Cenerentola al Regio

dicembre 15, 2004 in Spettacoli da Stefano Mola

CenerentolaL’EVENTO

Cosa c’è di meglio di una fiaba per il periodo natalizio? Ecco dunque che il Teatro Regio propone, a partire da giovedì 16 dicembre, la Cenerentola. La versione della celeberrima storia è ovviamente quella dell’altrettanto celeberrimo compositore pesarese: Gioacchino Rossini. L’opera fu composta in un solo mese in occasione del carnevale romano 1817. Le recite sono 11. Una, speciale, fuori abbonamento, si terrà proprio il 31 dicembre. Come dire, un capodanno da favola.

L’ALLESTIMENTO

Un nome, tanto per iniziare: Luca Ronconi. Dicembre 2004 sembra operisticamente consacrato al famoso regista, il cui nome rimbalza dalla fastosa prima della rinata Scala alla scena torinese. Vedremo infatti al Regio un adattamento di quanto Ronconi realizzò per il Rossini Opera Festival del 1998. Nessun teatro finora aveva cercato di riportare in scena questo spettacolo concepito per i grandi spazi del Palafestival. Un lungo e paziente studio, che ha richiesto la risoluzione di veri e propri problemi di ingegneria. Avremo così la possibilità di rivedere il palazzo del patrigno in rovina ridotto a un ammasso di mobili disordinati su cui tutti camminano, e tanto altro, all’insegna della libertà e dell’invenzione.

IL CAST

Tutto italiano, giovane, ma già ben affermato. Sonia Ganassi si calerà nei panni della dolce e modesta Angelina, alias Cenerentola. Emiliana, si è affermata ben presto come grande interprete rossiniana. Ha interpretato tutti i più importanti ruoli da mezzo-soprano del belcanto. Il principe di Salerno? Antonino Siragusa, tenore messinese. Timbro gradevole e chiaro, ottimo controllo dell’emissione con variazioni dinamiche di grande effetto, mantenendo una dizione nitidissima. Don Magnifico, goffo e grottesco padre delle vanitose figlie Clorinda e Tisbe, sarà Andrea Concetti. Marchigiano come Beniamino Gigli, grande presenza scenica. Dandini, il furbo cameriere del principe, sarà Roberto de Candia. Le famigerate sorellastre di Cenerentola, Clorinda e Tisbe, avranno voce da Linda Campanella, e Silvia Mazzoni.

La bacchetta sarà invece nelle mani di Enrique Mazzola, già direttore artistico e musicale del Cantiere d’Arte di Montepulciano, esordiente per il Regio. Maestro del Coro, come di consueto, Claudio Marino Moretti.

CHE COS’È CENERENTOLA?

Le storie sono uno dei modi che abbiamo per cercare di dare un senso al mondo, per scorgere almeno un riflesso opaco delle vicende che viviamo nella speranza di farle combaciare ad altre di cui conosciamo il destino.

Ogni storia porta quindi con sé un elevato carico simbolico. Figuriamoci le fiabe. Per esempio, potremmo addentrarci nei risvolti psicoanalitico-sessuali di Cenerentola (come fa questo articolo). Provate a leggere e dopo vi chiederete se il librettista di Rossini, Jacopo Ferretti, sia stato inconsciamente autocensorio sostituendo la scarpa con un braccialetto…

Cenerentola è anche una storia di classe. Che mondo è quello di Cenerentola? Un mondo feudale: ci sono re e principi. Dunque, un mondo bloccato sin dal momento della nascita. Strumento di elevazione può essere un buon matrimonio, unico modo in cui le virtù naturali (per esempio, la bellezza) possono sovrascrivere le stimmate del patrimonio genetico. Il nostro mondo è molto diverso? Mah, se vogliamo lasciarci andare al gioco delle suggestioni incrociate, proviamo a leggere il romanzo con cui Paola Mastrocola ha vinto il Campiello e forse ci viene il dubbio che le caste esistano ancora e che il talento abbia vita dura.

Ma allora, c’è speranza per Cenerentola2004? Se fa la velina e sposa un calciatore, probabilmente si. Forse questa chiusa è molto irriverente. Ma crediamo che non sarebbe dispiaciuta all’uomo depresso e comunque ironico che fu Rossini negli ultimi anni della sua vita. Nei Péchés de vieillesse troviamo titoli come Éthude asthmatique, Un enterrement en carneval, Valse anti-dansante, Tarantelle pur sang (avec traversée de la procession).

di Stefano Mola