Domenica ultimo appello per Ancelotti

maggio 2, 2001 in Sport da Roberto Grossi

Dopo il pesante passo falso commesso contro il Lecce, Ancelotti ha cercato di alzare il morale all’abbattuta truppa bianconera. Il tecnico ha fornito una spiegazione attendibile alla brutta prestazione offerta dalla sua squadra: “Ci siamo complicati la vita da soli, ha dichiarato a mente fredda nel pomeriggio, ma c’è stata anche parecchia sfortuna. Abbiamo perso un’occasione per ridurre lo svantaggio dalla Roma, ma i giallorossi non ne hanno approfittato. E’ vero che nelle ultime sei gare ci siamo imposti solo due volte, ma la Roma ha fatto peggio, una su quattro. Sono d´accordo solo per il primo tempo sul giudizio dato da Van Der Sar, che ha parlato di una Juve senza spirito. Nel secondo non è stato così e comunque lo spirito giusto lo vedrete di sicuro domenica prossima. La contestazione nei miei confronti? Non voglio neanche parlarne”.

I tifosi della Vecchia Signora sono però infuriati per l’ennesima occasione gettata al vento. Quella contro il Lecce era non solo una partita da vincere ad ogni costo per accorciare le distanze dalla vetta, ma soprattutto andava giocata con una grinta ben diversa da quella messa in campo dall’allegra quanto svogliata brigata bianconera. E nel secondo tempo della sfida con i salentini la spazientita curva Sud, quella che non ha mai digerito la presenza del tecnico di Reggiolo, ex-milanista e romanista, ha sfogato tutta la rabbia che aveva in corpo, riprendendo (in parte) la contestazione già messa in atto a novembre, quando la Juve fu eliminata dalla Champions League. Cori offensivi per Ancelotti e a favore di Gianluca Vialli, striscioni mestamente ritirati, qualche seggiolino lanciato in campo: solo un antipasto di quel che potrebbe succedere in caso di risultato negativo contro la Roma. La madre di tutte le partite sarà quindi la prova del fuoco per il trainer: vincere o attendersi l’inferno. Perché un’altra débacle sarebbe digerita malissimo dai già inviperiti supporter curvaioli e senza ombra di dubbio fungerebbe da sicuro detonatore alle (inevitabili) pesanti contestazioni, tali da rendere invivibile l’ambiente bianconero sino al termine del campionato. Con tutte le conseguenze del caso.

di Roberto Grossi