Berlino 2009

ottobre 12, 2009 in Viaggi e Turismo da Stefania Martini

A vent’anni dalla caduta del Muro, quali tracce rimangono nella città riunificata?

Ecco come si presenta Berlino e la sua storia agli occhi del turista (agosto 2009)

  • BERNAUER STRASSE

    Berlino _ Muro Bernauer

    In Bernauer Strasse il Muro irruppe nella vita dei suoi abitanti il 13 agosto 1961 con una violenza particolare: da un giorno all’altro non poterono più percorrere le vie abituali, fare la spesa nei negozi conosciuti, portare un fiore sulla tomba dei cari defunti.

    Vicini, amici e parenti furono separati.

    La casa dirimpetto apparteneva, improvvisamente, ad un altro sistema politico.

    Anche senza un loro intervento e contro la loro volontà, gli abitanti di Bernauer Strasse divennero testimoni e attori della storia tedesca del dopoguerra a Berlino.

    Persone disperate saltarono dalla finestra delle loro abitazioni verso Berlino Ovest e pagarono questo atto con la vita. Ma anche fughe coronate dal successo avvennero in Bernauer Strasse.

    Berlini_Muro Bernauer1

    L’annullamento della vita quotidiana attraverso la costruzione del Muro di Berlino ha lasciato tracce chiare in Bernauer Strasse.

    Quella che allora divenne la striscia della morte in questi venti anni non è ancora edificata; tra Ackerstrasse e Gartenstrasse ci si può fare un’idea reale e veritiera di cosa era il “Muro” e della larghezza degli impianti di sbarramento.

    Sessanta metri di striscia di confine sono stati conservati, interpretati e rielaborati come testimonianza viva della divisione.

    Berlino_Muro Bernauer2

    Lì si trova anche il Sacrario del Muro di Berlino.

    È stato edificato “in ricordo della divisione della città, dal 13 agosto 1961 fino al 9 novembre 1989, e in memoria delle vittime del dominio comunista basato sulla violenza” dalla Repubblica Federale di Germania nel 1998.

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    Il Sacrario forma un complesso unico insieme al Centro di Documentazione del Muro di Berlino, alla Cappella della Conciliazione, ai segmenti di muro originali, al cimitero Sophien-Friedhof e all’area della stazione Nordbahnhof.

    Parte di questo complesso è stato inaugurato il 13 agosto 2009.

    Nei prossimi anni verrà ampliato e trasformato in un paesaggio del ricordo.

  • Il PARLAMENTO DEGLI ALBERI

    Berlino_Muro Parlamento degli alberi

    Il “Parlamento degli alberi” è un luogo della memoria per i morti al Muro di Berlino.

    L’artista Ben Wargin lo ha costruito nel 1990 sull’ex striscia di confine. L’installazione di alberi, lapidi commemorative e oggetti a testimonianza degli impianti di frontiera è stata realizzata da diversi artisti. Su lastre di granito vengono ricordati i nomi di 258 morti del Muro.

    I segmenti del muro di sbarramento posteriore che costituiscono il monumento sono solo in parte nella loro collocazione originaria.

    Berlino_Muro Parlamento degli alberi1

    Per la costruzione dell’edificio Marie-Elisabeth-Lüders-Haus, che ospita la biblioteca del Parlamento tedesco, si è dovuto ridurre il “Parlamento degli alberi”.

    La nuova installazione nell’edificio del Parlamento consiste in segmenti originali di muro, che Ben Wargin ha corredato con l’indicazioni degli anni e, per ogni anno, con il numero accertato di vittime del Muro. Questo segmento di luogo del ricordo è stato inaugurato nel settembre 2005 ed è indicato come Monumento commemorativo del Muro nell’edificio Marie-Elisabeth-Lüders-Haus.

  • WEISSE KREUZE

    Berlino_Muro Croci Binche1

    Dietro il portale orientale dell’edificio del Reichstag (oggi sede del Parlamento tedesco) passavano gli impianti di confine della RDT. La riva sud della Sprea apparteneva a Berlino Ovest, la distesa d’acqua era già territorio di Berlino Est. Nel punto in cui il muro anteriore incontrava la riva del fiume fino al 1990, l’associazione privata di cittadini berlinesi ha eretto il luogo della memoria “Croci Bianche”, nel 1971, in occasione del decimo anniversario della costruzione del Muro nel 1961.

    Berlino_Muro Croci Bianche2

    Dal 17 giugno 2003 l’installazione consta di 7 croci bianche allineate, con i nomi e la data della morte di 13 persone: 6 nomi verso la terra, 7 nomi verso il fiume. Una croce bianca è dedicata al ricordo di tutte le vittime sconosciute del Muro, tutte quelle persone che hanno perso la vita cercando di fuggire dalla RDT verso Berlino Ovest, dopo lo sbarramento del confine. I morti documentati durante i tentativi di fuga sono 138; di centinaia di altri non si avrà mai notizia.

  • EAST SIDE GALLERY

    Berlino_Muro East Gallery1

    L’East Side Gallery rappresenta il più lungo tratto superstite di Muro: è, infatti, lungo circa 1300 m lungo la Sprea, nella zona di Friedrichshain. Esso è anche il più lungo Museo “open-air” del mondo.

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    E’ stato decorato nel 1990 da 118 artisti provenienti da 22 Paesi del mondo, con immagini satiriche della vita “oltre Cortina di ferro”. Ricorrono iconde della DDR come la Trabant e il famoso bacio tra Breznev e Honecker.

    Posto sotto tutela dal governo tedesco, in occasione delle celebrazioni per i vent’anni dalla sua caduta, è in fase di restauro.

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    Berlino_Muro East Gallery4

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  • CHECKPOINT CHARLIE

    Al “Checkpoint Charlie”, posto di controllo alla Friedrichstrasse, le sentinelle alleate dal 22.9.1961 registravano gli appartenenti alle forze armate americane, britanniche e francesi prima che loro entrassero a Berlino Est. Turisti stranieri potevano informarsi sul soggiorno a Berlino Est.

    Berlino_Muro Checkpoint Charlie1

    Oggi a ricordare il posto di frontiera ci sono un’installazione dell’artista Frank Thiel (un cassone luminoso con i ritratti di un giovane soldato americano e di un giovane soldato “sovietico”: guardano ognuno nel territorio controllato dall’altro e marcano così la linea di separazione e di passaggio tra quelle che allora erano le aree di influenza delle grandi potenze) e la Galleria d’immagini
    posta all’ex passaggio di confine.

    Nelle immediate vicinanze si trova inoltre il Museo del Muro – Museo Casa al Checkpoint Charlie, che ha fatto collocare un remake della prima guardiola degli alleati nella Friedrichstrasse.

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    I pannelli della Galleria d’immagini sono stati istallati nel 2006 e illustrano tre diversi temi:

    La parete ovest della galleria sulla Friedrichstrasse racconta di numerosi tentativi di fuga al passaggio di frontiera, sia falliti che riusciti.

    La parete est della galleria informa sugli avvenimenti all’ex passaggio di confine e tematizza il significato di luogo simbolico di duro confronto internazionale che aveva il posto di controllo alleato Checkpoint Charlie.

    Sulla parete est della galleria nella Zimmerstrasse i visitatori trovano un panorama dei più importanti luoghi di ricordo e della memoria, dei resti del Muro autentici, dei musei e dei centri di documentazione sul tema della Divisione Tedesca e del Muro di Berlino.

  • POTSDAMER PLATZ

    Potsdamer Platz veniva considerata come la piazza più trafficata d’Europa attorno al 1930, circondata da alberghi, ristoranti e negozi. Dopo l’occupazione di Berlino da parte delle potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale, nella piazza pesantemente distrutta si incontravano i settori britannico, americano e sovietico.

    Berlino_Muro Postdamer Platz1

    Lo sbarramento della parte sovietica il 13 agosto 1961 passava tra Potsdamer Platz e Leipziger Platz. Questo sbarramento trasformò gradualmente l’area in un gigantesco terreno non edificato in mezzo alla città, costituito dalla striscia della morte tra i muri di sbarramento sul terreno di Berlino Est e da un deserto spopolato dalla parte di Berlino Ovest.

    Nell’ex tracciato del Muro di Berlino a Potsdamer Platz l’Amministrazione del Land per lo sviluppo urbano ha allestito una mostra temporanea sulla concezione del ricordo del Muro di Berlino.

    Berlino_Muro Postdamer Platz2

    Laddove i resti del Muro non sono più visibili, il percorso che esso faceva per separare le due zone della città (un tracciato di cira 160 km totali) è indicato da placche di ghisa inserite nella pavimetazione stradale.

    Photos: Berlino, agosto 2009 – by Stefania Martini

    di Stefania Martini