Da Sodoma a Hollywood n° 17

aprile 21, 2002 in Spettacoli da Redazione

30360(1)“I film che cambiano la vita”, questo lo slogan con il quale il Festival Internazionale di film con tematiche omosessuali affronterà dal 24 aprile al 1° maggio prossimi la sua diciassettesima edizione. Ad un passo dalla maggiore età la kermesse sul cinema gay proporrà come sempre un cartellone articolato in più sezioni con numerosi eventi speciali. Il festival renderà omaggio a Carmelo Bene proiettando “Salomé”, film girato dal regista pugliese nel 1972. Verranno ricordati tre grandi esponenti della letteratura italiana del secondo Novecento: Pier Paolo Pasolini del quale verrà riproposto “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, Sandro Penna svelato da “Più vivo di così non sarò mai”, documentario di Ottavio Mai girato nel 1985, e Pier Vittorio Tondelli. Per la prima volta sugli schermi italiani si potrà vedere “Marlene Dietrich. La sua canzone” documentario di J. David Riva già presentato con successo a Berlino.

Si profila un programma eterogeneo che proporrà titoli interessanti come “Julie Johnson” di Bob Gosse e “Giorni” di Laura Muscardin. “Food of Love” di Ventura Pons e “101 Reykjavik” avranno il compito di aprire e chiudere la rassegna. In mezzo un Concorso Lungometraggi nel quale “A mi madre las gustan las mujeres”, “Borstal Boy, “I Love you baby”, “L.I.E.” e “Mauvais genres” dovrebbero fare la parte dei leoni. Nella sezione dedicata ai Cortometraggi va segnalato “Glaadiator” remake in chiave gay del noto film di Ridley Scott.

L’icona dell’anno sarà Marilyn Monroe della quale saranno riproposti “A qualcuno piace caldo”, “Quando la moglie è in vacanza”, “Gli spostati”, il suo ultimo film mai completato “The seven year itch” più due interessanti documentari. La retrospettiva riguarderà quest’anno l’opera del regista tedesco Werner Fassbinder, autore di “Veronika Voss”, “L’amore è più freddo della morte”, “Il matrimonio di Maria Braun”, “Querelle de Brest” e numerosi film che segnarono un percorso capitale nella cinematografia tedesca degli anni Settanta e dei primi anni Ottanta. Per la sezione “A volte ritornano” verrà ricordata la figura del critico cinematografico Gianni Buttafava, uno dei primi giornalisti ad occuparsi del festival.

di Davide Mazzocco