Anastacia: ‘Freak of Nature’

febbraio 17, 2002 in Musica da Gino Steiner Strippoli

25446E’ sempre difficile, dopo un grande album d’esordio, ripetersi a certi livelli e vista la prepotenza con cui uscì “Not that Kind”, che portò un’illustre sconosciuta di nome Anastacia Newkirk nell’Olimpo della Black Music, c’è da giurare che in molti pregustavano l’autrice come una meteora prodotta ad arte dal business discografico. Anche al suo esordio nessuno avrebbe scommesso, prima di vederla fisicamente, che quella voce tanto aggressiva quanto perfetta appartenesse ad una cantante bianca, capace di rinverdire i fasti del rhythm ‘n’blues di una Dea come Tina Turner, che aveva dato da poco l’addio alle scene.

Invece la ballerina bianca che canta con la voce e l’energia di una vocalist nera, da vera “White-Panther”, ruggisce un secondo album, “Freak of Nature” (Epic – SonyMusic), che conferma le sue grandi potenzialità vocali. Ho sentito dire con superficialità che quest’album è lo specchio del precedente. E questo è un male? A me sembra una vera e legittima conferma alla bravura dell’artista newyorkese.

E’ sempre difficile ripetersi: Anastacia c’è riuscita in pieno. Grazie a lei è stato riesumato il mercato del R&B, con tutta la sua assoluta freschezza musicale e con un soul che ha il sapore del tempo che non passa mai, quello, tanto per intenderci, che è stato nei destini di artisti come i Temptation, Diana Ross, Gloria Gaynor, Aretha Franklin.

Sentire “Freak of Nature”, omonima canzone che dà il titolo all’album, vuol dire entrare in un’accattivante black music, dove Anastacia – Panther timbra graffianti ritmi vocali, a dir poco travolgenti.

Che dire poi di “Why’d you Lie To Me”? E’ uno dei momenti più ruggenti dell’album, dove Anastacia indiavola a ritmi serrati un’intensa black-dance, con le gambe che non possono rimanere ferme e il sangue che inizia a pulsare più velocemente! Tanto veloce da coinvolgere e trascinare in ariose danze sensuali anche chiunque ascolti “Don’t cha Wanna”. Melodia curatissima poi, in stile anni ’70, per una pop song intitolata “One day In Your Life”, dove la voce della nostra artista raggiunge la piena estensione vocale.

Un dolcissimo country ‘n’ soul, accompagnato da un’elegante chitarra, è sicuramente “Overdue Goodbye”, con tutta la raffinatezza che la voce dell’americana può esprimere. Molte le ballad romantiche e dolci: sonorità cristalline le troviamo in “You’ll Never Be Alone”, uno slow dolcissimo dalla grande maestosità sonora. In “I Dreamed You”, la calda voce di Anastacia rievoca sonorità sognanti e delicate. Non vorrei nemmeno dimenticare il ritmo sfrenato dettato in “Don’t Stop (Don’t it)”, un ritorno alla soul dance a ricordare le atmosfere care agli amanti della Gaynor anni ’70.

Freak of Nature, secondo album di Anastacia, più che uno scherzo di natura, come si autoproclama l’artista, è a mio avviso la natura in fantasia, natura che ha creato questa voce nera per una donna bianca, dandole la fantasia del canto come forza della natura!!! A parte i giri di parole, Anastacia, senza strafare, legata sempre a Wake, Watters e Biancanello, nell’Olimpo della Soul Music più vera, ha pienamente confermato di essere degna di entrare e starci a pieno merito.

25447(1)Un anno fa sei esplosa con “Not That Kind”, adesso è uscito “Freak of Nature”.

Ancora oggi tutto quanto è successo non mi sembra vero: è tutto incredibile, oltre 5 milioni di copie vendute lo scorso anno! Di “Freak of Nature” posso dire di essere contenta di come lo abbiamo realizzato, il risultato finale è quello che avevo in testa e poi c’è molto feeling artistico tra me e Ric, Sam e Louis, per cui tutto è stato facile.

Ma è vero che volevi Macy Gray nel disco?

Certo, mi sarebbe piaciuto lavorare con Macy, spero di cantare con lei in futuro. D’altronde sia io che lei pensiamo di essere una bella coppia per la Black Music. Per Freak of Nature non siamo riuscite a far coincidere i nostri tempi di lavoro: a volte era impegnata lei quando ero libera io e viceversa.

Adesso sei una soul-stare e io ti definisco “White Panther”, però, per raggiungere il successo, hai dovuto sudare, come diciamo in Italia, “sette camicie”: nessuno ti ha regalato nulla!

Intanto grazie per White Panther e poi è vero, ho fatto tanta gavetta perché non sono mai voluta scendere a compromessi con l’industria discografica, per cui ho dovuto fare tanti lavori per mantenermi, prima di raggiungere il successo. Sai, volevano farmi fare hip hop e trasformarmi in idolo dei teenager! Io volevo fare la musica soul, quella che mi sento dentro, e ci sono riuscita.

A 14 anni ti diagnosticarono un tumore allo stomaco, poi, quando ti operarono, scoprirono che si trattava di morbo di Crohn: come ricordi oggi quei giorni drammatici?

Come un brutto ricordo; oggi quella malattia è sotto controllo e l’unica cosa che me la fa ricordare è una piccola cicatrice sulla pancia. Ma sono ricordi che trasformo in energia, in forza per le mie canzoni; se noti metto sempre magliette che lasciano visibile l’ombelico!

Fra poco ci saranno i Mondiali di Calcio 2002 e tu sei stata scelta per cantare l’inno ufficiale dell’appuntamento sportivo…

Lo so, è un onore unico rappresentare in tutto il mondo uno sport così seguito. La canzone è stata scritta da Vangelis e anche questo è un onore. S’intitolerà “Boom”è la presenterò per la prima volta alla cerimonia per gli abbinamenti delle squadre.

Un consiglio per tutti: lasciatevi trasportare dalle sonorità black di “Freak of Nature”, scoprirete la potenza del soul degli anni duemila attraverso la bellezza vocale di Anastacia – ‘The White Panther’!

di Gino Steiner Strippoli