Baby Doll

febbraio 4, 2004 in Spettacoli da Redazione

Tennesse WilliamsOggi, 4 febbraio 2004, è l’ultima possibilità di assistere al provocatorio capolavoro di Tennesse Williams, Baby Doll. La storia è semplice quanto curiosa e provocatoria. Il signor Archie Lee è un poveraccio e per di più la moglie non gli si concede sessualmente incrementando così la sua frustrazione. Ma quella specie di contratto prematrimoniale che impone allo sfigato signor Lee di rispettare la castità della moglie vale fino ai vent’anni di lei. Noi arriviamo che l’attesa è quasi finita, mancano due giorni al momento fatidico e sul palco troviamo una situazione drammatica quanto paradossale. Il piccolo grande dramma di un uomo alienato e divorato dagli impulsi sessuali repressi, si svolge in una Lousiana che a metà degli anni ’50 è lo specchio di una società in crisi, stretta nella morsa dell’odio razziale, della mancanza di valori e dell’idolatria del dio denaro. Tennesse Williams fu chiamato da Elia Kazan per sceneggiare il film Baby Doll e, unendo due suoi precedenti atti unici, venne fuori questo testo che gli servì per rompere gli indugi e far vedere a tutti a quale livello di decadenza e di consequenziale ipocrisia fosse arrivata la puritana America.

Come sempre accade in questi casi la reazione della critica fu sdegnata ma il film e la pièce ricavata dalla scenaggiatura di Williams sono ancora di grande attualità in una società moderna che non ha certo recuperato valori e buonsenso col passare dei decenni. E pensare che gli Americani si erano appena ripresi da quell’altro scandaloso voyeuristico capolavoro che è Lolita di Nabokov, pubblicato grazie alla moglie dell’autore, evidentemente conscia che fosse giunta l’ora di gridare al mondo che l’uomo è pieno di contraddizioni non sempre. Oltre alla trama per certi versi simile, una curiosità lega il romanzo di Nabokov e la sceneggiatura di Williams, i nomi propri delle loro due ninfette protagoniste sono diventati parole usatissime, lolita per definire una ragazza giovane candida e sexy e baby doll per quella sensualissima mini camicia da notte.

Quella Louisiana allo sbando ci somiglia molto ma noi ormai ci siamo assuefatti e non ci indignamo più, dunque ci godremo con un sorriso le avventure dell’arrapato Archie Lee, della bella Baby Doll, del seduttore Silva Vacarro e della folle zia Rosa Comfort all’interno delle mura di una casa che sembra costruita sopra un vulcano di voglie represse e maliziosi ammiccamenti.

Baby Doll

Teatro Giacosa

martedì 3, mercoledì 4 febbraio 2004 – ore 21

Ingresso: I Settore € 18,00 – II Settore € 9,00

di Tennessee Williams

traduzione di Gerardo Guerrieri

con Elena Russo, Ida Marinelli,

Alessandro Genovesi, Francesco Rossini

musiche eseguite in scena da Paolo Serazzi

scene di Giorgio Barullo

costumi di Viola Verra

luci di Andrea Violato

regia di Paola Rota

assistente alla regia Benedetta Francardo

IL CONTATO/TEATRO GIACOSA DI IVREA, ‘O ZOO NÔ

e CITTA’ DI TORINO – TEATRO CONVENZIONATO

Baby Doll viene presentato grazie ad accordi speciali con la University of the South, Sewaneee, Tennessee.

PER INFORMAZIONI:

Il Contato del Canavese – 0125/641161

Ufficio stampa – Rita Ballarati 333/6728569

[email protected]

www.teatrogiacosa.it

di Jean Gasperi