Del Piero e Totti, sfida tra fenomeni

febbraio 7, 2002 in Sport da Roberto Grossi

Dopo l’intermezzo infrasettimanale disputato mercoledì contro il Milan che ha consegnato alla Juve la doppia sfida conclusiva di Coppa Italia, un obiettivo a cui Lippi teneva in modo particolare (“Una finale è sempre un obiettivo prestigioso che ti da una carica supplementare per il proseguo della stagione”), i bianconeri possono finalmente concentrarsi in via esclusiva sul big-match di domenica sera contro la Roma.

Tutti i riflettori dell’Italia sportiva saranno puntati sull’Olimpico, in una sfida che in molti definiscono una sorta di spareggio-scudetto anticipata.

Gli addetti ai lavori però (in primis calciatori e allenatori di entrambe le sponde) preferiscono non calcare troppo la mano su un evento che già di per sé racchiude tensioni non indifferenti: “La gara è sicuramente molto importante ma non decisiva – ha dichiarato ieri Del Piero -, perché mancano ancora tante partite al termine del torneo. Certo, è una sfida che serve per la classifica e per il morale: sarebbe bello da parte nostra, dopo tanto inseguimento, riuscire a sorpassare la Roma. In ogni caso, chi perderà non sarà tagliato fuori definitivamente dalla corsa scudetto”.

Profilo basso quindi, uno stato inversamente proporzionale alla voglia di vincere che anima tifosi e giocatori bianconeri: “Non voglio pensare di non conquistare qualcosa neanche quest’anno – continua Alex -, siamo in finale di coppa Italia, ben posizionati in Europa e quasi in vetta in campionato. A Roma andiamo ovviamente per portare a casa i tre punti ma per riuscirci dovremo disputare una prestazione super che rientra comunque nelle nostre possibilità visto che siamo in un grande momento”. La sfida con i capitolini significa anche Del Piero contro Totti e Sensi contro tutta la Juve. Ma Pinturicchio dispensa solo parole dolci come il miele per i due romanisti: “Il patron giallorosso non lo conosco ma devo riconoscere la qualità del suo operato. Se la Roma è così competitiva lui ha certamente molti meriti. Con Francesco siamo in buoni rapporti, domenica lotteremo con la voglia di primeggiare l’uno sull’altro, ma sarà un duello leale. Da giugno poi saremo uniti. Rivalità in Nazionale tra di noi? Non ha senso parlarne, abbiamo ruoli diversi e Trapattoni è contento così”.

La presunta crisi dei giallorossi, che hanno racimolato un punto solo (e con una discreta dose di fortuna) a Firenze non sfiora i pensieri di Alex: “Altro che crisi: la Roma ha dimostrato ultimamente un grande carattere, ha saputo rimontare partite estremamente difficili. Certo, quest’anno, a livello psicologico, per loro la situazione è molto diversa: nella passata stagione avevano il grande stimolo di dover conquistare uno scudetto che nella capitale mancava da tanto tempo, ora invece devono riconfermarsi. E’ notorio che bissare un successo è sicuramente molto più difficile ma da qui ad affermare che la squadra di Capello sia in calo ce ne corre”.

La battuta finale è riservata ai motivi dell’acerrima rivalità che separano la Torino bianconera dalla Roma giallorossa: “In tanti mi chiedono come sia possibile che Juve-Roma contenga tensioni maggiori rispetto alle sfide con il Milan o con l’Inter. Forse una risposta c’è: geograficamente siamo lontani e le poche volte che ci vediamo dobbiamo recuperare il tempo perduto…”.

Infermeria Sono tre i giocatori che non saranno disponibili per il big match dell’Olimpico: Amoruso, ancora alle prese con un dolore al piede destro causato da una botta rimediata nella gara di andata di Coppa Italia contro il Milan; Igor Tudor, per problemi alla caviglia destra, e Cristian Zenoni, febbricitante.

di Roberto Grossi