Cinemagoga: nuove iniziative

febbraio 15, 2001 in Spettacoli da Claris

Si è concluso ieri sera a Courmayeur “Noir in Festival”. Tra gli eventi principali, la proiezione della copia restaurata del film di Mario e Lamberto Bava “La Venere di Ille”, cult sicuramente ricordato dagli appassionati della cinematografia nera nostrana, ambientato nella campagna francese dell’ottocento.

La pellicola è stata restaurato dal Museo Nazionale del Cinema nell’ambito di un programma di collaborazione tra la Rai ed il museo. Il restauro è stato compiuto a partire dal negativo originale e dal separato magnetico; la nuova copia positiva ha visto il ripristino dei colori originali e la masterizzazione della colonna sonora.

Il programma di collaborazione tra la Rai ed il Museo del cinema prevede il restauro, a cura del museo, di film di cui la Rai detiene i diritti. Nella scelta sono stati privilegiati due filoni: i film sperimentali prodotti tra gli anni sessanta e l’inizio degli anni ’80 da nomi interessanti del nuovo cinema (Amelio, Bertolucci, Rossellini, Zavattini, Ponzi,…) e film più popolari adatti ad una rivisitazione critica.

Ecco la dimostrazione della continua attività del museo del cinema di cui potete vedere una completa recensione nelle righe sottostanti.

Il film più bello è quello che si deve ancora girare, ma il recupero e la conservazione del passato cinematografico sono altrettanto importanti quanto i nuovi progetti.

 “Credo che in occasione dell’apertura del Museo Nazionale del Cinema sia doveroso ricordare che esso nasce dalle suggestioni e dall’utopia di Maria Adriana Prolo, una donna senza la cui passione il Museo, semplicemente, non esisterebbe. Così come è difficile immaginare oggi il Museo senza l’intervento di Francois Confino, che ha trasformato la Mole in luogo dell’emozione e dell’esperienza, dove è possibile provare qualcosa che non può essere sperimentato in alcun altro luogo del mondo.”

Così si è espresso Mario Ricciardi, presidente del Museo Nazionale del Cinema, all’inaugurazione mercoledì 19 luglio. Il Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana è ora il museo più alto del mondo, 167 metri d’altezza e una delle più ricche ed emozionanti esposizioni dedicate al cinema.

Con i suoi 3.200 metri quadri di esposizione disposti su 5 livelli per seguire il crescendo antonelliano, il Museo racchiude e illustra tutta la storia del cinema. Si parte dai giochi di ombre e dalle prime affascinanti lanterne magiche che hanno costituito, a partire dal ‘600, la preistoria della “settima arte”, per arrivare ai più spettacolari effetti speciali dei nostri giorni. Tra i tanti oggetti esposti, alcuni di film che hanno stregato il grande pubblico durante il secolo del cinema: il costume di scena di Rodolfo Valentino in Sangue e Arena, la celeberrima bombetta di Charlie Chaplin, il costume e l’uovo di Aliens di James Cameron, la testa del più inquietante predatore mai comparso sul grande schermo, Lo squalo di Steven Spielberg e, ancora, il casco di Darth Vader ne L ‘impero colpisce ancora di Irvin Kershner. Accanto ad essi, tra gli altri pezzi pregiati, le sceneggiature originali di capolavori come Quarto Potere di Orson Welles, Psycho di Alfred Hitchock, La caduta degli Dei di Lucchino Visconti, il Padrino parte II di Francis Ford Coppola e, per ricordare che il cinema è anche culto di persone divenute icone di un’epoca, ecco le scarpe, i gioielli e un bustino di Marylin Monroe.

La visita al Museo è un’emozione, un viaggio nel mondo del cinema. Il visitatore, infatti, segue un percorso interattivo e multimediale, fatto di proiezioni e giochi di luci, scoprendo in prima persona i segreti nascosti dietro la macchina da presa e imparando a conoscere tutte le fasi che precedono la proiezione del film, la produzione, il casting, la sceneggiatura, il montaggio, la tecnica del suono e delle luci.

Nell’Aula del Tempio, sotto la cupola, c’è il cuore dell’allestimento dell’architetto svizzero Confino, con le chapelles dedicate a grandi temi della storia del cinema: l’animazione, l’assurdo, l’horror e il fantastico, amore e morte, il Big Bang, il vero e il falso, il cinema sperimentale. Una chapelle è inoltre dedicata al rapporto, di antica data, tra il cinema e Torino. Nella grande sala troneggia il Moloch di Cabiria, il film di Giovanni Pastrone sceneggiato da Gabriele D’Annunzio che segnò forse il punto più alto del legame tra il cinema e Torino, legame che oggi si rinnova attraverso il Museo.

Lungo la rampa vengono esposti i manifesti originali di film ormai entrati nella memoria collettiva, come Gilda e La dolce vita. All’interno della cupola, ogni 18 minuti, i visitatori possono seguire sdraiati su comodissime sedie varie proiezioni: cieli stellati, spettacoli di lanterne magiche, immagini degli oggetti, delle foto e dei manifesti delle collezioni.

Innegabile nell’aumentare il fascino del Museo è il ruolo dell’ascensore panoramico che attraversa l’allestimento sino a raggiungere, oltre la cupola, il tempietto esterno, consentendo di ammirare, durante la salita, scenografie e giochi di luce e, arrivati a destinazione, il panorama della città e l’arco alpino che la circonda.

Proprio nel tempietto è allestita l’area espositiva dedicata alla presentazione di video installazioni di artisti contemporanei, in collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea, Castello di Rivoli. Per l’inaugurazione del Museo Nazionale del Cinema viene presentata l’installazione di Grazia Toderi “Spettatori”.

Il Museo, tra i più importanti al mondo per la ricchezza delle sue collezioni, conta più di 7.000 titoli di film nella cineteca, 9.000 oggetti d’arte, dipinti, stampe antiche, apparecchiature per la visione e la ripresa, 130.000 documenti fotografici, 200.000 manifesti, 20.000 volumi e 3.000 testate di periodici. Le collezioni, in particolare, presentano oggetti unici del periodo che precede la nascita del cinema e del muto, oggetti raccolti in gran parte da Maria Adriana Prolo, grande appassionata di cinema e fondatrice del Museo.

Così si è espresso l’architetto Confino: “La Mole Antonelliana è la costruzione più paradossale che io conosca: un vicolo cieco permanente che si libera dallo stallo in cui era fossilizzata e trae nuova vita dalle sue stesse contraddizioni! Mai sinagoga, ma monumento venerato, la Mole anche emblema quasi ateo della Torino industriale e industriosa diventa Tempio del Cinema, Cinemagoga, per un incontro post-mortem con la pasionaria del Cinema, Prolo la Magnifica, che le restituisce la voglia di vivere.”

La volontà di raccontare il passato, dai fratelli Lumière ai giorni nostri, era sbalorditiva come l’obbiettivo raggiunto. Ci sarà sempre ancora tanto altro da raccontare, altre storie, altri paesi lontani e sconosciuti, altri mondi ermetici affascinanti da penetrare, ma le difficoltà sono il motore verso nuovi traguardi per questo strabiliante museo allocato nella nostra capitale subalpina.

Museo Nazionale del Cinema

Orario: da martedì a venerdì e domenica 10 – 20; sabato 10 – 23

Sede: via Montebello, 15 – 10128 Torino

Ingresso: fino al 20 settembre L. 8.000; dopo L. 13.000

Info: tel. 011/812.56.58

di Claudio Arissone