Baccini: Forza Francesco!

maggio 29, 2002 in Musica da Gino Steiner Strippoli

30961Da sempre la sua satira è allegra, rispetta la gente e non lascia traccia di rancori. Francesco Baccini è così: imprevedibile, superconcentrato di energia, pronto a riprendere chiunque in chiave ironica, anche se stesso. Canzoni come “Figlio unico”, “Ti amo e non lo sai”, “Penelope”, che hanno caratterizzato la prima parte della sua carriera, sono da tempo parte della storia del cantautorato italiano.Certo la sua è una canzone d’autore particolare molto vicina a scenari cabarettistici. Se dovessimo fare un paragone potremmo guardare al grande Jannacci.

Ecco di questi artisti, così originali, ce ne sono veramente pochi. Francesco è uno di questi. Ricordo ancora la prima volta che incontrai Francesco, erano i tempi di “Cartoons”, suo primo album, ragazzo semplice ma con tanto entusiasmo, aveva il successo in mano ma stava li come se fossimo amici di vecchia data, già i primi successi… Sono passati 13 anni è Baccini non è cambiato basti ascoltare il suo ultimo disco “Forza Francesco” per capire che il nostro ha sempre dentro quella voglia di raccontare i suoi divertimenti, le sue ironie che nascono sempre da storie di vita quotidiana.

Soprattutto è rimasto tale e quale all’originale dell’ ’89, non si è spostato di una virgola, senza mai paura di sbilanciarsi e di andare contro qualcuno.

Certo che gliel’hanno combinata grossa quando la sua casa discografica gli ha decapitato il pezzo che doveva anticipare l’uscita dell’ album: doveva intitolarsi “Devo diventare come Berlusconi”, vero Francesco?

Certo, adesso si intitola “Devo diventare come” ma è del Cavaliere che parlo, mi è venuta in mente durante l’ultima campagna elettorale quando il viso rassicurante e sorridente che si incrociava era solo uno. Berlusconi è l’uomo che vanta 56 milioni di tentativi d’emulazione, quello in cui tutti vorrebbero identificarsi. Un pezzo certo ignorato dai network, poi il titolo…a suo tempo la canzone su Andreotti mi era parsa più insidiosa invece …

Tu sei sempre stato attento alle parole, ai testi rispetto ai suoni, sempre in controtendenza rispetto a molti tuoi colleghi che privilegiano prima le sonorità.

Sai De Andrè mi ha fatto capire il valore del testo cantato e la scelta di Marangolo, uno fra i pochi arrangiatori a non usare il computer nasce dal desiderio di un riequilibrio musicale.

Poi un giorno sei diventato Padre a sorpresa!

Quando successe ero spaventatissimo, soprattutto quando ho scoperto che la mamma era una donna che non vedevo da tre anni! In questo album c’è una canzone che rievoca quei momenti ed è “L’unica droga che ho”. L’ho scritta proprio in quel periodo di confusione, di smarrimento ma poi ho trovato il mio pianoforte.

La musica può avere una grande forza terapeutica magari drammatizzata dietro un paravento dixieland da comica finale.

Una canzone delicata è senza dubbio quella dedicata a De Andrè. “ – La Ballata dell’Amore Cieco- ho voluto farla mia per omaggiare Fabrizio al massimo. Frequentandolo ho sempre più accresciuto la stima e il rispetto che già avevo verso di lui. E’ una canzone dove “violenza” ed “horror” hanno negato un posto nell’immaginario collettivo, ma resta tra le migliori chiavi d’accesso al suo mondo. Per questo lo interpretata durante il concerto tributo al Carlo felice di Genova, per questo lo messa nell’album”.

Sei sempre stato con le tue canzoni un tipo diretto quello che non le manda mai a dire, un po’ come viene da pensare ascoltando ‘Ti piacerebbe’.

In effetti questa canzone è dedicata a tutti i miei nemici ma anche a quegli amici in “trucco”, quelli che ti sorridono davanti ma poi ti accoltellano alle spalle. A volte me le cerco, perché sono uno che dice sempre quel che pensa e questo essere troppo diretti spesso non paga!”.

di Gino Steiner Strippoli