Casagrande e Frigo sfidano Simoni

maggio 11, 2002 in Sport da Federico Danesi

Il Giro più esterofilo della storia prende il via questo pomeriggio costeggiando i canali olandesi di Groningen. Per la settima volta i “girini” partono fuori dai confini italiani, ma a differenza delle altre edizioni saranno ben quattro le tappe che non si sviluppano sul nostro territorio. Olanda, Germania, Belgio, Lussemburgo e Francia, passando anche per Schengen, la città del trattato siglato nel 1985 che ha sancito la nuova Europa.

Il chilometraggio ridotto, per quanto possano essere pochi 3334 chilometri, e la relativa difficoltà delle tappe di alta montagna (in tutto 18200 i metri da scalare, rendono aperto il pronostico a molti che sperano di essere ricordati un giorno come quelli che fecero loro il primo vero Giro d’Europa.

In Piemonte la prima italiana

Dopo il primo trasferimento-riposo, previsto per giovedì prossimo, i ciclisti arriveranno in Piemonte per iniziare la lunga tratta italiana. Sarà già una fraziuone-verità, quella di Limone Piemonte, nel cuneese. Prima dell’arrivo la tappa presenta la durissima salita di Colletto del Moro, 4 chilometri con punte del 18%. Dal giorno successivo la strada scenderà verso il sud, passando per Varazze, la Versilia, Orvieto, Tivoli, Caserta e via via, fino ad arrivare a Campitello Matese, tappa numero 11 e primo arrivo in quota (a 1430 metri), con un nuovo, prevedibile, scossone alla classifica. Due giorni dopo altro passaggio decisivo a San Giacomo, sui Monti della Laga, località abruzzese appena fuori dal Parco del Gran Sasso: da scalare le salite di Ceppo e quella finale.

Le alpi come arbitro

L’ultima settimana sarà, come al solito, decisiva. Dopo la crono di Numana, poco adatta agli specialisti, doppio appuntamento alpino con gli arrivi di Corvara in Badia e Folgaria, superando nell’arco di due giorni Staulanza, Fedaia (più nota come Marmolada), Pordoi, la Cima Coppi, Gardena, Sella, Santa Barbara e il Passo Bordala, inserito all’ultimo momento al posto del Bondone. Ultima difficoltà la crono di Monticello Brianza, sabato 1° giugno.

Un tris per il podio

Ancora prima di partire sono tre i nomi più gettonati per la vittoria finale. Gilberto “Gibo” Simoni, primo un anno fa e in crescendo di forma, dopo una caduta in Spagna un mesetto fa che ha rischiato di metterlo definitivamente fuoriu gioco, Francesco Casagrande, beffato da Garzelli due anni fa solo per un problema alla gamba nell’ultima cronometro del Sestriére, ma in grandissima forma, come dimostrato al recente Giro del Trentino, e Dario Frigo, tornato ad andare fortissimo e reduce dalla vittoria nel “Romandia”. Lui ha un conto da saldare con la Fassa di Casagrande e di Ferretti che un anno fa lo buttò fuori dalla corsa dopo aver confessato di avere con sé sostanze dopanti. Erano altri tempi, quelli subito successivi al blitz dei Nas e della Guardia di Finanza a Sanremo, e Frigo, comunque, ne è uscito fuori dopo aver scontato una mini squalifica, anche se lui, come Pantani, attende notizie dalla procura di Firenze.

Già, Pantani. E’ la grande incognita della partenza. Sulla carta, ma solo su quella, ha ancora i numeri per fare la differenza in montagna, almeno per arrivare tra i primi tre, ma nelle ultime due stagioni è stato assolutamente l’ombra di se stesso, per vicende che con il ciclismo pedalato hanno avuto poco a che fare. E’ stato, per il momento, graziato dalla Disciplinare della Federciclismo che difficilmente deciderà sulla sua sorte proprio durante il Giro, ma lo stesso trattamento non gli può essere riservato dalla strada, l’unica che non mente mai. Già a Limone il “Pirata” è atteso al varco, non solo dai suoi tifosi. La palla, o meglio il colpo di pedale, passa a lui.

Molti i terzi incomodi

Oltre ai corridori già citati ce ne sono altri che possono ambire a qualcosa più di un piazzamento. Tra gli italiani Stefano Garzelli, primo nel 2000 e finalmente tornato su quei livelli, Andrea Noé, brillante una settimana fa al Giro di Romandia, i giovani Pellizzotti e Codol. Tra gli stranieri soprattutto Michael Boogerd, che parte in casa ed ha vinto la Tirreno-Adriatico.

di Federico Danesi