Dalla vostra inviata c.c.

aprile 12, 2002 in Racconti da Redazione

Il signor e-sconi è davvero l’uomo più moderno del mondo, a cominciare dal nome: prima si chiamava XXX, ma ha giudicato che fosse molto meglio tramutarlo in ‘e-sconi’, giusto per fugare ogni dubbio sulle sue qualità di uomo moderno, progressista, liberista, futurista e un poco vittimista. Non contento di ciò, ha fatto anche ribattezzare le sue figliole Irene e Giulia in ‘e-rene’ e ‘e-ulia’ (da non confondersi con la grappa), tanto per essere all’avanguardia. È un uomo impegnatissimo – fa l’e-mprenditore, ma anche il politico – e abbiamo faticato non poco ad aggiudicarci questa breve intervista. Per l’occasione ha deciso di ritoccare leggermente il suo aspetto, che cura in modo quasi maniacale. Lo raggiungiamo, infatti, all’uscita della clinica di bellezza “e-diotlanum”, la più frequentata dalla gente che conta, dove si è appena fatto fare una plastica alle orecchie.

– Così in me non è rimasto niente di originale!, – esclama trionfante, aggiustandosi dietro le orecchie nuove tre dei suoi capelli artificiali, di marca Big Jim. Ma c’è fretta, c’è fretta, deve andare nella sua nuova casa.

– Sa, io la cambio una volta al giorno!

– Come, una volta al giorno?

– Certamente: dopo un giorno che ci abiti, è già bruciata! -, ribatte il signor e-sconi, che raggiunge la sua modesta abitazione di 80mila metri quadri.

– Ma scusi, questo è un intero quartiere, altro che casa! E che fine hanno fatto gli abitanti? Li avrà mica sfrattati? – gli domandiamo, dopo aver visto un corteo di uomini e donne camminare tristemente, con valigie al seguito, un paio di chilometri prima.

– Ma che cosa dice? Che sfratto e sfratto… a questa brava gente ho offerto quanto di più moderno si possa offrire!

– Cioè?

– Ma la mobilità, no? Tutti con questa mania del posto fisso! Basta! È ora di cambiare mentalità, di stare al passo con i tempi, diamine!

Siamo rimasti senza parole, stupefatti da tanta sicurezza. Il tempo sufficiente perché il signor e-sconi parlasse in videoconferenza universale, annunciando di essere appena diventato unico proprietario dell’e-uropa.

– Ma è un continente, nessuno può metterlo in vendita! – ribattiamo dopo aver ascoltato increduli l’annuncio.

– Per comprare una cosa non è necessario che questa sia messa in vendita. Si aggiorni, questo è marketing avanzatissimo! Si chiama “ottimizzazione delle risorse”: se ci sono 10 passaggi, prima di arrivare a un traguardo, io li elimino tutti, così non devo perdere tempo prezioso per raggiungerlo. E adesso mi scusi un secondo, vado a mettermi qualcosa di più comodo.

Ritorna vestito esattamente come prima, con giacca a triplo petto blu scuro e cravatta a pois bianchi. Lo abbiamo scorto mentre scendeva dalle scarpe e se ne infilava un nuovo paio, con telefax incorporato.

– Ehm… bene, se lei è pronto… Siamo qui per l’intervista, per sapere qual è la sua ricetta per risolvere la crisi in medioriente, visto che stamattina in mondovisione ha annunciato di avere pronta una soluzione miracolosa. Cosa proporrà alle due parti, signor ministro degli e-steri?

Perché il signor e-sconi svolge anche questa mansione, oltre ad essere capo del governo, padrone di tutte le aziende del Paese, presidente della Nazionale di calcio, nonché attore principale nel celebre fotoromanzo giunto per posta a sei milioni di italiani mesi fa. Tutto questo, come ha ribadito, in nome del principio dell’ottimizzazione delle risorse, non certo perché abbia inclinazioni egocentrico-accentratrici.

– Silenzio! Stia zitta! Mi sta facendo perdere anche troppo tempo! – urla e-sconi a pieni polmoni, tra un decreto legge e una manovra in borsa.

– Ma io le devo fare l’intervista…

– A questo ho già pensato io: mi sono fatto le domande, e queste sono le risposte. Dunque…

– Guardi che le interviste non si fanno così

– Le ho detto di stare zitta! Non si è letta l’utimo libro del grande e-rzullo? È qui che va il giornalismo moderno! E poi le mie bambine hanno fra poco il corso avanzato d’e-nglese, d’e-nformatica e di direzione d’e-mpresa, due minuti tutto compreso, e le devo accompagnare io. Anche perché sono io l’insegnante…

L’avevamo sospettato. Ma proseguiamo, insistendo ancora una volta:

– La crisi mediorientale, dicevamo…

– Allora, per risolverla in un modo semplice, veloce, sbrigativo, in una parola sola, mo-der-no, la soluzione è una sola: il cemento!

– Eh? Intende dire che israeliani e palestinesi devono raggiungere un accordo di pace forte e tenace come il cemento?

– Silenzio, le ho detto! Sempre a interrompere! Intendo il cemento vero, cosa c’entrano gli accordi? Il signor e-sconi pensa a una grande, bellissima, enorme distesa di cemento di altà qualità, liscio, senza neanche un granellino sopra… Lì sono rimasti indietro di mille anni! È tutta una pietraia! Ma ha visto quel muro vecchio e lurido, dove quegli sportivi vestiti di nero vanno a fare le flessioni?

– Non vorrà parlare del Muro del Pianto, spero…

– Quello, lì, sì! E certo che piangono, è talmente vecchio e cadente… ma anche le loro divise sono sorpassate: adesso si usano colori vivaci, fibre al carbonchio…

– Quelli sono ebrei ortodossi, non sportivi!

– Voi giornalisti, con questa mania di mettere tutti i puntini sulle u! Ma anche quegli altri, dell’altra squadra, quei perditempo che si allenano al tiro con la pietra…

– Chi, i ragazzi palestinesi?

– Ma sì, quei poveretti che non hanno neanche i soldi per comprarsi la schiuma da barba…

– Scusi, ma non sono degli sportivi che si allenano…

– E come no? Non crederà che giochino alla guerra? Ormai è fuori moda! Ma non mi faccia perdere il filo, cribbio! Cosa stavo dicendo? Ah, sì, ecco: come le raccontavo, per consentire agli uni di fare i loro piegamenti in santa pace, e agli altri di allenarsi con i loro lanci con materiale più aerodinamico, c’è soltanto una cosa da fare: costruire nuovi impianti sportivi, nuove piste di atletica, tutti modernissimi, colorati, divertenti… e guardi che non bado a spese, ci metto compreso nel prezzo anche i manifesti con il signor e-sconi da appendere ai muri, non so se mi spiego!

Si spiega benissimo. Pensiamo per un attimo che i contendenti avrebbero finalmente un nuovo tiro al bersaglio su cui allenarsi, ma non indugiamo troppo in questa fantasia; dobbiamo portare a termine l’intervista:

– E come pensa di fare?

– Primo, via i muri e i sassi di allenamento che hanno usato finora, e che sanno tanto di medioevo: ci si fa una grande colata di cemento a presa rapida, che assicurerà da subito un milione di posti di lavoro lisci lisci. Altro che spianata delle moschee! Qui si fa la spianata del signor e-sconi! Poi ci costruiamo intorno tutta una serie di e-cdonald, con la migliore carne di maiale che si possa reperire dai nostri allevamenti in Kenya, quindi…

– Ma nessuno comprerebbe niente: non lo sa che è vietato per la loro religione mangiare il maiale?

– E allora gli venderemo l’acqua dietetica e le barrette ai cavolini di bruxelles, e poi vediamo se hanno ancora tanta voglia di prendersi a botte anziché decidersi a lavorare, una volta tanto: lo sport si fa nel week-end, ma durante la settimana si portano avanti le loro belle fabbrichette di specialità locali, come il culatello e la mortadella, e poi…

– Signor e-sconi, non le sembra un’esagerazione voler trasformare l’intera superficie di e-sraele in una specie di pista di Formula1?

– Le ho detto di stare zitta! Sempre a interrompere, a mettere il becco! Ma se anche i miei ministri facessero come lei, sa dove andremmo? Tutti a ramengo! Le decisioni bisogna prenderle con tempestività, altrimenti si rimane indietro! Basta uno che decide per tutti, e poi via, facciamo, costruiamo! Porterò il mio movimento, la casa delle e-llibertà in tutto il mondo, anche in medioriente!

– Non è detto però che lì possa funzionare come qui da noi, hanno altre abitudini, un’altra cultura, un’altra
storia …

– Storia, storia, storia! Tutta roba vecchia, scaduta, sorpassata! Ma lei ce l’ha proprio per vizio di fare la guastafeste! Sarà mica una comunista, una toga rossa, una spia di quel gruppetto di turisti indisciplinati che in Parlamento mi frega sempre i posti sulla curva di sinstra? E quello? Che cos’è? Ah, l’ho scoperta, ho capito tutto! aiuto! Allarme! Accoruomo! Mi vuole mangiare!

– Capito cosa? Ma che cosa sta indicando poi?

– Ma quella spilla che ha sulla giacca, c’è scritto PCI!

– Guardi che è il logo della mia testata, “Pronto Cronaca Italiana”!

– Non è possibile! Ho liquidato tutte le aziende, i nomi, le figurine del calcio con la sigla PCI! Lei è una spia, mi vuole rapire, anzi drogare, anzi fare perdere tempo, anzi… Aargh! Mi si scollando tutto!

Abbandoniamo in fretta la casa del signor e-sconi, in preda ad un attacco isterico polimorfo e iperbolico: mentre urlava gonfiando a più non posso il suo torace con mostrine e stellette incorporate, una delle sue orecchie prensili aveva spalancato lo sportello dell’e-gorifero, pronta a scagliarmi pomodori transgenici e parrucchini biologici, che mi inseguivano cercando di mordermi le caviglie.

Adesso provo a inviare via mail questo servizio. Ma cos’è tutto questo rumore? Perdinci! Mai vista una cosa del genere! Migliaia di camion della ditta cementi&cementi stanno uscendo dalla residenza di e-sconi. Sono tutti dipinti d’azzurro, e sulle fiancate c’è scritto “Più cemento per tutti, più sicurezza per tutti. E-sraele, spiana la strada alla modernità!”

di Carola Casagrande