Antonio Pepe, il vulcano di Chivasso

novembre 26, 2001 in Sport da Federico Danesi

25113(1)A Chivasso lo sport fa rima con Antonio Pepe. Negli ultimi quattro anni, infatti, il vulcanico promoter torinese, già presidente della Commissione Sport al comune di Chivasso, ha dato nuova linfa all’attività della città, organizzando il prestigioso “Trofeo Città di Chivasso”, manifestazione podistica autunnale che è ormai entrata di diritto nel panorama dei grandi eventi nazionali.

Alessandro Lambruschini, Stefano Baldini, Genny Di Napoli, Roberta Brunet. Basta guardare l’albo d’oro della gara per capire quanto il Trofeo sia diventato importante e quanto voglia ancora crescere, per entrare nel circuito delle corse su strada di livello internazionale nei prossimi anni. In questo Pepe è ben supportato da uno staff di prim’ordine, fatto di collaboratori fidati ed efficienti, come Salvatore Rosanova ed Eliodoro Raiola, vere teste pensanti del Trofeo. La definizione migliore sul suo gruppo l’ha data Pepe stesso: “I miei collaboratori sono praticamente a costo zero perché chi lavora con me mangia pane e gloria”. In effetti, dopo tutta la fatica fatta durante un anno per preparare l’evento, quello che resta è la gloria, data dagli elogi che piovono per un’organizzazione impeccabile fatta di sincronismi quasi perfetti e dove nulla viene lasciato al caso.

L’attività promozionale ed organizzativa di Antonio Pepe, però, non si limita solo al “Trofeo Città di Chiasso”. Da diverse stagioni mette in piedi almeno una volta l’anno manifestazioni sportive a scopo benefico, invitando per partite di calcio che si giocano tra Torino e la prima cintura la Rappresentativa degli Artisti Tv e le Stelle dello Sport al fine di raccogliere fondi per finanziare progetti delle associazioni di volontariato e per aiutare persone o famiglie indigenti.

“Un punto fermo del mio impegno – continua Pepe – è anche la promozione sportiva tra i giovani. Mi sono impegnato per stimolare i ragazzi delle elementari e delle medie a fare sport, coinvolgendo ad esempio le vecchie glorie dell’atletica leggera locale che hanno creato una società sportiva oggi frequentata da decine di atleti”.

Insomma, quello di Pepe è un esempio da seguire.

di Federico Danesi