Diario di un volontario

febbraio 27, 2006 in Sport da Redazione

Ciao,

giorno dopo giorno sta lentamente ma inesorabilmente volgendo al termine la mia esperienza olimpica.

Questi ultimi giorni sono stati caratterizzati da una maggiore intensita’, sia dal punto di vista dell’impegno, sia da quello piu’ strettamente ludico. Ad esempio lo scorso Venerdi’, accompagnando alcuni miei amici alle gare, sono riuscito a vedere lo Slalom Gigante Femminile di snowboard che si svolgeva al mattino Bardonecchia, e nel tardo pomeriggio a Sauce d’ Oulx la finale di Salti maschile del freestyle.

Durante la gara sono pero’ stato “richiamato all’ordine”: semplicemente una richiesta della nostra infaticabile Alba che si trovava a corto di risorse umane per il giorno dopo; il mio collega che opera su Torino avrebbe accompagnato a Sestriere degli ospiti della delegazione, ma non avrebbe potuto aspettarli per riportarli indietro in quanto doveva poi rientrare subito per un suo altro appuntamento: nessun problema, ci diamo il cambio nel piazzale P4 del Sestriere, cosi’ come fanno gli autisti dei mezzi pubblici al capolinea!

Detto fatto, il giorno dopo per le 8:15 entro nel villaggio del Sestriere e aspetto la sua chiamata: ma fuori nevica, e come sempre in questi casi i tempi di percorrenza si dilatano a dismisura, ma con un oretta di ritardo riesce ugualmente ad arrivare in tempo utile per consegnarmi il prezioso carico: rapido saluto alla comitiva con scambio di cellulare e raggiungiamo il sito di gara proprio in tempo per veder scendere la prima concorrente dello Slalom Gigante Femminile, grazie anche alla benevolenza di un altro volontario che mi lascia parcheggiare in un punto non proprio “idoneo”. Gli prometto che faro’ il possibile per dargli un gadget, ma se riusciro’ a conquistarne uno anch’io pero’!

Nevica parecchio e sono gia’ un po’ raffreddato, non ho voglia di vedermi 4 ore di gara sotto la neve; visto ormai il mio skill di netta-auto, decido cosi’ di prendere il Ducato e dedicare parte della mattina al solito tagliando: pieno di carburante, lavavetro (che manco a dirlo e’ ovviamente a secco), lucidata a fari, specchietti e rimozione delle 6 bottigliette vuote che oscillano rumorosamente nel baule.

Alle 11:00 sono di ritorno al parcheggio, regolo l’autoradio (un po’ di musica ci vuole mentre si viaggia!) e poi rientro in villaggio per pranzare un po’ prima: infatti verso le 13:00-13:30 mi chiameranno per riportarli a Torino.

Alle 14:00 squilla il cellulare: hanno visto la gara e desiderano rientrare.

Non vorrei montare le catene, le strade sono ancora pulite, ma impiego 20′ minuti prima di riuscire a “estrarre” il furgone dal piazzale innevato. Arrivati a Torino li accompagno in albergo, ma mi chiedono se sono ancora disponibile a seguirli per la serata: ma certo!

Il programma prevede di accompagnarli alla partita di Hockey Cechia-Svezia, poi alla Casa Slovacchia per un rapido spuntino (bellissima, qualita’ eccellente sia nei cibi sia nell’impeccabile servizio), quindi nuovamente allo stadio per l’altro incontro delle 21:30.

Tirando un minimo le somme devo dire che e’ stata un’esperienza piu’ che positiva. E’ vero, ci sono stati momenti che ti mettono un po’ di sconforto addosso, magari perche’ non ti senti abbastanza utilizzato (soprattuto per chi come me ha dovuto prendersi un consistente periodo di ferie), e altri di sano panico perche’ devi fare la cosa giusta subito, senza incertezze, ma sono istanti ampiamente compensati dal piacere di aver contribuito nel mio piccolo a rendere funzionante e piacevole l’avventura olimpica per tutti quelli che l’hanno vissuta, e non ultimo a far crescere un po’ il mio territorio.

Senza contare poi le decine di persone stupende che ho avuto la fortuna di conoscere e con cui, ne sono sicuro, manterro’ i contatti. Forse questo e’ uno dei piaceri piu’ forti che si possono provare: condividere fatiche ed emozioni facendo insieme qualcosa di utile.

Sono piccole soddisfazioni i ringraziamenti dei turisti dalla faccia spersa a forma di punto interrogativo quando con una cartina in mano sono sui mezzi pubblici: basta un semplice “may I help you?” e gia’ il loro sorriso ti fa sentire di aver reso piu’ amichevole la citta’ che li ospita, anche se poi magari non riesci a rispondere al 100% alla loro domanda. O ancora i complimenti che ho ricevuto da molti stranieri (Canadesi, Svizzeri, Inglesi, ecc.) quando ti dicono che l’organizzazione e’ davvero ottima e che sono rimasti molto soddifatti.

Stasera avro’ la fortuna di aiutare la mia delegazione alla Cerimonia di chiusura, che sara’, mi dicono, altrettanto bella quanto quella di Apertura.

Ciao a tutti e chissa’: alle prossime olimpiadi!

di MAury