Apoptygma Berzerk, elettrorock made in Norvegia

marzo 14, 2006 in Musica da Gino Steiner Strippoli

ApoptygmaDalla Norvegia partono ventate di rock. L’ultimo album, intitolato “You and Me against the World” (Sony – Bmg) è il preziosismo dono che ci regalano gli Apoptygma Berzerk. Una band che ha già un passato di tutto rispetto, visto che sono sui palchi internazionali dal 1989. Qui in Italia ancora pochi li conoscono, o meglio: il grande pubblico è ancora lontano. Ma con questo nuovo lavoro, che forse piacerà meno a chi li amò nei loro inizi, dove le chitarre sono fragorose e il rock è predominante, prendendo cosi il sopravvento sulle sonorità industrial, tentano la scalata al grande pubblico.

Attenzione, non lo fanno svendendosi, tanto meno cambiando la loro pelle, ma con arguzia professionale e creativa. C’è da sottolineare che la storia di questi norvegesi, nati dalla cellula di Stephan Groth, è sempre stata all’insegna del rinnovamento. Se pensiamo che i loro miti musicali, cui hanno spesso dedicato cover nei loro album, rispondono ai nomi di Metallica, Cure, Velvet Underground e Orchestral Manouvres in the Dark, allora possiamo capire il “trasformismo” di questi ragazzi. Spaziare musicalmente nei più differenti generi musicali ottimizzando il tutto con suoni nuovi e verve più rock che in passato.

ApoptygmaAnche in questo nuovo disco, ”You and Me agaist the World”, non si sono voluti smentire reincarnando il mito di Kim Wilde con la bellissima “Cambodia”, canzone di successo degli anni ’80. La magia è servita. Infatti la versione di Stephan Groth e C. è a dir poco stupenda. Forse non supera la bellezza originaria del brano, ma ne sublima la bellezza, anzi la ricolora di sonorità che ne fa una canzone nuova. E più scorrono i brani di questo album più ci si accorge che l’atmosfera è orientata verso una melodia decisamente indie-rock.

L’ascolto di “This Togheter” è piacevole tanto è raffinata e a proseguire questa strada si arriva a girare su “Love To Blame”, cristallinità eccelsa, una canzone pressoché perfetta sotto tutti i punti di vista, melodici e vocali.

Eccellente, ma anche molto Placebo, scorre veloce “Back On Track”, mentre “Maze” è un purissimo rock che fa scuotere il giusto. “Turning in to the Frequency of Your Soul” ha le giuste frequenze elettroniche industriali.

Nessun commento sul supersingolo “Shine On”, che incornicia l’album definitivamente. Diciamo che gli APB nelle 11 tracce di “You and Me against the World” hanno voluto dare una svolta alla loro musica, creando un bel esempio di elettrorock progressivo, ma con suoni di chitarre molto più hard.

Lo stesso frontman Stephan Groth spiega che: “Il nostro nuovo lavoro è sempre elettronico! Solo che adesso l’apporto delle chitarre è massiccio”.

Gli Apoptygma Berzerk come camaleonti quindi? Avete cambiato la vostra musicalità trasformandovi spesso!

Noi – dice Stephan – abbiamo sempre fatto cose completamente diverse: abbiamo iniziato come una band Industria/EBM, poi abbiamo preso una direzione più techno-dance-future-pop. Adesso siamo… cosa?

Già cosa siete ma soprattutto cosa volete trasmettere con questo “You and Me against the World?

Un solo messaggio esce fuori da ogni singolo brano che ascolterete ovvero ‘insieme possiamo combattere il mondo’

di Gino Steiner Strippoli