Due amici

ottobre 3, 2002 in Cinema da Redazione

“Due amici” di Spiro Scimone e Francesco Sframeli, con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Felice Andreasi, Roberto Citran e Teresa Saponangelo, (Italia 2002).

32018(1)Gli amici si riconoscono dall’odore e dallo sguardo, l’amicizia è una sintonia di pelle immediata. Anche l’amicizia, come l’amore, ha i suoi colpi di fulmine e può legare due persone diversissime come lo sono Pino e Nunzio, i protagonisti di “Due amici”, il lungometraggio di Spiro Scimone e Francesco Sframeli premiato al 59° Festival di Venezia come miglior opera prima. La pellicola di impianto teatrale narra le vicende di due coinquilini, Nunzio logorroico operaio di una ditta che produce materiale per l’edilizia e Pino silenzioso killer che “lavora” su commissione per un malavitoso che gli preannuncia nuove missioni facendogli trovare davanti all’uscio di casa del pesce avariato. Entrambi sono ad un bivio. Nunzio non sopporta più le brutali condizioni lavorative alle quali è sottoposto, tossisce continuamente e viene lasciato a casa dai suoi superiori. Scopre l’amore incontrando Maria, una ragazza che lava le scale del suo condominio. Pino, invece, vive una crisi di coscienza, vuole affrancarsi dall’ingrato “mestiere” che il destino gli ha assegnato.

Il film ha il fascino antico di certe nostre pellicole degli anni Cinquanta ed è sostenuto da un’ottima colonna sonora scritta da Andrea Morricone in cui si sente l’ascendente dell’irraggiungibile Ennio. Nato come testo teatrale “Due amici” risente della tempistica del palcoscenico, poggia su di una regia ancora incerta, ma non è privo di attimi intensi come nei dialoghi fra i due protagonisti nella seconda parte del film. Già, perché se nella prima parte il rapporto fra i due è chiarito uniteralmente dagli “interrogatori” di Nunzio a cui Pino risponde in maniera monosillabica, dopo il giro di boa affiorano i valori saldi dell’amicizia, la reciproca certezza di trovarsi al cospetto di un amico che non è “una malapersona”, l’ammirazione del più debole verso il più forte che tenta – come può – di proteggerlo e di indirizzarlo verso un domani migliore. Sono argomenti che vengono trattati spesso, ma con grande superficialità. Scimone e Sframeli con il loro messinese e con una storia semplice, ma in cui ogni gesto è necessario, ci fanno una bella promessa che speriamo possa essere mantenuta in futuro.

di Davide Mazzocco