Davanti al bar

gennaio 15, 2003 in Racconti da Redazione

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E così un giorno ti può capitare di passare per caso davanti ad un bar, ormai lentamente e a fatica, appoggiandoti al bastone e fermandoti a riprendere fiato, e ti sembra di ricordare che tu quel posto l’hai già visto, anzi, che un tempo…si, davanti a quello stesso bar ci arrivavi correndo, con l’argento vivo della gioventù addosso!

E come preda di un oblio trasognato, confondendo il reale col ricordo, nel riflesso di quella vetrina non vedi più la tua immagine stanca, ma una figura di ragazza, di dolce, indifesa adolescente, ferma ad aspettare. Ad aspettare col cuore palpitante il suo primo grande amore, aspettare di vederlo arrivare col suo passo tranquillo e sicuro, aspettare il suo abbraccio forte e rassicurante, e la sua voce calda e pronta a confermarle il suo incondizionato, eterno amore.

Vedi le due figure allontanarsi abbracciate, come una sola cosa, e tutto, intorno a loro, diventare armonia, lo sguardo dell’uno perso negli occhi dell’altra, l’intensità che traspare ad ogni gesto.

Ma una nuvola scura attraversa quella strada lastricata di rose, e subito si scatena l’impetuosa tempesta della realtà. Della propria realtà, quella in cui le persone sono troppo diverse da come vorresti, in cui la forza del sentimento e della passione non bastano a compensare le ore di attesa, le incomprensioni, i sogni di condivisione infranti, e non riesci più ad accettare la diversità dell’altro come una ricchezza.

Ma neanche la realtà più dolorosa è sufficiente ad estinguere il sentimento con cui si ama nell’altro il simbolo stesso dell’amore, con cui lo si lascia entrare nel più profondo, pur accorgendosi dolorosamente che non è più possibile camminare assieme. E così le due strade si separano, senza che i cuori si siano mai divisi.

Nel fluttuare del ricordo il tempo non ha valore, tutto ‘sembra ieri’, e in un istante quei due adolescenti sono ormai trentenni, altri amori vissuti alle spalle, di nuovo a darsi appuntamento davanti a quel bar, e la sagoma di lei, ormai donna, come allora, ad aspettare. Il passo di lui sempre fiero, sicuro e calmo mentre le viene incontro; ancora abbracciati a passeggiare per strada, ma ora con una luce diversa negli occhi, quella della passione e del riflesso del passato amore.

Consapevoli che, incontro dopo incontro, anche quella passione sarà destinata a logorarsi per la stessa diversità che, nonostante l’affetto, aveva già privato un tempo l’amore di comprensione, rispetto e complicità. E i due mondi, che ora si accorgono di non poter condividere nient’altro che ricordi, quasi soffocati dal conoscersi troppo non sapendo affatto riconoscersi, sono ormai divisi per sempre.

La tua sagoma curva riprende la sua strada, ma nel riflesso di quella vetrina, a dispetto degli anni, brilla ora uno sguardo pieno di vitalità e gratitudine, felice di aver conservato un ricordo degno di questo nome.

di Giovanna Milan