Diario di un volontario: day 2&3

febbraio 10, 2006 in Sport da Redazione

Giornate intense queste due, che hanno permesso di entrare un po’ di piu’ nella vita del villaggio.

Tanto per iniziare lo scorso Martedi’ sera una piacevole novita’: finalmente arriva in alloggio un secondo ospite: con mia grande sorpresa di tratta di Charles R., un simpatico signore che, dopo aver partecipato alle olimpiadi di Grenoble e di Albertville nelle vesti di allenatore della nazionale di pattinaggio francese, si trova ora a fare quelle di Torino come volontario, anch’egli NOC-assistant (assistente alle delegazioni) assegnato alla delegazione Canadese. Conquisto la sua fiducia preparandogli un cappuccino all’italiana, e in cambio mi omaggia una spillina della Federazione sportiva dell’Alta Savoia. Il rapporto di simpatia è ormai stabilito e ci accordiamo per parlare un giorno in italiano e l’altro in francese, cosi’ che possiamo entrambi ripassare le lingue.

Intanto continua la saga dell’appartamento: ritornando a casa lo scorso Martedi’, la prima sorpresa: il riscaldamento non funziona piu’. Il termostato gira allegramente segnando le ore consumate, ma i termosifoni sono freddi: 18 gradi. Al mattino saranno 16°, e dopo colazione provvediamo a chiamare l’Help-Desk, visto che e’ giorno di riposo del custode.

Rientrando il Mercoledi’ sera, dopo essermi congelato le estremita’ inferiori allo stadio vedendo le prove generali della cerimonia di apertura (assolutamente da non perdere!), la seconda sorpresa: la serratura della porta e’ guasta e la chiave resta imprigionata nella toppa: dormiano cosi’ con la chiave all’ esterno. Pazienza. In compenso il riscaldamento funziona e il servizio di pulizie ha iniziato i passaggi.

Il mattino del Giovedi’ seconda chiamata al call-center (<<...ah, si, lei chiama per il riscaldamento, vero?>>, <>). Dopo una intensa giornata lavorativa che mi ha visto spostare pesanti scatoloni di abbigliamento da un ufficio all’ altro per liberare gli alloggi degli atleti!, rientro finalmente in appartamento dopo mezzanotte (facendomi pure a piedi i 3 Km che separano la stazione di Oulx dal residence anziche’ aspettare inutilmente mezz’ora la navetta) con una sola voglia: fare una bella doccia calda e andare a nanna. Errore: ho decisamente sottovalutato la serratura e stavolta la toppa si rifiuta proprio di accettare la chiave. Non c’e’ verso, non entra. Un respiro profondo: calma. Indosso la pila frontale e con la luce analizzo il problema: il nottolino e’ mezzo giro “storto” rispetto alla feritoia. Altro respiro: non resta che suonare, il numero del mio co-inquilino ancora non ce l’ho. Lui ha pero’ il sonno piuttosto pesante, e l’unico risultato che ottengo e’ quello di farmi aprire dai ragazzi che stavano dormendo nei due alloggi a fianco, che mi offrono ospitalita’ purche’ smetta di fare baccano. Mi scuso con loro per il rumore e declino l’invito: ci dovra’ pur essere un modo per entrare.

La stanchezza comincia a farsi sentire e mi si materializza la visione del call-center: gia’, il call-center! Provo a chiamarli e con grande piacere mi vengono in soccorso dopo pochi minuti portando il mazzo di chiavi originali. Purtroppo il tentativo fallisce in quanto la rotella della serratura di sicurezza e’ stata girata malamente dall’ interno. O si sfonda la porta o si apre da dentro. Propendo per la seconda soluzione e durante i pochi secondi in cui si dirada la nebbia mentale dovuta alla stanchezza, ci viene un’idea: provare a svegliarlo dall’esterno. Fortunatamente peso poco e con l’agilita’ di un gatto di piombo mi avventuro su di una tettoia fino a raggiungere il balcone della sua stanza: tre pietre contro la tapparella e finalmente Charles reagisce e mi apre. Una volta entrato, a babbo morto, ci scambiamo i cellulari e concordiamo di non usare mai piu’ la serratura di sicurezza.

Ieri al villaggio ho deciso di sfruttare i momenti di inattivita’ andando in giro con le navette che trasportano gli atleti sui campi di gare. In questo modo prendo confidenza del posizionamento delle Load-Zone di carico e scarico e dei punti di accesso alle Venues. Dopo pranzo mi sposto al Villaggio Olimpico di Torino per assistere alla Team Welcome Ceremony della mia delegazione, che in pratica consiste nel dare appunto il benvenuto alle nazioni da parte del sindaco del villaggio (Manuela Di Centa o Pierino Gross). Lo scambio di doni prevede l’omaggio della torcia olimpica allo chef-de-mission come segno di fratellanza e unione tra i popoli. Viene poi issata la bandiera della nazione mentre contemporaneamente suona l’inno nazionale. E’ un bel momento. La Thailandia e’ rappresentata solo da un atleta e dal suo simpaticissimo chef-de-mission, che nel discorso si affretta a precisare che da loro la neve non esiste, ma che ci provano ugualmente nelle specialita’ di sci alpino grazie al fatto che alcuni loro connazionali vivono in nazioni dove possono allenarsi. In fondo oggi mi e’ anche andata bene: sono riuscito a glissare il famigerato NOC Assistant meeting che si tiene ogni due giorni!

Dopo la cerimonia ceno con i miei colleghi NOC Assistants della nostra delegazione e vengo a sapere che a Torino hanno molto da fare e rischiano di andare in crisi: la mia collega non riesce quasi a cenare visto che il cellulare le squilla ogni 3 minuti. Decidiamo cosi’ che l’indomani mi spostero’ dal Villaggio di Bardonecchia a quello di Torino per aiutarla a svolgere un po’ di pratiche in ufficio, come ad esempio le richieste degli accrediti supplementari o i guest-pass per gli ospiti. Domani si ritorna a mettere la mani sul computer!

di MAury