Dialogo tecnocratico

dicembre 11, 2002 in il Traspiratore da Redazione

Walter e Tony sono al circoletto, seduti sotto il poster del leone e della gazzella. Birra e patatine agli sgoccioli. Notte cittadina: le serrande automatizzate del locale stanno per calare, rumorose quanto inesorabili.

Walter: “Senti un po’, Tony, non è che hai visto il Gigi, ultimamente?”

Tony: “Zero assoluto, Walter. Non lo sento e non lo vedo da un pezzo, il soggetto.”

Walter: “Strano, di solito chiama sempre. Ho provato un po’ di volte, ma ‘sta volta mi sa proprio che l’ha gettato via, il telefonino.”

Tony: “Può essere. Mi sa che s’è deciso a mettere in atto il suo piano di ‘cancellazione tecnologica’ o come cappero lo chiamava. Diceva sempre ‘non ce l’ho con la tecnologia, ma mi sta scadendo di brutto, ràga, perché i rompiscatole ne abusano ai danni del prossimo’.”

Walter: “Secondo me il cellulare è la punta dell’iceberg. Quello vuole campare senza legami, ma di sicuro ha un suo giro. Non è un asociale o roba simile, e di sicuro non butta il tivucolor o la playstation.”

Tony: “Può essere. Secondo me se ne va in giro a prendere a sassate le parabole, come quel pirla del Pinuccio. Un beota, non so se mi spiego.”

Walter: “Non penso. Stammi un po’ a sentire, Tony. Secondo me il mondo si divide in ‘tipi ok’ e ‘tipi non ok’. Il Gigi sarebbe ok, ma si comporta da babbeo. E non sto dicendo che i babbei siano una categoria a parte. Quando dico due, dico due.”

Tony: “Bah! Per quanto mi riguarda, ‘sta stupidaggine di buttare o bruciare il telefonino mi pare una fesseria. Se non vuole farsi trovare basta che lo spenga, no?”

Walter: “Magari non l’ha buttato, non facciamo… illazioni. Però, secondo me, l’ha fatto eccome, e ci ha pure riso su. Ascolta bene, Tony: anche se spegni il cellulare, prima o poi lo riaccendi, no? E metti che quelli che ti hanno cercato ti abbiano lasciato una valanga di messaggi, eh? Come la mettiamo? Oggi come oggi è pieno di rompiscatole che non si fanno gli affari propri. Mi sa che un tempo ti aspettavano sotto casa e basta, se avevano qualcosa di urgente da dirti. Dove sono finiti i tempi del caro, vecchio citofono, eh? Oggi ti spidocchiano, con il telefono.”

Tony: “Ti spidocchiano?”

Walter: “Eccome amico, mi sa che quel pirla del Gigi ha fatto bene a volatilizzarsi.”

Tony: “Bah! Uno può volatilizzarsi e non per questo buttare il telefonino, oppure non andarsene e usare il cellulare come carne per brodo. Ci sono varie possibilità, Walter. Per quanto mi riguarda se voglio scomparire ce la posso fare, ma il bello è che il mondo è piccolo.”

Walter: “Cosa intendi?”

Tony: “Sto parlando del ‘villaggio globale’ e simili. Sembrano cazzate ma non lo sono. Vuoi mettere internet, eh? Vuoi mettere?”

Walter: “E mettiamocelo pure, amico.”

Tony: “Puoi ben dirlo.”

Walter: “Infatti, infatti. E la posta elettronica? …altro che pony express…”

Tony: “Altro che pony express… già. Sembra il titolo di una canzone, eh?”

Walter: “Eccome, amico. Eccome. Tipo: ‘Give me your hand, baby’?”

Tony: “Be’, non saprei, non la conosco.”

Walter: “Me la sono inventata adesso, ma suona bene, non ti sembra?”

Tony: “Sicuro.”

Walter: “Sicuro. Eccome, amico. L’amicizia è importante.”

Pochi minuti dopo i due esseri umani pagano il conto e se ne vanno.

Il Traspiratore – Numero 40

di E. Specchio