Domenica a due facce

dicembre 5, 2001 in Sport da Redazione

Domenica, sui campi di calcio, si è celebrato un grande ritorno. Quello di Michele Pisasale, bomber del Canavese, costretto ad un forzato stop di 40 giorni. L’esperto attaccante canavesano, non ha perso tempo e ha ripreso il discorso esattamente da dove lo aveva interrotto.

Il successo di domenica ad Imperia infatti porta la sua firma. Insomma un rientro, che doveva servire a saggiare le condizioni fisiche, si è invece subito rivelato decisivo. Michelone poi, con la sua solita naturalezza ha spronato e guidato i suoi, come se non si fosse mai infortunato.

Per Pisagol, si parlava addirittura di carriera finita, ma a 35 anni, il vecio ha ancora voglia di sfide ed è pronto alla scalata verso la C2. Tanto più che in sua assenza, la squadra non ha perso tempo, portandosi a guidare la classifica di cnd. Ora però si è bloccata l’altra punta di diamante canavesana, Roberto Depaola, ma con Colitti e Pisasale il gol è assicurato.

Il calcio dilettantistico ha però anche un’altra faccia. Se da un lato, ci siamo emozionati, per il ritorno di una colonna dell’intero movimento, dall’altro ci chiediamo quanto sia giusto trasferire in provincia, le assurde magagne del professionismo. Partiamo dal presupposto, che ormai vincere è l’unica cosa che conta. Ecco perché ci troviamo di fronte all’ennesimo cambio in panchina sui campi di Eccellenza. Questa volta è toccato a Franco Vood, mister dell’Orbassano Venaria, colpevole, di non riuscire a stra dominare il girone B. Sembrerà strano ma il destino del tecnico pareva segnato già dopo poche giornate. Al suo posto è arrivato Licio Russo, con l’arduo compito di agguantare almeno il secondo posto. Sotto esame c’è infine anche Rocco Parisi, tecnico della Rivarolese, Dopo l’addio del D. S. Desimone, a giorni dovrebbe cambiare anche il tecnico, come a dire, che se una società sbaglia strategie, ha bisogno di un capro espiatorio. Se poi, come sembra, dovesse tornare lo sbeffeggiato ed insultato Rolando Girardo, si raschierebbe davvero il fondo del barile.

di Paolo Robino