda melodia de Una furtiva lagrima? Una piccola perla di commozione che in un impianto brillante. Dissero di quest’opera, che riscosse un successo straordinario tanto da avere 32 repliche all’esordio: il passaggio dal buffo al serio si scorge eseguito con una graduazione sorprendente e l’affettuoso è trattato con quella musicale passione ond’è famoso l’autore di Anna Bolena. Siamo in un territorio teatrale ed emotivo completamente diverso da quello wagneriano (noi sommessamente troviamo la fluidità donizettiana talora assolutamente meravigliosa). Altri tempi, altra tempra. Eppure, un filo rosso c’è, se ripercorriamo brevemente la vicenda.

In un villaggio dei Paesi Baschi Nemorino è infruttuosamente innamorato della ricca e capricciosa Adina. Ascoltandola raccontare la storia di Tristano e Isotta nasce in lui il desiderio di possedere il magico elisir d’amore. L’arrivo in paese dell’intraprendente sergente Belcore, che subito corteggia con successo Adina, acuisce la gelosia di Nemorino, tanto che il medico-ciarlatano Dulcamara non ha difficoltà a vendergli del Bordeaux, spacciandolo per il filtro tanto desiderato. Adina accetta di sposare Belcore il giorno dopo, mentre Nemorino, che non vede sortir effetto dalla presunta pozione, non avendo più soldi tenta il tutto per tutto arruolandosi e acquistando dell’altro elisir da Dulcamara. Questi racconta tutto alla giovane Adina che, commossa dal sacrificio di Nemorino, recede dal contratto di matrimonio e gli dichiara tutto il suo amore.

L’allestimento che vedremo al Regio è quello creato dal Teatro dell’Opera di Roma. Fabio Sparvoli firma la regia, Mauro Carosi le scene e Odette Nicoletti i costumi. Il cast è di rilievo assoluto, a cominciare dal soprano Eva Mei, voce belcantistica per antonomasia, che ricordiamo grandissima al Regio nel Il turco in Italia del 2005. Dopo sette anni torna a Torino Juan Diego Flórez, tra i tenori più richiesti del momento, nominato da una auterevole testata newyorkese king of belcanto tenors. E che dire di Nicola Ulivieri? Ancora negli occhi e nelle orecchie abbiamo la sua grandissima interpretazione nel Flauto Magico, pochi mesi fa. Completano il cast Giorgio Caoduro, che ha riscosso un personale successo nella Turandot inaugurale, e il soprano Paola Quagliata. Al primo cast si alterneranno, rispettivamente, Serena Gamberoni, Francesco Meli, Paolo Bordogna, Marcello Lippi e Gabrielle Mouhlen.

Sul podio Antonello Allemandi, direttore specializzato nel grande repertorio italiano ottocentesco, con esperienze sia in Italia che all’estero. Maestro del Coro è Claudio Marino Moretti. L’elisir d’amore sarà in scena per dieci recite dal 16 al 27 maggio, di cui una straordinaria il 24 (per venire incontro alla grandissima richiesta del pubblico).

di Stefano Mola